La favola di Pinocchio sta riscuotendo un successo maggiore rispetto alle altre fortunate edizioni della manifestazione Lavorano sodo suonano e ballano: senza di loro costi insostenibili

La Notte di Fiaba è una magia dei volontari

24/08/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Pinoc­chio meglio di Alice e Peter Pan. Stasera, alle 22, si ter­rà l’ap­pun­ta­men­to clou del­la “Notte di Fia­ba”, ma il pri­mo parziale bilan­cio è molto pos­i­ti­vo, ancor più che nelle pas­sate edi­zioni. I seg­reti? For­mu­la azzec­ca­ta, fia­ba molto nota e un eserci­to d’in­stan­ca­bili volontari.Una venti­na di per­sone in tut­to (e par­liamo dei soli “allesti­tori”) che, da giorni, lavo­ra­no dal­la mat­ti­na alla sera: allestis­cono stand, mon­tano e smon­tano strut­ture di car­tapes­ta, fis­sano faret­ti, spostano panche, attrez­zano banchi per la dis­tribuzione di bib­ite. Gra­zie a loro — che, vale la pena sot­to­lin­ear­lo, non per­cepis­cono il bec­co d’un quat­tri­no — il cen­tro stori­co di Riva è diven­ta­to in pochi giorni un favoloso par­co divertimenti.«I volon­tari — spie­ga Enzo Bas­set­ti, pres­i­dente del Comi­ta­to Man­i­fes­tazioni Rivane — si divi­dono in due cat­e­gorie: quel­li che, muni­ti di guan­ti da lavoro e dotati di brac­cia robuste, offrono ogni momen­to libero del­la loro gior­na­ta lavo­ran­do davvero duro e quel­li delle varie asso­ci­azioni cit­ta­dine (ad esem­pio la ban­da, i bal­leri­ni delle scuole ndr) che, sen­za alcun com­pen­so, parte­ci­pano in modi diver­si alla fes­ta. In tut­to, l’e­serci­to è for­ma­to da oltre un centi­naio di per­sone. È gente che fa tut­to questo per amore del­la pro­pria cit­tà — con­clude — e gra­zie alla quale pos­si­amo affrontare i costi di una man­i­fes­tazione che altri­men­ti sarebbe impos­si­bile realizzare».E se Bas­set­ti è, dici­amo così, il gen­erale di quest’e­serci­to, Lau­ra Civet­ti­ni e Pao­la Girar­di, seg­re­tarie del Comi­ta­to, si trasfor­mano in insos­ti­tu­ibili “aiu­tan­ti di cam­po”. Anche per loro, in ques­ta set­ti­mana, l’orolo­gio è diven­ta­to un super­fluo stru­men­to di misura del tem­po: sveg­lia di buon’o­ra e subito al lavoro, a pran­zo un pani­no veloce con una Coca Cola, e poi avan­ti fino a notte fon­da. Le vedi a segui­to dei grup­pi di bam­bi­ni che, accom­pa­g­nati dagli attori in cos­tume, viag­giano nel­la fia­ba. Con­trol­lano che tut­to fili lis­cio, che ogni pic­co­lo abbia cap­pel­lo e casac­ca, che rice­va il bas­ton­ci­no di zuc­chero e il pic­co­lo pupaz­zo in leg­no, che parte­cipi alla pesca del­la for­tu­na e, alla fine, si sin­cer­a­no che si sia diver­ti­to. Un atti­mo dopo, le tro­vi in piaz­za Cate­na, a ver­i­fi­care che tut­to pro­ce­da bene nel­l’alles­ti­men­to degli impianti luce e acus­ti­ci sul pal­co davan­ti al comune. Pas­sano solo pochi sec­on­di e le incon­tri tra gli stand del Bro­lio o nel Paese dei baloc­chi, in piaz­za Garibal­di, tan­to che ti viene da chieder­ti se davvero le ragazze siano solo due o mag­a­ri Lau­ra e Pao­la abbiano delle gemelle sparse per il centro.«Quest’anno — con­clude sod­dis­fat­to Bas­set­ti — la parte­ci­pazione è sta­ta mag­giore rispet­to alle altre edi­zioni, pur ottime. Cre­do per­ché, in Italia, la fia­ba di Pinoc­chio e Gep­pet­to sia molto più nota di quel­la di “Alice nel Paese delle Mer­av­iglie” e di “Peter Pan”. Gran­di e pic­ci­ni conoscono ognuno dei per­son­ag­gi di Collodi».

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