Ora l’edificio, che era una volta un’ex galleria, diventa la sede del corpo militare più amato d’Italia. Determinante il contributo della Regione

La Palleria austriaca torna a risplendere dopo i restauri

Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

Tut­ti uni­ti nel­la sol­i­da­ri­età. Parole che in cop­pia con volon­tari­a­to sono state il filo con­dut­tore degli inter­ven­ti pro­nun­ciati nel cor­so dell’inaugurazione uffi­ciale domeni­ca mat­ti­na del­la nuo­va bai­ta del grup­po aril­i­cense. I pri­mi ringrazi­a­men­ti per quan­to real­iz­za­to dalle penne nere non pote­va che arrivare dal sin­da­co «per l’impegno pro­fu­so nel recu­per­are quel­lo che la sto­ria ci ha las­ci­a­to.» «Sen­za il loro aiu­to », ha det­to , «dif­fi­cil­mente sareb­bero sta­ti rispet­tati i ter­mi­ni e la volon­tà del­la cit­tad­i­nan­za, quin­di un gra­zie di cuore». E nel piaz­za­le inter­no alla Pal­le­ria, l’edificio di pro­pri­età del Comune ripor­ta­to agli antichi splen­dori c’erano soprat­tut­to loro: gli alpi­ni, non solo verone­si ma anche man­to­vani e tren­ti­ni rap­p­re­sen­tati da una trenti­na di gagliardet­ti schierati a fian­co dell’altare da cam­po, dove padre Clau­dio Liu­ti ha cel­e­bra­to la mes­sa, diven­ta­to per l’occasione «pul­pi­to» per gli inter­ven­ti del vicepres­i­dente del­la Regione Ange­lo Fior­in, del pres­i­dente del­la Provin­cia, Alear­do Mer­lin e del pres­i­dente del­la sezione Ana di Verona. Quest’ultimo, Alfon­so Ercole, non ha per­so occa­sione per lan­cia­re un appel­lo agli enti pub­bli­ci per­ché inter­vengano affinché non ven­ga meno un cor­po come quel­lo degli Alpi­ni. «Sarebbe» , ha sot­to­lin­eato, « come togliere il figlio alla madre». Un’opera quel­la real­iz­za­ta dal grup­po aril­i­cense con l’aiuto deter­mi­nante del­la Regione che «è la dimostrazione», ha sot­to­lin­eato Ange­lo Fior­in , «di come i val­ori pos­sano tra­mu­tar­si in cose con­crete», quin­di l’augurio di con­tin­uare su ques­ta stra­da. Affet­ti­va­mente lega­to alla cit­tà di Peschiera per essere sta­to per anni seg­re­tario comu­nale Alear­do Mer­lin ha evi­den­zi­a­to «l’ostinazione, la tena­cia e la volon­tà» di quan­ti si sono impeg­nati, con l’aiuto dell’Amministrazione comu­nale, a rimet­tere in ses­to l’ex Pal­le­ria aus­tri­a­ca. Nell’omelia il cap­pel­lano ha pun­tu­al­iz­za­to come la bai­ta per gli alpi­ni sia «il luo­go dell’amore, del cuore, del­la sol­i­da­ri­età e del­la gen­erosità». Pre­sen­ti alla cer­i­mo­nia, attorno al grande tri­col­ore sostenu­to dal grup­po Ana di Lazise, il coro Ana di Peschiera inter­venu­to durante la mes­sa e un folto grup­po del­la sezione del­la del bas­so lago con gli splen­di­di esem­plari di cani Ter­ra­no­va. La cer­i­mo­nia, coor­di­na­ta dal pres­i­dente degli alpi­ni aril­i­cen­si Luciano Gianel­lo, ha vis­to anche la benedi­zione e con­seg­na alla Pro­tezione civile di un nuo­vo gom­mone arriva­to con il con­trib­u­to del­la Regione e la col­lo­cazione di una tar­ga che ricor­da appun­to il lavoro por­ta­to a ter­mine con il restau­ro del­la Pal­le­ria, con una sala ded­i­ca­ta a Lui­gi Gianel­lo che per 26 anni è sta­to capo grup­po del­la sezione alpi­ni di Peschiera. Pri­ma del taglio del nas­tro e del ran­cio uffi­ciale nel­la nuo­va bai­ta il cor­teo, aper­to con il cor­po musi­cale di Peschiera, ha rag­giun­to il lun­go­la­go Car­duc­ci dove è sta­ta col­lo­ca­ta una coro­na al mon­u­men­to dei cadu­ti di tutte le guerre.