L’amministrazione si trova a un bivio, il valore sul mercato della struttura militare (400 mila euro) è troppo elevato. Il sindaco: « Bene importante ma il nostro bilancio è piccolo»

La polveriera sarà messa in vendita

23/10/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Rivoli

Una polver­iera a tre piani, di tre­cen­to metri quadri ognuno, una pre­sen­za stor­i­ca scan­di­ta per oltre cent’anni sul ter­ri­to­rio di Riv­o­li Veronese (per buona parte del tem­po a fun­gere da depos­i­to di polveri e munizioni), un val­ore cul­tur­ale aggiun­to di grande rilie­vo (la real­iz­zazione si fa apprez­zare anche per la pietra locale uti­liz­za­ta nel­la costruzione ed i con­tinui richi­a­mi lignei che rive­stono le pareti ed i sof­fit­ti interni ). Ma è un bene stori­co che rischia, oggi come oggi, di essere sot­trat­to alla col­let­tiv­ità locale e di cam­biare pro­pri­etario. Se non inter­ver­ran­no fat­tori nuovi rispet­to all’orientamento, nem­meno trop­po vela­to, dell’amministrazione cen­trale di Roma che ha indi­ca­to nel­la polver­iera di Riv­o­li Veronese, uno dei tan­ti beni mil­i­tari da pot­er dis­met­tere sul ter­ri­to­rio nazionale. In prat­i­ca, la polver­iera sarà pos­ta in ven­di­ta e cedu­ta al miglior offer­ente: alla stregua di un qual­si­asi altro bene pri­va­to. Un’operazione com­mer­ciale, che ver­rà por­ta­ta avan­ti, per il tramite del min­is­tero del­la Dife­sa, dal­la soci­età Con­sap (con­ces­sion­ar­ia servizi assi­cu­ra­tivi pub­bli­ci Spa). L’allarme arri­va dal pri­mo cit­tadi­no di Riv­o­li Arman­do Luchesa, che si dice aller­ta­to e pre­oc­cu­pa­to per quan­to potrebbe accadere da qui ai prossi­mi mesi. Pre­cisa il sin­da­co:» Per noi la polver­iera è un pez­zo impor­tante di sto­ria ed un bigli­et­to da visi­ta irri­n­un­cia­bile, un mon­u­men­to a tut­ti gli effet­ti, che rap­p­re­sen­ta non solo il nos­tro paese ma la stes­sa Val­dadi­ge.» «Le avvis­aglie», con­tin­ua il pri­mo cit­tadi­no, «che face­vano pre­sup­porre uno scar­so inter­es­sa­men­to al recu­pero del­la polver­iera si era­no già man­i­fes­tate più di una vol­ta. Le nos­tre sol­lecitazioni di inter­ven­to di manuten­zione e di ris­tut­trut­turazione era­no cadute, infat­ti, nel nul­la, anche se, nell’ultimo peri­o­do il Genio mil­itare di Verona, che gestisce per con­to di quel­lo di Pado­va il pri­mo inter­ven­to si era reso disponi­bile ad oper­are.» «In prece­den­za», pre­cisa il sin­da­co, «i pochi e urgen­ti inter­ven­ti real­iz­za­ti era­no sta­ti real­iz­za­ti dal­lo stes­so Comune di Riv­o­li. Più che altro ci siamo atti­vati per­ché il degra­do non arrivasse a lim­i­ti di pre­ca­ri­età asso­lu­ta. Ci siamo adoperati per tam­ponare qualche infil­trazione sul tet­to (che avrebbe dan­neg­gia­to l’interno del­la polver­iera) ed abbi­amo sis­tem­ato i vetri (per impedire l’ingresso di volatili e dell’acqua). Cose, insom­ma, di ordi­nar­ia manuten­zione. Cer­to che, poi, siamo rimasti sor­pre­si e sen­za parole quan­do la soci­età Con­sap Spa ha quan­tifi­ca­to in quat­tro­cen­tomi­la Euro (set­te­cen­tocinquantac­inque mil­ioni di vec­chie lire) il val­ore di mer­ca­to del­la polver­iera.» «Come dire», con­tin­ua il sin­da­co, «che l’alternativa è tra il pren­dere oppure il las­cia­re. Appare ovvio pre­cis­are che per il Comune di Riv­o­li il pren­der­si un onere così ele­va­to è il pre­lu­dio alla rin­un­cia. » «Dif­fi­cile se non impos­si­bile», ammette il pri­mo cit­tadi­no, «che un bilan­cio come il nos­tro con­sen­ta di sostenere l’acquisizione diret­ta del bene. Il mio appel­lo è pro­prio a quegli organi politi­ci che han­no deciso la dis­mis­sione di questo bene. E’ una rif­les­sione che dovran­no pur fare.» «Un sug­ger­i­men­to, pros­egue scon­so­la­to il sin­da­co, «è quel­lo di ver­i­fi­care, pri­ma di decidere il cam­bio di pro­pri­età, i pro­gram­mi di ogni isti­tuzione ter­ri­to­ri­ale. Potreb­bero esser­ci degli Enti non inter­es­sati a man­tenere un bene per cer­ti ver­si, solo sim­bol­i­co. L’in­vi­to è di pro­porre even­tu­ali ces­sioni in quel­la direzione.» «Per quan­to riguar­da noi», aggiunge Luchesa, sap­pi­amo benis­si­mo come uti­liz­zare la polver­iera. Diven­terebbe una strut­tura a dis­po­sizione dei tur­isti (con un por­tale illus­tra­ti­vo del­la Val­dadi­ge) ma anche luo­go dep­u­ta­to ai con­veg­ni e alle con­feren­ze». E con­clude: «Mi sem­bra che, per­al­tro, sul­la scelta fat­ta dal min­is­tero del­la Dife­sa, ci sia una con­trad­dizione di fon­do. Una legge del 1939, la numero 1089, diven­ta­to decre­to leg­isla­ti­vo 490/99, vin­co­la i beni stori­coartis­ti­ci. Di fatto,invece, con ques­ta scelta si vuole addirit­tura com­mer­cial­iz­zare il bene. Una deci­sione qua­si da non credere». «Comunque spero che ci sia un’inversione di ten­den­za, che suben­tri­no fat­tori in gra­do di cam­biare gli ori­en­ta­men­ti dell’amministrazione cen­trale di Roma. Altri­men­ti dovrem­mo fare di neces­sità virtù e di cedere al miglior offer­ente questo gioiel­lo dell’architettura militare»