La userà per le emergenze lacustri. Venezia ha concesso un contributo di 36 mila euro al Comune per l’acquisto del natante

La Protezione civile tornerà ad avere la barca

12/07/2009 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
G.M.

. A met­tere in acqua un vec­chio e grosso moto­scafo, all’epoca, era­no sta­ti pro­prio gli scom­par­si Ivano e Dori­ano Salaorni, zio e nipote a cui oggi il grup­po di Tor­ri è inti­to­la­to. La doman­da di con­trib­u­to era sta­ta fat­ta nel set­tem­bre del 2007 e ora, con lo scor­ri­men­to delle grad­u­a­to­rie del ban­do, la Regione è arriva­ta al quar­to ed ulti­mo ripar­to di fon­di. A Tor­ri sono sta­ti des­ti­nati 36 mila e 48 euro. «L’imbarcazione sarà di pro­pri­età del comune ma a dis­po­sizione sia del­la che del­la », ha pros­e­gui­to Ten­ca. «In questo modo potremo far fronte alle emer­gen­ze in acqua, alla vig­i­lan­za e ai con­trol­li mirati con­tro l’abusivismo delle boe». Lo stes­so coman­dante, oltre al suo vice, Pao­lo Lon­cri­ni, è muni­to di patente nau­ti­ca, come pure alcu­ni volon­tari del­la pro­tezione civile. Questo dovrebbe facil­itare la scelta dell’imbarcazione, sen­za porre vin­coli par­ti­co­lari alla staz­za del­lo scafo o alla poten­za dei motori. In munici­pio han­no già alcu­ni pre­ven­tivi in mano. «Fare­mo una gara», ha det­to Ten­ca, «e, forse entro la fine dell’estate, potrem­mo anche rius­cire ad avere la nuo­va imbar­cazione». Che potrebbe essere un gom­mone lun­go 7 metri e mez­zo e largo 2.90, con un motore molto potente e la capac­ità di trasportare fino a 24 per­sone. Il pos­to nel por­to è rimas­to ris­er­va­to in tut­ti questi anni in atte­sa del ritorno dell’imbarcazione del­la pro­tezione civile. 

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