L’attesa normativa arriva al traguardo dopo una lunga gestazione e ben tre presidenze

La provincia che cambia

23/12/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
e.b.

In questi otto mesi trascor­si dall’approvazione in Con­siglio del Piano ter­ri­to­ri­ale di coor­di­na­men­to è sta­ta tregua arma­ta tra mag­gio­ran­za e oppo­sizione. La mino­ran­za in Bro­let­to infat­ti ave­va avan­za­to il sospet­to che sul testo approva­to in Con­siglio fos­sero inter­venute delle mod­i­fiche. Un sospet­to reso esplic­i­to dopo l’audizione del­lo scor­so novem­bre del­la com­mis­sione nel­la quale venne dis­tribui­ta una boz­za delle norme tec­niche di attuazione, «che non cor­rispon­dono al testo di quelle approvate e mod­i­f­i­cano ele­men­ti di ind­i­riz­zo politi­co e tec­ni­co con ricadute ril­e­van­ti dal pun­to di vista ter­ri­to­ri­ale», sen­ten­z­iò il coor­di­na­tore dell’Ulivo, Tino Bino. L’assessore Aris­tide Peli — all’epoca del placet con­sil­iare non era tito­lare del Ter­ri­to­rio, allo­ra in capo all’attuale asses­sore all’Agricoltura, Mari­astel­la Gelmi­ni, colei che sovrain­tese alla redazione del nuo­vo stru­men­to urban­is­ti­co — avverte: «Sono accuse gravi di cui l’opposizione si assume le respon­s­abil­ità». Il testo del Ptcp è sta­to pub­bli­ca­to ieri sul Burl, va da sè quin­di che il cen­trosin­is­tra non ne abbia anco­ra pre­so visione: «Ci ris­ervi­amo di leg­ger­lo pri­ma di trarre le con­clu­sioni», dice il con­sigliere provin­ciale Aldo Rebec­chi (Ds). Il col­le­ga diessi­no Car­lo Fogli­a­ta ricor­da che prob­le­mi era­no già sor­ti in Con­siglio dove «chiedem­mo la doc­u­men­tazione rel­a­ti­va al Piano che non ci venne for­ni­ta. La rispos­ta fu che era negli uffi­ci di via il che val­e­va il fat­to che fos­sero a dis­po­sizione del Con­siglio». Sia per questo, sia per la denun­ci­a­ta dis­crepan­za tra boz­za con­seg­na­ta in com­mis­sione ad otto­bre e testo approva­to — fa notare l’opposizione — potreb­bero ora aprir­si due diver­si con­tenziosi pres­so il tri­bunale ammin­is­tra­ti­vo. Intan­to l’opposizione fa una val­u­tazione di carat­tere politi­co: «Già è neg­a­ti­vo e colpisce che il Ptcp sia pub­bli­ca­to a otto mesi di dis­tan­za dall’approvazione. Era inter­esse dei bres­cianio avere nel tem­po più breve oper­a­ti­vo uno stru­men­to urban­is­ti­co che la stes­sa mag­gio­ran­za ave­va fat­to di tut­to per approvare pri­ma delle elezioni, in modo da poterne vantare il mer­i­to davan­ti all’elettorato». Marais­tel­la Gelmi­ni, ricor­da che con l’efficacia del Ptcp «si inau­gu­ra una nuo­va era nel­la ges­tione del ter­ri­to­rio, inter­es­sante anche per il mio attuale lavoro all’Agricoltura: ora si darà cor­so al Piano agri­co­lo e al Piano di ind­i­riz­zo fore­stale che cos­ti­tu­is­cono vari­ante per i sin­goli Prg comu­nali». «Con l’approvazione — ha aggiun­to l’assessore all’Agricoltura — inizia una fase che pos­si­amo con­sid­er­are anche di mon­i­tor­ag­gio per miglio­ra­men­ti sem­pre all’insegna del­lo svilup­po sostenibile».

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