Romano Verani coordinatore del Vi.va.bas. passa al contrattacco e annuncia le prossime iniziative contro il tunnel corto

«La Provincia fa le strade, ma con i nostri soldi»

10/02/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Romano Verani, coor­di­na­tore del Vi.va.bas., inter­viene per annun­cia­re le nuove inizia­tive del comi­ta­to con­tro il tun­nel cor­to: «Le voci di dis­senso sono innu­merevoli e una­n­i­mi con l’ec­cezione del sin­da­co di Nago che si pavoneg­gia per essere rius­ci­to a far spostare di poco l’en­tra­ta del tun­nel dimen­ti­can­dosi che pro­prio lui e la sua giun­ta l’ave­vano indi­ca­ta «con net­ta pref­eren­za sul ver­sante ver­so il lago di Lop­pio» (delib­era n. 59/2000).Chi si con­tenta gode. Per ver­i­fi­care comunque il reale con­sen­so dei cit­ta­di­ni di Nago ver­so la posizione espres­sa dal loro sin­da­co, ver­rà indet­ta a breve un’assem­blea popo­lare. Il corale dis­senso si fon­da prin­ci­pal­mente su due aspet­ti. Il pri­mo riguar­da l’ir­riducibile, sup­po­nente ret­i­cen­za del­la Provin­cia di fronte alle istanze con­trarie espresse dai cit­ta­di­ni che vivono nel ter­ri­to­rio coin­volto dal prog­et­to, il sec­on­do la dis­in­voltura con la quale la Provin­cia scar­ta l’ipote­si desider­a­ta dal Bas­so Sar­ca (il tun­nel lun­go) per con­ced­erne una iden­ti­ca ai più for­tu­nati cit­ta­di­ni di Mezzolombardo.Il nos­tro Movi­men­to (come qual­si­asi per­sona di buon sen­so) ritiene inac­cetta­bile il fat­to che la Provin­cia pos­sa pren­dere deci­sioni in con­trasto con la volon­tà dei cit­ta­di­ni che si vedono mod­i­fi­care in peg­gio l’am­bi­ente in cui vivono e la qual­ità del­la loro vita. Non c’è una ragione al mon­do che pos­sa gius­ti­fi­care un tale com­por­ta­men­to. Come è altret­tan­to ingius­ti­fi­ca­bile, se cor­risponde al vero come sup­poni­amo, l’af­fer­mazione del­l’asses­sore provin­ciale ai lavori pub­bli­ci — siamo noi a fare le strade, a met­ter­ci i sol­di. Siamo costret­ti a ricor­dar­gli che se le chi­avi del­la cas­sa sono in mano sua, i sol­di sono nos­tri come è nos­tro il ter­ri­to­rio che si vor­rebbe mod­i­fi­care sen­za consultarci.Ma come si può non ten­er con­to del­la posizione con­traria espres­sa dal Con­siglio comu­nale di Arco che rap­p­re­sen­ta 14.000 cittadini!Anche il comune di Riva che ne rap­p­re­sen­ta altret­tan­ti, pur essendo meno inter­es­sato all’aspet­to pura­mente ambi­en­tale, ha impeg­na­to la Giun­ta provin­ciale a “val­utare ipote­si di mod­i­fi­ca sul­la da Nago alla piana del Lin­fano da con­cor­dare con i tre comu­ni interessati”.Ed infine, con quale cor­ag­gio si è potu­to cas­sare l’ipote­si del tun­nel lun­go per poi met­terne in opera uno anco­ra più lun­go dalle par­ti di Mez­zolom­bar­do? Come mai le moti­vazioni tec­niche addotte per gius­ti­fi­care l’an­nul­la­men­to del nos­tro tun­nel non sono valse per l’al­tro? Il Vi.Va.Bas., se fino ad oggi ha assun­to una posizione aper­ta al fine di trovare la miglior soluzione pos­si­bile, di fronte all’at­teggia­men­to per­vi­cace e arbi­trario del­la Provin­cia, potrebbe essere costret­to a rivedere la sua con­dot­ta: lo decider­an­no i cit­ta­di­ni. Nel­la riu­nione del 7 feb­braio scor­so il diret­ti­vo ha deciso di chiedere un incon­tro urgente con l’ing. Tiso, respon­s­abile del prog­et­to con­tes­ta­to dal Movi­men­to, al fine di acquisire la cog­nizione esat­ta del­la situ­azione e quin­di di pre­sen­tar­si alle assem­blee popo­lari che saran­no indette quan­to pri­ma per decidere le ulte­ri­ori inizia­tive da intraprendere».