Dopo 15 ore di dibattito e sei votazioni, il consiglio vara il progetto Gentilini-Tiso

La provincia incassa il «sì» al tunnel corto

03/10/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Il «sì» al prog­et­to Gen­tili­ni-Tiso alla vari­ante ovest di Riva del Gar­da è costa­to quindi­ci ore di dibat­ti­to in con­siglio comu­nale, ma alla fine è arriva­to, come vol­e­va l’asses­sore Grisen­ti. Il placet per­al­tro non sgom­bra la per­p­lessità sostanziale nei con­fron­ti del­l’us­ci­ta del­la gal­le­ria di 640 metri al monte Oro: una soluzione che è sta­ta sostanzial­mente impos­ta dal­la provin­cia e che i rivani han­no fini­to per accettare. La mag­gio­ran­za l’ha fat­to nel­la con­vinzione che fos­se meglio portare comunque a casa un’­opera che risolve trenten­nali prob­le­mi di sovrac­cari­co nel traf­fi­co che attra­ver­sa il cen­tro cit­tadi­no. Le oppo­sizioni han­no invece scior­i­na­to un vas­to reper­to­rio di ragioni con­trarie, anche se alla fine han­no opta­to per l’astensione.L’ostruzionismo prat­i­ca­to da Dav­es e Zam­bot­ti, s’è spun­ta­to nel­l’ul­ti­ma ser­a­ta di dibat­ti­to in con­seguen­za ad un’in­ter­pre­tazione (con­tes­ta­ta) del seg­re­tario gen­erale Righi, sec­on­do il quale il rego­la­men­to delle adunanze del con­siglio vieta qualunque inter­ven­to, tranne la dichiarazione di voto con­tenu­ta in 10 minu­ti di tem­po, sug­li ordi­ni del giorno pro­posti dai con­siglieri nel cor­so del dibat­ti­to gen­erale sul­la delib­era. Dav­es e Zam­bot­ti non han­no rin­un­ci­a­to comunque a ral­lentare nel­la misura mas­si­ma con­sen­ti­ta dal rego­la­men­to l’ap­provazione di quel­lo che, a loro parere, rimane uno sbaglio epocale. Così la approvazione dei quat­tro residui ordi­ni del giorno (del­la mag­gio­ran­za, di Dav­es-Zam­bot­ti, di An e di Riva Domani) ha impeg­na­to il con­siglio fin ver­so le 22,30. Poi è anda­ta in votazione ‑sem­pre sec­on­do la pro­ce­du­ra snel­li­ta- la votazione del­l’ap­provazione glob­ale del prog­et­to. Le ragioni del­la con­tra­ri­età riguardano, oltre che l’us­ci­ta al monte Oro, anche la riton­da di Varone. La mag­gio­ran­za chiede, col suo doc­u­men­to, di non con­sid­er­are defin­i­ti­va­mente sepol­ta l’ipote­si di tun­nel lun­go, fino a sud del­la cen­trale, che diven­terebbe anzi obbli­ga­ta nel caso che a ridos­so del cen­tro dovessero essere mis­urati aumen­ti pre­oc­cu­pan­ti di gas inquinan­ti. Non s’è ben capi­to ‑anche per­chè nes­suno del­la coal­izione l’ha spec­i­fi­ca­to- se si trat­ti d’u­na sper­an­za vera o solo d’un ten­ta­ti­vo di fac­cia­ta di sal­vare capra e cavoli.