Scricchiola nella maggioranza il fronte favorevole ai veronesi

«La Provincia subitofuori dalla Catullo»

12/10/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Mimmo Varone

Qual­cosa si è rot­to nel mono­lite che sal­da la mag­gio­ran­za di cen­trode­stra del Bro­let­to con le soci­età «Cat­ul­lo» e «D’Annunzio» spa. Più d’uno inizia a pren­dere le dis­tanze dai verone­si e preme per la ges­tione bres­ciana dell’aeroporto di Mon­tichiari, con l’adesione all’Abm spa gui­da­ta dal pres­i­dente Aib Fran­co Tamburini.Appena il 22 set­tem­bre scor­so l’assessore al Tur­is­mo Ric­car­do Mini­ni, forte di un manda­to che dice­va di aver rice­vu­to dal pres­i­dente Alber­to Cav­al­li, ave­va dichiara­to davan­ti alla Com­mis­sione V che l’alleanza con Cat­ul­lo era fuori dis­cus­sione: «Anzi, fare­mo inves­ti­men­ti in D’Annunzio spa con la for­mu­la del­la spon­soriz­zazione dell’assessorato».Ieri i con­siglieri di mag­gio­ran­za Ivan Bas­sanel­li (Fi), Pao­lo Ele­na e Leonar­do Peli (An) han­no annun­ci­a­to una mozione per chiedere all’Amministrazione provin­ciale e al suo pres­i­dente di «aderire sen­za indu­gi alla soci­età Abm, per raf­forzare con l’importante pre­sen­za del­la Provin­cia l’iter di otten­i­men­to del­la con­ces­sione». Pre­cisano, i tre, che l’adesione deve avvenire con una quo­ta di cap­i­tale «uguale o supe­ri­ore al Comune di Bres­cia», il quale dopo l’ingresso con una cifra «sim­bol­i­ca» con­solid­erebbe la pre­sen­za con una quo­ta da 10 mil­ioni di euro. Bas­sanel­li in cam­bio sarebbe dis­pos­to a rin­un­cia­re anche alla nuo­va sede, ma più pru­den­te­mente Ele­na osser­va che «in sede di Bilan­cio si vedrà da dove prel­e­vare la cifra».MA C’È DELLALTRO. Appe­na due giorni fa il vicepres­i­dente del Bro­let­to Aris­tide Peli (Lega Nord) in un’intervista a Bres­ciaog­gi pren­de­va le dis­tanze dal suo col­le­ga di par­ti­to Mini­ni e dice­va chiaro che «se non ci fos­se alcu­na rispos­ta da parte degli scaligeri, Abm rap­p­re­sen­terebbe l’unica garanzia di con­ti­nu­ità insieme o da sola». Anche queste dichiarazioni «ci dicono che non si può più atten­dere, nell’interesse di tut­ti i bres­ciani», incalza Leonar­do Peli. Anco­ra due giorni pri­ma, poi, l’8 otto­bre, l’opposizione di cen­trosin­is­tra ave­va pre­sen­ta­to analo­ga mozione per impeg­nare la Giun­ta ad aderire ad Abm. A met­tere tut­to insieme si pro­fi­la una mag­gio­ran­za trasver­sale che preme per abban­donare Verona e puntare su una ges­tione bres­ciana del D’Annunzio.BASSANELLI, Leonar­do Peli ed Ele­na la vedono persi­no di buon occhio. «Se gli obbi­et­tivi sono comu­ni, la con­ver­gen­za è pos­i­ti­va, le infra­strut­ture non sono né di destra né di sin­is­tra», dice Bas­sanel­li durante la pre­sen­tazione del­la mozione. E aggiunge la certez­za di «rac­cogliere altre ade­sioni tra con­siglieri di mag­gio­ran­za che non si espon­gono per ris­er­vatez­za, ma sono d’accordo».Il con­sigliere Fi sa di essere in diver­gen­za con il suo grup­po, ma tira drit­to. «Il capogrup­po Vig­ilio Bet­tin­soli me l’ha det­to — con­fes­sa — ma resto con­vin­to che la mia posizione sia gius­ta: gli impren­di­tori e le par­tite Iva che fan­no rifer­i­men­to al nos­tro par­ti­to ci dicono di muover­ci in ques­ta direzione».Elena aggiunge che la Provin­cia «ha ver­sato un cap­i­tale sociale e ha più volte ricap­i­tal­iz­za­to per coprire le perdite di ges­tione del­la D’Annunzio, ma l’aeroporto non fun­ziona, e per giun­ta il pres­i­dente del Cat­ul­lo Ful­vio Cav­al­leri minac­cia di far­lo fun­zionare di notte con i car­go. Noi vogliamo gli aerei di giorno — sot­to­lin­ea — e siamo sol­i­dali con i comu­ni di Ghe­di, Cas­tenedo­lo, Mon­tirone e Carpen­do­lo che sol­lecitano inter­ven­ti di mit­igazione dei disagi».