La segnalazione di un turista bresciano in America

La pubblicità Usa«scopre» il Garda

Di Luca Delpozzo
Attilio Mazza

A un garde­sano in vacan­za in Amer­i­ca è cap­i­ta­to di riposare nel­la con­fortev­ole hall di un grande alber­go di Carmel, local­ità esclu­si­va del­la Cal­i­for­nia, di sfogliare la riv­ista «Des­ti­na­tion Hyatt» (la riv­ista del­la cele­bre cate­na di hotel di lus­so) e di non credere ai pro­pri occhi: ben due immag­i­ni del Gar­da, una di Gar­done Riv­iera e una di Salò, uti­liz­zate come sfon­do per due pub­blic­ità americane.Della serie: stra­no ma vero. Ecco infat­ti campeg­gia­re nel­la pag­i­na pro­mozionale di un orolo­gio svizze­ro, un ango­lo minore di Gar­done Riviera.Non uno dei mon­u­men­ti sim­bo­lo dell’Italia tur­is­ti­ca, quali il Colosseo di Roma, il Ponte Vec­chio di Firen­ze, la Torre di Pisa, il Duo­mo di o Palaz­zo Ducale di Venezia. Pro­prio un ango­lo carat­ter­is­ti­co, sot­to­va­l­u­ta­to e qua­si sconosci­u­to di Gar­done: la scali­na­ta di via dell’Albera, non lon­tana dal Vit­to­ri­ale, nel bor­go anti­co di Gar­done Sopra.UNO SCORCIO sug­ges­ti­vo che il cre­ati­vo pub­blic­i­tario amer­i­cano ha in ver­ità un po’ alter­ato, col­lo­can­dovi bal­coni dove non ci sono, spo­stan­do addirit­tura la bel­lis­si­ma buganvil­lea e met­ten­dovi per­sone alle finestre intente a guardare lon­tano (il lago?) col can­noc­chiale. Ma la scali­na­ta è pro­prio quel­la, con la bel­la casa rossa sul fon­do che fu pro­pri­età del­la con­tes­sa Cervis, ami­ca dell’architetto Gian Car­lo Maroni e di , Maria Hardouin dei duchi di Gallese.GIRATA LA PAGINA del mag­a­zine pub­bli­ca­to a Mia­mi del­la pres­ti­giosa cate­na mon­di­ale di alberghi a cinque stelle Hyatt, un’altra sor­pre­sa: un trat­to del gol­fo di Salò (un po’ manipo­la­to) con in pri­mo piano una serie di moto­scafi Riva.Il tur­ista garde­sano che ha scop­er­to ques­ta curiosità, e che abi­ta pro­prio sul­la Riv­iera, rimane stupi­to nel ritrovare il pro­prio mon­do su una riv­ista amer­i­cana come «sfon­do» pubblicitario.Immagini che non si sarebbe mai sog­na­to di ammi­rare su un peri­od­i­co statu­nitense in una local­ità del­la cos­ta del Paci­fi­co, lon­tana dal Gar­da quat­tordi­ci ore di volo.Peccato solo che le due belle fotografie non siano accom­pa­g­nate dai nomi delle due local­ità: Gar­done Riv­iera e Salò. O quan­to meno una dic­i­tu­ra «lago di Garda».Comunque la scelta delle due immag­i­ni da una pub­bli­cazione esclu­si­va, non può che con­fort­are quan­ti sono impeg­nati nel­la tutela del nos­tro ambi­ente anco­ra di grande fas­ci­no. E che meri­ta quin­di di essere con­ser­va­to e valorizzato.