Rizzi fa i conti in tasca agli assessorati sport e turismo e rileva tante «curiosità». Per spese di rappresentanza (cene) 17mila euro

La Rai costa 300 volte il Giro

04/07/2008 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

La formi­ca e la cicala. Non è l’inizio di una favola ambi­en­ta­ta sul ma l’esempio scel­to in Con­siglio comu­nale dall’ex rap­p­re­sen­tante di mag­gio­ran­za Giu­liano Rizzi nel rias­sumere l’operato, nell’ambito delle man­i­fes­tazioni, dell’assessore allo sport Francesco Mar­chiori (la formi­ca) e quel­lo al tur­is­mo Gabriele Zorzi (la cicala). Il pri­mo, defini­to «l’operosa formi­ca», ha spe­so l’anno scor­so solo 172 euro per la tap­pa del Giro d’Italia ed è rimas­to sem­pre den­tro il bud­get di pre­vi­sione d’im­peg­no spe­sa. Anzi. In alcu­ni casi, leg­gi fes­ta di Sant’Anna a Cal­masi­no, ha paga­to (15.500 euro) meno di quan­to stanzi­a­to a bilan­cio (23mila euro). Quan­to bas­ta al fusti­ga­tore Rizzi per tessere le lodi di un asses­sore formi­ca, dimen­ti­can­do però che lo stes­so asses­sore era sta­to l’organizzatore di una par­ti­ta del­la sol­i­da­ri­età, con artisti del mon­do del­lo spet­ta­co­lo, vista da pochi inti­mi e costa­ta alle casse comu­nali 5.000 euro.Strano poi che nes­suno dei con­siglieri comu­nali pre­sen­ti in aula abbia chiesto lumi su chi abbia real­mente paga­to alla Rcs, editrice del­la [FIRMA]Gazzetta del­lo Sport e orga­niz­za­trice del­la cele­bre cor­sa in rosa, la tap­pa del­la cronometro del Giro d’Italia Bar­dolino-Verona dell’anno scor­so. Per scegliere una local­ità come sede di tap­pa, viene richiesto un con­trib­u­to che di soli­to va dai 20mila e i 50mila euro.Se su questo si è sor­vola­to, l’attenzione delle mino­ranze si è invece par­ti­co­lar­mente con­cen­tra­ta sulle uscite per la trasmis­sione tele­vi­si­va «Stasera mi but­to», prodot­ta da Bibi Bal­lan­di, sbar­ca­ta sul Gar­da gra­zie agli uffi­ci del dep­u­ta­to Aldo Branch­er, e anda­ta in onda per due sere, con buoni dati d’ascolto, sul­la rete ammi­raglia del­la Rai. «Il pro­gram­ma», ha det­to Rizzi, «al Comune non è costa­to 36mila euro, Iva com­pre­sa, ma qua­si 51mila come si evince dal ren­di­con­to di fine anno del­la Pro­mo», la soci­età cre­a­ta dall’amministrazione munic­i­pale per gestire le man­i­fes­tazioni. Pro­prio dal­la let­tura del bilan­cio 2007 del­la Pro­mo sono emerse delle vere chic­che, messe in evi­den­za dal­lo stes­so Giu­liano Rizzi e dal capogrup­po di Vince la gente, Lau­ro Sabai­ni. I due al ter­mine di un lavoro cer­tosi­no di con­fron­to dati, sec­on­do loro «non sem­pre di facile let­tura, anche per la dif­fi­coltà ad avere dagli organi com­pe­ten­ti le carte richi­este, han­no mes­so in luce alcune cifre, def­i­nite «curiose». È il caso dei 17mila euro pagati nel 2007 per rap­p­re­sen­tan­za: per lo più colazioni di lavoro. «E pen­sare che nel 2004 quan­do ci siamo inse­diati la cifra era di 7.000 euro», ha bac­chet­ta­to i suoi ex com­pag­ni di mag­gio­ran­za Giu­liano Rizzi pron­to, al pari di Sabai­ni, a puntare l’indice con­tro la cicala Gabriele Zorzi.Sotto la lente d’ingrandimento anche le spese per l’addetto stam­pa (4.900 euro), per l’architetto che segue le man­i­fes­tazioni (10mila euro), ma soprat­tut­to le uscite le inizia­tive col­le­gate al . «Abbi­amo spe­so 76mila euro quan­do le pre­vi­sioni era­no di 40mila euro». A far lievitare con­sid­erevol­mente i costi è sta­ta la pista di pat­ti­nag­gio, che ha las­ci­a­to un buco di 27mila euro.Si è dife­so Zorzi: «Per quan­to è di mia com­pe­ten­za, vale a dire le man­i­fes­tazione, non ho sfo­ra­to alcun bilan­cio di pre­vi­sione. Altro dis­cor­so è la pista di pat­ti­nag­gio che non era nel novero delle mie competenze».Zorzi ha tenu­to pre­cis­are che nei 40mila euro fig­u­ra­no voci come la stam­pa dei cal­en­dari inviati a tutte le famiglie del paese (più di 4.000 euro) e gli addob­bi natal­izi (28mila euro). A difend­ere la pista di pat­ti­nag­gio Francesca Cor­di­oli: «Il Natale è dei bar­do­line­si e la gente vuole essere con­sid­er­a­ta. Quel­la del­la pista di pat­ti­nag­gio è un’ottima inizia­ti­va anche per le scuole. Non si può fare tut­to solo e in fun­zione del turismo».Replica di Lau­ro Sabai­ni: «Siamo d’accordo sul prin­ci­pio, ma bisogna val­utare bene se vale la pena buttare 27mila euro: quante cose si pote­vano fare con quei sol­di?!»

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