Presa di posizione senza precedenti contro l’Azienda ospedaliera

La ribellione dei medici«Qui troppi burocrati»

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

È bufera tra il per­son­ale medico dell’ospedale di Desen­zano e la diri­gen­za dell’azienda ospedaliera. La denun­cia dei medici sec­on­dari, rac­chiusa in una let­tera-appel­lo che ver­rà trasmes­sa alla , par­la di «assen­za di col­lo­quio con la diri­gen­za ed un ecces­so di buro­crazia come i prin­ci­pali osta­coli ad un dial­o­go che por­tano ad un cli­ma di con­flit­tual­ità attual­mente in pro­gres­si­vo, quo­tid­i­ano e pre­oc­cu­pante incremento».Quasi ses­san­ta san­i­tari, su inizia­ti­va del­la Cisl e Cgil, si sono dati appun­ta­men­to nell’aula magna del Mon­te­croce nel cor­so del­la quale i medici di I° liv­el­lo han­no espres­so «unanime e pro­fon­do dis­a­gio in cui da anni si trovano ad oper­are, dis­a­gio causato innanz­i­tut­to dal­la totale assen­za, da parte del­la diri­gen­za dell’azienda ospedaliera, di riconosci­men­to e quin­di di val­oriz­zazione del­la loro pro­fes­sion­al­ità e di un dial­o­go costruttivo».Secondo i medici, tale situ­azione starebbe por­tan­do non solo alla demo­ti­vazione pro­fes­sion­ale, ma soprat­tut­to causa una pre­oc­cu­pazione per il futuro del pre­sidio di Mon­te­croce e, in par­ti­co­lare, di repar­ti tradizional­mente carat­ter­iz­za­ti da alta pro­fes­sion­al­ità come la «Chirur­gia attual­mente di fat­to smem­bra­ta — così scrivono i medici — l’oculistica, la nefrol­o­gia, la pneu­molo­gia, la cardiologia…».L’iniziativa dei medici, anche se sostenu­ta dalle due sigle sin­da­cali, non ha prece­den­ti nel­la sto­ria del più impor­tante polo ospedaliero del lago di Gar­da, oltre 370 posti let­to e più di 400 dipendenti.Desenzano fa parte, uni­ta­mente agli ospedali di Gavar­do e Maner­bio, dell’azienda ospedaliera di Desen­zano, diret­ta da Mau­ro Borel­li (diret­tore ammin­is­tra­ti­vo è Adri­ano Vai­ni, quel­lo san­i­tario Lucio Dalfi­ni). La polem­i­ca è nei loro confronti.È emer­so «il pro­fon­do dis­a­gio dei medici per l’assenza di comu­ni­cazione con la diri­gen­za azien­dale e il pro­gres­si­vo sposta­men­to, sia numeri­co che deci­sion­ale, dal com­par­to san­i­tario a quel­lo ammin­is­tra­ti­vo, il cui impeg­no preva­lente appare lim­i­ta­to all’introduzione di quo­tid­i­ane norme buro­cratiche aggiun­tive e in oper­azioni di fac­cia­ta, sen­za che i medici sec­on­dari vengano coin­volti nelle deci­sioni orga­niz­za­tive e pro­gram­ma­to­rie, deci­sioni cui chiedono di parte­ci­pare nel­la con­vinzione di pot­er dare, gra­zie alla loro espe­rien­za e pro­fes­sion­al­ità, appor­ti positivi».E anco­ra, i medici pre­sen­ti han­no con­corda­to sul­la neces­sità di affrontare «i veri prob­le­mi di svilup­po dell’ospedale e di miglio­rarne la qual­ità, sot­to­lin­e­an­do che la qual­ità cer­ti­fi­ca­ta sul­la car­ta poco o nul­la ha a che fare con la qual­ità vera, che si ottiene innanzi tut­to coin­vol­gen­do, moti­van­do e grat­i­f­i­can­do il per­son­ale sanitario».Ma i san­i­tari pre­sen­ti all’affollato incon­tro han­no anzi tut­ta la volon­tà di ricostru­ire un rap­por­to che si è sfi­lac­cia­to. «Nutri­amo la sper­an­za — dicono infat­ti i fir­matari del­la let­tera — di ricostru­ire il dial­o­go fra medici sec­on­dari e direzione, con­vin­ti che solo la comu­ni­cazione pos­sa ridurre il cli­ma di con­flit­tual­ità perenne». A chi­ud­ere il cer­chio c’è infine la cron­i­ca caren­za di organico.

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