CONCLUSO IMPORTANTE STUDIO MULTICENTRICO SULLA CATARATTA SU CIRCA 16.000 PAZIENTI. Vi ha preso parte l’Oculistica dell’Ospedale di Desenzano

LA RICERCA HA COINVOLTO 10 NAZIONI EUROPEE

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Di Luca Delpozzo

L’Unità Oper­a­ti­va (U.O.) di Oculis­ti­ca dell’Ospedale desen­zanese, diret­ta dal Dr. Faus­to Viga­sio, ha pre­so parte ad un impor­tante stu­dio mul­ti­cen­tri­co sul­la pre­ven­zione delle end­of­talmi­ti, raris­sime, ma pos­si­bili infezioni ocu­lari post­op­er­a­to­rie, che pos­sono ver­i­fi­car­si quan­do s’interviene chirur­gi­ca­mente per la pre­sen­za di una catarat­ta (ma sono pos­si­bili anche dopo altri tipi di chirur­gia ocu­lare). A spie­gar­ci l’importanza di ques­ta ricer­ca è pro­prio il Dr. Vigasio.“Quest’importante stu­dio mul­ti­cen­tri­co per le prob­lem­atiche riguardan­ti la pre­ven­zione delle end­of­talmi­ti asso­ciate all’l’intervento per la catarat­ta , inizia­to nel set­tem­bre 2003 e con­clu­sosi nel gen­naio 2006, ha coin­volto oltre 16.000 pazi­en­ti di dieci nazioni europee: Aus­tria, Bel­gio, Ger­ma­nia, Italia, Polo­nia, Por­to­gal­lo, Spagna, Turchia, Gran Bre­tagna ed Irlanda”.Dottore, c’era solo l’AOD in rap­p­re­sen­tan­za dell’Italia in questo stu­dio?“ No, il Coor­di­na­tore per l’Italia era il Dr. Rober­to Bel­luc­ci, pri­mario dell’U.O. di Oculis­ti­ca dell‘Ospedale di Bor­go Tren­to di Verona ma, soprat­tut­to, ex pri­mario qui a Desen­zano. E’ sta­to pro­prio lui a coin­vol­ger­ci in questo stu­dio del quale, in questi giorni, sono sta­ti pub­bli­cati i risultati”.Ecco, ci spie­ga di che cosa trat­ta questo studio?“Questo stu­dio ha affronta­to con l’ausilio di far­ma­ci antibi­oti­ci scelti oppor­tu­na­mente, le migliori modal­ità pos­si­bili per impedire le end­of­talmi­ti, infezioni even­tual­mente con­trat­te durante le fasi dell’intervento e del post-inter­ven­to di catarat­ta. In Italia, oggi, si eseguono in un anno cir­ca 400.000 inter­ven­ti per catarat­ta e di questi 2.500 nel­la nos­tra Azien­da Ospedaliera nei due pre­si­di di Desen­zano e di Maner­bio. Questo stu­dio, di fat­to, ha avu­to come obi­et­ti­vo di iden­ti­fi­care delle Linee gui­da Europee per l’ottimale mes­sa a pun­to di pro­ce­dure utili a pre­venire queste gravi infezioni. Di quali far­ma­ci sti­amo parlando?“I far­ma­ci in ques­tione sono due: il cefurox­ime, antibi­oti­co ini­et­ta­bile dal chirur­go nel­la cam­era ante­ri­ore dell’occhio a fine inter­ven­to ( cioè pro­prio ini­et­ta­to nell’occhio nel­la sede anatom­i­ca in cui si svolge l’operazione stes­sa) e la Lev­ofloxaci­na ‚antibi­oti­co in col­lirio da uti­liz­zare pri­ma e dopo l’operazione anche a domi­cilio. Entram­bi questi due far­ma­ci ser­vono ad impedire le infezioni . Durante i tre anni di questo stu­dio, entram­bi i far­ma­ci sono sta­ti som­min­is­trati con modal­ità dif­fer­en­ti ad alcu­ni pazi­en­ti, men­tre ad altri pazi­en­ti no, in modo ran­dom­iz­za­to pre­via approvazione del Comi­ta­to Eti­co e una vol­ta ottenu­to il con­sen­so infor­ma­to dei pazi­en­ti. La sper­i­men­tazione ha prova­to che l’utilizzo di questi antibi­oti­ci e spe­cial­mente dell’iniezione di cefurox­ime in cam­era ante­ri­ore dell’occhio sono utilis­si­mi per pre­venire le end­of­talmi­ti dopo inter­ven­to di cataratta”.Le infezioni all’occhio sono frequenti?“Per for­tu­na le per­centu­ali d’infezioni sono molto ridotte (infe­ri­ori allo 0,2% degli inter­ven­ti) ma le end­of­talmi­ti post-chirur­giche deter­mi­nano delle con­seguen­ze gravis­sime che pos­sono, nei casi più seri, procu­rare la perdi­ta del­la fun­zion­al­ità dell’occhio”.Lo stu­dio è sta­to impeg­na­ti­vo ?“Direi molto. In prat­i­ca una vol­ta che lo Stu­dio è inizia­to ha parte­ci­pa­to tut­to il Repar­to: i medici per la selezione, gli inter­ven­ti chirur­gi­ci veri e pro­pri ed i con­trol­li e la rac­col­ta dei dati, la Capos­ala con le Infer­miere per la preparazione e l’assistenza agli operan­di; gli infer­mieri del bloc­co oper­a­to­rio per gli inter­ven­ti e gli infer­mieri dei poliambu­la­tori per i con­trol­li post­op­er­a­tori. L’ “‘infor­mat­i­ca” ci ha sup­por­t­a­to per la parte delle cartelle com­put­er­iz­zate e dei dati da inviare al Cen­tro Coor­di­na­tore in Gran Bre­tagna. “Il risul­ta­to di questo stu­dio – ha com­men­ta­to il Diret­tore Gen­erale Mau­ro Borel­li -, è molto impor­tante per­ché l’intervento alla catarat­ta è, nel cor­so degli anni, divenu­to uno delle oper­azioni più fre­quen­ti. Essere rius­ci­ti a sta­bilire che l’utilizzo di questi far­ma­ci abbas­sa ulte­ri­or­mente il peri­co­lo d’infezioni, è un risul­ta­to impor­tan­tis­si­mo e l’AOD è orgogliosa di aver fat­to la sua parte in quest’importantissimo stu­dio europeo”.

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