Tutela dell'ambiente lago: anche la Comunità del Garda si iscrive al «partito dei guardiani» fatto decollare da Malossini Sì al vertice con Pinter. Summit scientifico a Desenzano in ottobre

La ricetta Ceschini: i canneti e le semine

15/08/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

«All’in­con­tro con l’asses­sore Pin­ter di fine agos­to ci sare­mo anche noi. Siamo molto inter­es­sati alla pro­tezione del­l’am­bi­ente lacus­tre, quin­di un ver­tice di coor­di­na­men­to dei servizi di tutela non potrà non con­tare sul­la col­lab­o­razione del­la Comu­nità che rappresento».Nel piane­ta «Guardiani del Gar­da», prati­ca­mente inven­ta­to dal­la let­tera-ulti­ma­tum del sin­da­co Cesare Mal­ossi­ni (che ha richiam­a­to con forza alle sue fun­zioni la Provin­cia di Tren­to), s’è tem­pes­ti­va­mente iscrit­to, ieri mat­ti­na, Vin­cen­zo Ces­chi­ni, che oltre ad essere rivano ed esper­to di prob­le­mi del­la natu­ra, è anche vicepres­i­dente del­la .«Non è il caso di essere allarmisti, per­chè le parole det­tate dalle emozioni pos­sono essere con­tro­pro­du­cen­ti per il nos­tro tur­is­mo e per l’e­cono­mia — spie­ga Ces­chi­ni — Però, det­to che la salute del lago è buona (e lo dimostra­no tut­ti i para­metri sci­en­tifi­ca­mente vali­di), c’è anche da aggiun­gere che qualche inter­ven­to di ri-nat­u­ral­iz­zazione rimane aus­pi­ca­bile. Per­sonal­mente cre­do molto nel­la fitodepu­razione degli immis­sari. Qualche can­neto e qualche pianta palus­tre immes­si negli alvei di tor­ren­ti come il Varone o il Galan­zana pos­sono fare molto. E’ già sta­to sper­i­men­ta­to in molti posti. Cen­to metri qua­drati di queste fitodepu­razioni sono in gra­do di togliere ai cor­si d’ac­qua, e di rif­lesso al lago, l’in­quina­men­to organ­i­co di 25 per­sone e in più nitrati, fos­fati, even­tu­ali met­al­li pesan­ti disciolti».Ceschini spie­ga anche che il Gar­da — un baci­no attual­mente oligome­sotrofi­co (vale a dire con nutri­en­ti min­er­ali anco­ra sot­to con­trol­lo) — è ben mon­i­tora­to. E che comunque è utilis­si­mo met­tere a con­fron­to i dati, le idee e le pro­poste di tutela delle varie realtà region­ali e comu­nali che grav­i­tano sul lago. Un’­op­er­azione di questo tipo sarà affi­da­ta ad un con­veg­no tec­ni­co-sci­en­tifi­co che avrà luo­go a Desen­zano il prossi­mo 12 otto­bre, spon­sor la Comu­nità del Gar­da. «Oltre che di biolo­gia lacus­tre e di inquina­men­to in sen­so lato, si par­lerà anche dei prob­le­mi itti­ci — chiarisce Ces­chi­ni — Ed è in questo con­testo che la Comu­nità pro­por­rà il rilan­cio degli incu­ba­toi per le specie più carat­ter­is­tiche del lago. Anti­ca­mente ne esiste­vano a Tor­bole, Gar­da, Peschiera ed altri cen­tri. Era­no fat­tori di ripopo­la­men­to indis­pens­abili, per­chè il Gar­da è sem­pre sta­to meno popo­la­to di pesci degli altri laghi lom­bar­di. La dimin­uzione di certe specie è sicu­ra­mente cicli­ca, ma è chiaro le col­ture di avan­not­ti e le sem­i­ne, sono una garanzia di riequi­lib­rio pro­gram­ma­to del pat­ri­mo­nio itti­co. Mi viene in mente l’e­sem­pio del : Alvise Vit­tori ave­va cre­ato un incu­ba­toio per questo pesce. Bisogna ripro­por­lo. E’ una specie solo garde­sana, pre­giatis­si­ma ma purtrop­po, ciban­dosi di planc­ton, tro­va nel core­gone un nat­u­rale e più agguer­ri­to concorrente».

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