Patrimonio ittico & Ambiente . Alcune specie come la trota, il carpione e l’alborella stanno ormai scomparendo Rive pulite e balneazione vietata in tutte le zone di riproduzione

La ricetta per salvare i pesci del lago

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Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

Le rin­no­vate tec­niche e l’introduzione di nuove specie ittiche han­no mod­i­fi­ca­to nel tem­po l’attività del­la pesca nelle acque del Gar­da. L’evolversi poi nell’intero baci­no bena­cense dell’attività tur­is­ti­ca e del terziario ha por­ta­to a una rad­i­cale meta­mor­fosi nell’ambiente del­la pesca e pro­duzione itti­ca. La situ­azione attuale è emer­sa in tut­ta real­ta con la radi­ografia fat­ta dal biol­o­go Ivano Con­for­ti­ni inter­venu­to al sem­i­nario di ieri orga­niz­za­to a Gar­da dal­la Fed­er­coopesca in col­lab­o­razione con il min­is­tero per le Politiche agri­cole e fore­stali e il Comune, dal tema «La pesca respon­s­abile: prospet­tive e prob­lem­atiche delle acque interne». Lo sta­to di fat­to è che di fronte alla dras­ti­ca con­trazione dei pesca­tori pro­fes­sion­isti, ridot­ti a non più di 150–180 quel­li che oper­a­no sull’intero baci­no garde­sano, dai più di 1.000 all’inizio del sec­o­lo scor­so, si con­trap­pone l’allargarsi del­la schiera di chi la pesca la prat­i­ca in modo dilet­tan­tis­ti­co. Quel­lo che invece rimane costante nel tem­po è la quan­tità totale del pesca­to, sep­pure con notev­ole diver­si­fi­cazione tra le varie specie ittiche, che per quan­to riguar­da il si aggi­ra com­p­lessi­va­mente intorno alle 600–700 ton­nel­late annue. Quo­ta equa­mente divisa, sec­on­do l’analisi degli esper­ti, tra le due cat­e­gorie di pesca­tori pur tenen­do pre­sente le dif­fi­coltà a quan­tifi­care la pro­duzione del­la pesca dilet­tan­tis­ti­ca nel suo insieme. Ma il prob­le­ma di fon­do, mes­so a fuo­co dal sem­i­nario è quel­lo di come inter­venire per preser­vare un’attività pro­dut­ti­va come quel­la del­la pesca e questo in com­pat­i­bil­ità con l’ambiente. La radi­ografia fat­ta da Con­for­ti­ni, fun­zionario respon­s­abile dell’Unità orga­niz­za­ti­va pesca del­la Provin­cia, evi­den­zia come ci si tro­vi in pre­sen­za di specie ittiche che van­no scom­paren­do come e tro­ta lacus­tre, men­tre crescono o si man­ten­gono inal­ter­ate pro­duzioni, sep­pure con fase cicli­ca, come quel­la del lavarel­lo, dell’agone (sar­da), del luc­cio, e del­la tin­ca. Situ­azioni con­trap­poste quelle iner­en­ti il per­si­co e l’alborella (aole): la pri­ma specie in costante cresci­ta, men­tre l’altra con con­trazioni pau­rose negli ulti­mi anni del sec­o­lo scor­so, con peri­co­lo di scom­parsa del­la specie vis­to il risul­ta­to del pesca­to del­lo scor­so anno. La dif­fi­coltà delle alborelle a ripro­dur­si nelle rive sem­bra lega­ta a una serie di con­cause: mucil­lagine, ana­tre in aumen­to e cor­morani; quest’ultimi che si cibano di mez­zo chi­lo di pic­co­lo pesce al giorno. La pro­pos­ta arriva­ta dal biol­o­go Alvise Vit­tori è sta­ta quel­la di colti­vare e tenere pulite le rive e inter­dire alla bal­neazione le zone di ripro­duzione. Sem­i­nario aper­tosi con i salu­ti del vice sin­da­co di Gar­da Giampao­lo Rossi, del diri­gente regionale del­la Fed­er­coopesca Enzo Fornaro, men­tre Mau­ro Richieri, diri­gente dell’Unità fau­nis­ti­ca vena­to­ria del­la Regione, nel portare il salu­to dell’assessore del­la pesca Con­ta, ha sot­to­lin­eato come in Regione si atten­dano pro­poste prog­et­turali con­crete da parte del­la coop­er­a­ti­va «Fra pesca­tori» e dal Gar­da e questo in dife­sa del pat­ri­mo­nio itti­co e con­ser­vazione delle valen­ze cul­tur­ali e tur­is­tiche. Alessan­dro Salvel­li del set­tore vet­eri­nario dell’Asl di Bus­solen­go si è invece sof­fer­ma­to sul­la vig­i­lan­za e nel seguire un ali­men­to deperi­bile come il pesce, dal pesca­to all’immissione sul mer­ca­to, non trascu­ran­do il «benessere ani­male» pre e post mortem e questo a tut­to van­tag­gio del­la qual­ità. Fabio Gag­gia, pres­i­dente del­la cor­po­razione degli Antichi Orig­i­nari, deposi­taria del­la cul­tura del pas­sato, ha trac­cia­to quale potrebbe essere il nuo­vo ruo­lo degli orig­i­nari in diret­ta dife­sa delle rive, e la tutela dell’acqua. Tiran­do le con­clu­sioni dell’incontro, con mod­er­a­tore Ren­zo Poli­cante dell’Ufficio tur­is­ti­co del­la Provin­cia, Gilber­to Fer­rari diret­tore gen­erale del­la Fed­er­coopesca si è con­grat­u­la­to con la coop­er­a­ti­va «Fra Pesca­tori» per i prog­et­ti di val­oriz­zazione del prodotto.

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