L’intervento di ripristino è durato un anno, la prossima fase è l’introduzione di nuovi alberi. Percorso botanico e per gli atleti punti panoramici, giochi e bocce

La rinascita della pineta Sperane

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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

C’è un nuo­vo ango­lo di par­adiso ter­restre: pine­ta Sper­ane, a nem­meno tre chilometri dal cen­tro abi­ta­to, regala una sor­pren­dente vista sul lago, pro­pone giochi ai bam­bi­ni, un cam­po di boc­ce, per­cor­so del­la salute, sen­tieri ben curati per tut­ti; ris­er­va tran­quille radure per leg­gere, riposare, fare pic-nic, o sem­plice­mente stare a med­itare. Ma si può anche stu­di­are, lassù, per­ché quel­la pine­ta, a due pas­si dal paese, è anche uno scrig­no prezioso di piante orig­i­nar­ie locali. «Abbi­amo inizia­to a lavo­rare per met­tere in risalto l’unicità di ques­ta pine­ta e riqual­i­fi­car­la nell’ottobre del 2001 e abbi­amo ter­mi­na­to da poco», affer­ma il sin­da­co Cipri­ano Castel­lani. Sono oltre 53 gli ettari di pro­pri­età esclu­si­va­mente comu­nale dove fu cre­a­ta la pine­ta tra il 1920 e il 1938. «Venne pianta­to pino nero per favorire il rim­boschi­men­to e la pac­cia­matu­ra del suo­lo con l’intenzione di sos­ti­tuire in segui­to quelle piante con altre di mag­gior pre­gio», spie­ga il sin­da­co. Poi l’intervento non fu più con­tin­u­a­to e, negli anni Ottan­ta, l’Amministrazione dotò il luo­go di servizi che potessero ren­dere la pine­ta meglio fruibile ai tur­isti. È arriva­to ora, però, il momen­to del­la vera meta­mor­fosi: «Eseguen­do il ripristi­no di vec­chi sen­tieri e il recu­pero di val­li, val­lette, pozze d’acqua e radure, sono state notate piante autoc­tone ed è quin­di nata l’idea di real­iz­zare anche un bosco botan­i­co». Sono già state apposte tabelle che evi­den­ziano in maniera com­ple­ta le carat­ter­is­tiche e le speci­ficità delle piante più inter­es­san­ti che già vi si trovano. «È una specie di per­cor­so didat­ti­co che col tem­po si arric­chirà vis­to che, seguen­do le indi­cazioni del­la Fore­stale, cercher­e­mo di inte­grare la pine­ta esistente con altra veg­e­tazione tipi­ca del Monte », spie­ga anco­ra il sin­da­co Castel­lani. Il prog­et­to ha anche final­ità più sem­pli­ci e imme­di­ate. «Di fronte al cen­tro servizi, dove c’è un pic­co­lo bar, è sta­to real­iz­za­to un par­co giochi con casette, alta­l­ene, scivoli ed altri attrezzi per bam­bi­ni», spie­ga Castel­lani, «abbi­amo pen­sato anche agli anziani, per cui abbi­amo cre­ato il cam­po di boc­ce e ci sono tav­ole e panche per favorire i tur­isti aman­ti dei pic-nic e gli adul­ti che devono con­trol­lare i pic­ci­ni». Tra gli alberi si sno­da ora un per­cor­so molto cura­to che uti­liz­za in parte le stra­dine già esisten­ti e solo nel pun­to di rac­cor­do con il cen­tro servizi è sta­to costru­ito ex novo. «Per la sua leg­gera pen­den­za e l’ampia larghez­za può essere per­cor­so da tut­ti, anche dai dis­abili». Per chi invece desidera fare attiv­ità fisi­ca all’interno del bosco, ecco il per­cor­so del­la salute. «Ci sono attrezzi in leg­no che aumenter­an­no nel tem­po». Chi invece ama il bel­lo del­la con­tem­plazione, può rag­giun­gere le radure. «Sono sta­ti indi­vid­uati cinque pun­ti vera­mente spaziali», spie­ga Castel­lani, «era­no ricop­er­ti di rovi e di piante infes­tanti, ora sono sta­ti recu­perati e ci sono tabelle che dan­no indi­cazioni di carat­tere botan­i­co e topono­mas­ti­co. Sia dal­la parte alta che da quel­la bas­sa del­la pine­ta è pos­si­bile godere di stu­pende viste panoramiche. Si può scorg­ere tut­ta la cos­ta del lago, da Peschiera a Limone e poi su, fino al Monte Piz­zoc­co­lo e al Bal­do». Non c’è bisog­no di stare inchio­dati, in pie­di, a con­tem­plare incan­tati: «Per favorire la fruizione del pae­sag­gio e dell’ambiente abbi­amo sis­tem­ato delle pan­chine dis­poste a rag­giera rispet­to alla direzione di osser­vazione». La pavi­men­tazione è sta­ta inte­gra­ta con ghi­aino pres­sato per rego­lar­iz­zare la pen­den­za, così che anche chi ha prob­le­mi motori può arrivare in questi pun­ti bel­lis­si­mi. Pine­ta Sper­ane è un ango­lo di mon­do vieta­to ai motori. «Per impedire l’accesso di auto nel bosco e anche per incen­ti­vare l’uso del grande parcheg­gio», con­clude il sin­da­co Cipri­ano Castel­lani, «la pine­ta è sta­ta recin­ta­ta nel trat­to che costeggia la stra­da comu­nale».

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