I cuochi della provincia a Soiano: ora c’è l’invito per lavorare agli Europei di calcio

«La ristorazione bresciana è all’avanguardia»

17/12/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
se.za.

I cuochi bres­ciani si sono riu­ni­ti l’altra sera da Auro­ra, a Soiano, per il con­sue­to incon­tro pre­na­tal­izio. Tra salmone e fon­du­ta al bagoss, ter­ri­na di fagiano e riso nero, ora­ta al car­toc­cio e filet­to di maiale, han­no par­la­to dell’attività svol­ta nel 2003 e dei pro­gram­mi futuri. Il pres­i­dente Wal­ter Mesar, di Desen­zano, docente all’istituto alberghiero «Cate­ri­na De Medici», ha salu­ta­to una del­egazione francese, giun­ta da Mul­house, ind­i­riz­za­to un augu­rio al vice One­lio Lip­pi (assente per motivi di salute) e aper­to i dis­cor­si. Al suo fian­co il numero uno del­la cat­e­go­ria, mem­bro ono­rario del­la Wacs, l’organizzazione mon­di­ale: Enzo Del­lea, appe­na tor­na­to da Israele, dove ha orga­niz­za­to un paio di pranzi in Ambas­ci­a­ta. Il seg­re­tario del­la Fed­er­azione ital­iana, il man­to­vano Giampao­lo Can­gi, ha ricorda­to l’attività a liv­el­lo nazionale: dai 220mila euro rac­colti per la nuo­va sede a al sito inter­net, dal­la riv­ista ai Cd. «La richi­es­ta che viene da tutte le par­ti è di orga­niz­zare cor­si di aggior­na­men­to», ha sot­to­lin­eato Can­gi. Bres­cia lo sta già facen­do. , asses­sore provin­ciale al tur­is­mo, ha affer­ma­to che «il tas­sel­lo fon­da­men­tale del­la buona cuci­na sta nel­la pro­fes­sion­al­ità. La dimostrazione si è avu­ta a Roma, in occa­sione dei 100 anni del­la morte di Giuseppe Zanardel­li, con la mostra inau­gu­ra­ta dal pres­i­dente del­la Repub­bli­ca, Car­lo Azeglio Ciampi, e la cena con­clu­si­va allesti­ta da noi bres­ciani. Nel 2004 pre­dis­porre­mo il vade­me­cum, cat­a­lo­gan­do le realtà del ter­ri­to­rio, e lo inserire­mo nel sito inter­net di Palaz­zo Bro­let­to. Inoltre al piano ter­ra di tro­verà sede l’Ac­cad­e­mia, for­ma­ta da dieci asso­ci­azioni: cuochi, som­me­li­er, Arthob, pas­tic­ceri, pan­i­fi­ca­tori, macel­lai, assag­gia­tori di grappe». Benchè nes­suno lo abbia anco­ra annun­ci­a­to, l’Accademia è sta­ta invi­ta­ta a pre­dis­porre la ris­torazione per i gior­nal­isti agli Europei di cal­cio del prossi­mo giug­no in Por­to­gal­lo. I ver­ti­ci dovran­no decidere se accettare o meno. Enri­co Mat­tin­zoli, asses­sore provin­ciale alla for­mazione e alle attiv­ità pro­dut­tive, ha par­la­to del­la neces­sità di tute­lare la qual­ità e di far conoscere i per­cor­si cul­tur­ali ed enogas­tro­nomi­ci. Si è pure sof­fer­ma­to sui cor­si di aggior­na­men­to, sui rap­por­ti con i gran­di cuochi (Gualtiero March­esi al Cfp di Iseo) e sug­li scam­bi tra le scuole. Un altro big, Beppe Dat­toli, che sta dietro i for­nel­li a Esen­ta di Lona­to, ha ram­men­ta­to come le guide più impor­tan­ti (Miche­lin, l’Espresso, Veronel­li) abbiano con­fer­ma­to la supe­ri­or­ità del­la ris­torazione bres­ciana: «Ma non fac­ciamo­ci illu­sioni ‑ha con­clu­so Dat­toli -. Per rimanere al ver­tice, bisogna non fer­mar­si mai».

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