Grazie ai volontari

La Rocca riapre alle visite guidate per tutta l’estate

07/07/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Roberto Darra

Il Castel­lo di Lona­to aper­to ai tur­isti a luglio e ad agos­to, gra­zie in par­ti­co­lare all’impegno all’associazione Ami­ci del­la . All’interno del­la Roc­ca è oggi ospi­ta­to lo splen­di­do civi­co orni­to­logi­co che con­ta oltre 350 esem­plari di volatili impagliati, rac­colti da Gus­ta­vo Adol­fo Car­lot­to al prin­ci­pio del ’900. Questo museo è uno dei rari casi di museo nat­u­ral­is­ti­co nel­la nos­tra Provin­cia. Il Museo orni­to­logi­co è orga­niz­za­to sec­on­do cri­teri eco­logi­ci. Gli esem­plari ven­gono esposti sono rag­grup­pati sec­on­do l’ambiente di apparte­nen­za in 12 gran­di vetrine. Ogni esem­plare è accom­pa­g­na­to da una sche­da didas­cal­i­ca che ripor­ta le prin­ci­pali notizie sul­la specie, illus­trazioni sul fon­do del­la vet­ri­na, aiu­tano a com­pren­dere meglio ciò che si vede. Ricor­diamo anche che dal mese di luglio è vis­itabile la Casa del podestà, del tut­to rin­no­va­ta ed ampli­a­ta nel­la visi­ta — sem­pre accom­pa­g­na­ta dalle guide volon­tarie dell’associazione — che con­sente di accedere al piano supe­ri­ore del­la dimo­ra dei coni­u­gi Da Como, con la pos­si­bil­ità di osser­vare le camere da let­to e gli stu­di­oli, ambi­en­ti inti­mi e ris­er­vati di grande fas­ci­no, arric­chi­ti da arre­di d’epoca e volu­mi preziosi. I nuovi orari per la Casa del podestà sono: da lunedì alla domeni­ca, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. La Roc­ca e il Museo civi­co orni­to­logi­co (la visi­ta è com­pre­sa nel prez­zo) dal mart­edì alla domeni­ca, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. Il com­p­lesso mon­u­men­tale del­la Fon­dazione Ugo da Como è una delle mete delle vie dell’arte: con un par­ti­co­lare coupon sarà pos­si­bile per­cor­rere un van­tag­gioso itin­er­ario di arte, cul­tura e pae­sag­gio che toc­ca S. Giu­lia, il Vit­to­ri­ale e appun­to la Fon­dazione Ugo da Como. Sul­la col­li­na moreni­ca del­la Rova venne eretta, ver­so il 1000, l’imponente roc­ca, poi ricostru­i­ta nel sec­o­lo XIV dai Vis­con­ti che qui ebbero uno strate­gi­co balu­ar­do difen­si­vo. Venne eretta dal XV al XVIII sec­o­lo dal­la Serenis­si­ma Repub­bli­ca di Venezia, cui fu assogget­ta­ta Lona­to fino alla fine del Set­te­cen­to. Ugo da Como acquistò questo stra­or­di­nario sito nel 1920, dal­la nobile famiglia Raf­fa Sivieri, pagan­do­lo 50 mila lire. Al sen­a­tore bres­ciano si devono una serie di lavori di restau­ro, volti alla sal­va­guardia dell’edificio, riconosci­u­to mon­u­men­to nazionale nel 1912. Il pro­fon­do rispet­to con il quale il Da Como accolse la Roc­ca all’interno del com­p­lesso mon­u­men­tale che avrebbe poi fat­to parte del­la Fon­dazione lonatese è deg­no di nota, basti pen­sare alla dif­fer­ente sorte toc­ca­ta al castel­lo di Beren­gario, di Mon­tichiari, ried­i­fi­ca­to ex novo dal con­te Gae­tano Bonoris per farne una dimo­ra sui gener­is nel ter­ri­to­rio bres­ciano, del tut­to esem­pla­ta sul mod­el­lo tori­nese del Castel­lo del Bor­go del Valentino.