Operai comunali e volontari puliscono sentieri da erbacce e rifiuti

La Rocca si tira a lucido per l’assalto di Pasquetta

24/03/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Garda

Pasqua di soli­to por­ta sul­la riv­iera garde­sana il pri­mo pienone del­la sta­gione tur­is­ti­ca. E i tur­isti di questo peri­o­do amano far passeg­giate, dedi­car­si alle escur­sioni in moun­tain bike. Una delle mete preferite è la Rocca,anche per il panora­ma moz­zafi­a­to che vi si gode. E per­chè la Roc­ca pos­sa offrire la miglior immag­ine di sé, sta­mat­ti­na l’assessorato all’ecologia del Comune di Gar­da ha orga­niz­za­to una gior­na­ta eco­log­i­ca des­ti­na­ta a sis­temare i sen­tieri e rimet­tere a nuo­vo pan­chine, e stac­cionate. Alle 8.30 un grup­po di volon­tari, in mas­si­ma parte penne nere del­la locale sezione dell’associazione nazionale , per­cor­rerà la Roc­ca insieme con gli operai comu­nali, sot­to la direzione dell’assessore Ste­fano Fran­ca e del geome­tra Alessan­dro Savoia del servizio ecolo­gia dell’ufficio tec­ni­co comu­nale. «L’intervento sarà ded­i­ca­to in par­ti­co­lare», dice Fran­ca «alla spi­ana­ta del­la Roc­ca e alla cosid­det­ta sali­ta del Petesco, dai Canevi­ni Bassi alla collinet­ta del­la Madon­na del Pign. Devo dire che, dal pun­to di vista del­la pulizia, durante il sopral­lu­o­go effet­tua­to nei giorni scor­si abbi­amo trova­to una situ­azione abbas­tan­za buona. È vero che il grande afflus­so di pub­bli­co deve anco­ra arrivare, ma spe­ri­amo che questo sia un seg­nale di una mag­gior sen­si­bil­ità alla qual­ità dell’ambiente da parte dei cit­ta­di­ni e dei tur­isti». Vis­to che rifiu­ti da rac­cogliere non ce ne sono for­tu­nata­mente molti, l’attenzione dei parte­ci­pan­ti alla gior­na­ta eco­log­i­ca è vol­ta soprat­tut­to a pulire i sen­tieri dalle erbac­ce e dai rami, che in molti pun­ti com­in­ciano a ostru­ire il pas­so. Inoltre ver­ran­no river­ni­ciati cor­ri­mano e pan­chine. Intan­to l’assessore all’ecologia sta pen­san­do ad un nuo­vo inter­ven­to a pri­mav­era inoltra­ta, sta­vol­ta dad­i­ca­to alle zona dei Castei. Insom­ma, chi nei prossi­mi giorni sceglierà la Roc­ca per la passeg­gia­ta o per la tradizionale scam­pag­na­ta del lunedì di Pasqua, la tro­verà tira­ta a luci­do. E che la scam­pag­na­ta sul­la Roc­ca nel giorno di sia rad­i­ca­ta nelle tradizioni garde­sane, l’ha ricorda­to in un scrit­to, pub­bli­ca­to pos­tu­mo lo scor­so anno dal cen­tro cul­tur­ale Pal del Vò, il pro­fes­sor Pino Cresci­ni. «Il mat­ti­no del­la Pasqua — scrive­va Cresci­ni — nelle cucine risplen­den­ti del­la povertà dei loro rami appe­na lus­trati, fer­ve­vano i prepar­a­tivi per il pran­zo: paparèle, bò e pevrà. Poi sareb­bero venute le bras­sadèle e le fogàsse. E anco­ra bras­sadèle e fogàsse cotte sul­la gradèla avre­bero prepara­to le ragazze di famiglia nel pomerig­gio e nel­la pig­nat­ta avreb­bero bron­to­la­to le uova, pre­ven­ti­va­mente dip­inte a vivaci col­ori. Se la domeni­ca delle Palme era sta­ta piovosa, il giorno dopo la famiglia avrebbe potu­to in tut­ta tran­quil­lità las­cia­re il paese per la scam­pag­na­ta del Luni de Pasqua, fidan­do nel det­to: «Se fa ’l sol su l’olivela, piòvi su la bras­sadela» e vicev­er­sa. Si sarebbe ritrova­ta con altre famiglie lun­go i viot­toli di cam­pagna, o a iner­pi­car­si ver­so la Roc­ca lun­go i sen­tieri sbrigliati nel bosco. Si sereb­bero for­mati alle­gri clan, si sareb­bero stese tovaglie sull’erba, si sareb­bero vuo­tate le sporte. Gran man­gia­re e gran tra­cannare». Allo­ra come oggi.

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