Dalla rubrica Personaggi del Garda, del mensile Gienne di novembre.

La santità del Beato Andrea Grego

31/10/2013 in Cultura
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Di Redazione

Andrea Grego, sac­er­dote domeni­cano, nacque a Peschiera del Gar­da nel 1400 e fin da gio­vane ebbe ten­den­za per l’ascetismo e la preghiera.

Entrò nel­l’or­dine Domeni­cano a Bres­cia e fu poi dis­ce­po­lo del beato Anto­nio del­la Chiesa nel con­ven­to di San Mar­co a Firen­ze.

Ter­mi­na­to il peri­o­do di for­mazione venne des­ti­na­to in Val­tel­li­na per con­trastare i movi­men­ti ereti­cali che vi si sta­vano inse­dian­do. Qui egli fu il vero frate pred­i­ca­tore, tut­to con­sacra­to al bene delle ani­me e alle opere a favore del­la povera popo­lazione, alla quale dedicò ogni sua ener­gia, tan­to che il suo amore e la sua virtù gli valsero l’ap­pella­ti­vo di “Apos­to­lo del­la Val­tel­li­na”.

Trascorse una vita di pen­iten­za, di preghiera e di pred­i­cazione tra il popo­lo. Non solo con­tribuì al rifior­i­men­to del­la vita del suo ordine, ma fu un vero balu­ar­do con­tro l’ere­sia. Creò nuove par­roc­chie e fondò monas­teri, e dopo 45 anni di duris­si­mo min­is­tero morì  a Mor­beg­no il 18 gen­naio 1485, nel con­ven­to che egli vi ave­va fonda­to.

Venne sepolto a Mor­beg­no,  dove anco­ra oggi è molto ven­er­a­to e sue reliquie ven­nero date alla par­roc­chia di Peschiera e al san­tu­ario del Frassi­no. Papa Pio VII il 26 set­tem­bre 1820 ne con­fer­mò il cul­to.

Ques­ta la vita come, sec­on­do le biografie dei san­ti e dei beati, ma il popo­lo si impadronì ben presto delle sue vicende ter­rene e creò attorno a esse un alone di leggende che ser­vivano a sod­dis­fare il bisog­no di sacro e di prodi­gioso che il popo­lo richiede­va ai suoi per­son­ag­gi.

Così, in una nar­razione da me rac­col­ta cir­ca mez­zo sec­o­lo fa da un con­tadi­no aril­i­cense, il Beato da gio­vane  non si trova­va bene nel­la sua Peschiera , dove era scher­ni­to dagli abi­tan­ti. Allo­ra scen­de­va sul­la riva del lago, si toglie­va la man­tel­li­na dalle spalle, la appog­gia­va sulle acque; ques­ta gal­leg­gia­va “come un san­dolin” e su di essa egli arrivò fino a Salò.

Là, si pre­sen­tò al par­ro­co e si offrì per fare umili servi­gi. Poi, dis­cu­ten­do di argo­men­ti reli­giosi col par­ro­co, questi notò che il gio­vane ne sape­va più di lui e lo volle sem­pre alla sua men­sa.

Ave­va las­ci­a­to alla sua mam­ma un ramoscel­lo sec­co e le ave­va det­to: “Mam­ma, quan­do questo ramoscel­lo met­terà le foglie io sarò mor­to. Un giorno di set­tem­bre men­tre i sacrestani e i preti era­no in giro per  la ques­tua del­l’u­va, le cam­pane di Peschiera si mis­ero a suonare da sole e la mam­ma guardò il ramoscel­lo e vide che era­no spun­tate delle ver­di fronde.

Allo­ra tut­ti sep­pero che Andrea è mor­to. Gli abi­tan­ti di Peschiera addob­barono una bar­ca e vollero andare a Salò a pren­dere il cor­po di Andrea.

La bar­ca arrivò fino qua­si a riva, ma  non rius­cirono a far­la giun­gere sul­la spi­ag­gia nonos­tante tut­ti i loro sforzi. Allo­ra un altro giorno il par­ro­co e i reli­giosi di Peschiera andarono a Salò e chiesero al par­ro­co il cor­po di Andrea, ma questi non vollero dar­glielo e gli con­cessero  solo un dito come reliquia. Nel 1814 la polver­iera di Peschiera si incendiò, ma per inter­ces­sione di Andrea invo­ca­to dal par­ro­co e dei par­roc­chi­ani il fuo­co si estinse.

Si vede come i fat­ti stori­ci sono sta­ti adat­tati per creare un’at­mos­fera di prodi­gi. La morte del Beato non fu in set­tem­bre, ma in gen­naio e l’e­s­plo­sione del­la polver­iera di Peschiera non fu nel 1814, ben­sì nel 1848, nel cor­so di una delle guerre risorg­i­men­tali. Nel­la ricostruzione fan­ta­siosa del­la nar­razione popo­lare ven­gono inser­i­ti motivi mira­colosi cari al popo­lo. per infio­rare una biografia che altri­men­ti sarebbe molto meno elab­o­ra­ta e nel con­tem­po avrebbe minori ele­men­ti tau­matur­gi­ci che sono quel­li che dimostra­no al popo­lo la san­tità del Beato Andrea Grego.

Gior­gio Maria Cam­bié

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