Appesantire lo sbarramento per evitare l'invasione del porto

La schiuma scavalca la nuova barriera

11/04/2002 in Avvenimenti
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Se i risul­tati sono quel­li che si vedono nel por­to di piaz­za Cate­na, cuore del­la Riva tur­is­ti­ca in questi giorni di mez­za sta­gione„ le nuove bar­riere con­tro le schi­ume provo­cate dal­la cen­trale del Ponale sono da boc­cia­re. Già l’an­no scor­so l’am­min­is­trazione ave­va accetta­to di inve­stire una trenti­na di mil­ioni per l’ac­quis­to d’un tipo di gal­leg­gianti che garan­tis­sero una migliore pro­tezione del por­to vec­chio e del­la zona del­l’im­bar­cadero dalle mac­chie bian­cas­tre, con­seguen­za inevitabile del pas­sag­gio nelle tur­bine delle alghette che ai pri­mi cal­di ricom­in­ciano a pro­lif­er­are nel lago di Ledro.Il nuo­vo sbar­ra­men­to, una cate­na lun­ga una trenti­na di metri di par­al­lelop­i­pe­di di plas­ti­ca bian­ca, è sta­to pos­to in opera l’al­tro ieri davan­ti agli scarichi del­la cen­trale, non appe­na han­no com­in­ci­a­to a fuo­rius­cire con una cer­ta con­sis­ten­za le schi­ume. Solo che serve a poco. La schi­u­ma scav­al­ca lo sbar­ra­men­to sia nel mez­zo metro las­ci­a­to libero fra il molo di pietra e l’inizio del­la cate­na, sia ‑e questo dovrebbe pre­oc­cu­pare di più- nel­la porzione medi­ana dove mag­giore è la pres­sione del­l’ac­qua in movi­men­to. L’u­ni­ca direzione evi­ta­ta è ver­so sud: dove, nelle inten­zioni, si dove­va con­vogliare la schi­u­ma che poi andasse a dis­perder­si ver­so l’Ex­cel­sior. La con­dan­na del nuo­vo aggeg­gio non può con­sid­er­ar­si però defin­i­ti­va. Infat­ti, trat­tan­dosi di scat­oloni vuoti, è pre­vista la pos­si­bil­ità di appe­san­tir­li, con sem­plice immis­sione di acqua, in maniera da far­li spro­fon­dare almeno d’u­na venti­na di cen­timetri, in maniera da impedire lo scav­al­ca­men­to, segui­to inevitabil­mente, a causa del­l’òra che spinge ver­so nord, dal­l’in­va­sione del por­to. Anche per l’ag­gan­cio è allo stu­dio un sis­tema più effi­cace. Comunque nel­la gior­na­ta di ieri la schi­u­ma era pre­sente in maniera mas­s­ic­cia alla base del pon­tile del­la e, in chi­azze più dis­con­tin­ue, intorno ai bat­tel­li ormeg­giati e di fronte al munici­pio. Nel caso che il nuo­vo tipo di sbar­ra­men­to con­tin­u­asse a non fun­zionare, si tor­na all’an­ti­co, usan­do le bar­riere deposi­tate nel mag­a­zz­i­no dei Vig­ili del fuo­co. Elim­inare le schi­ume è impens­abile. Lo han­no det­to chiara­mente, nel giug­no del­l’an­no scor­so durante un con­veg­no al villi­no Campi, sia la dot­tores­sa Defrancesco diri­gente del­l’a­gen­zia provin­ciale per la pro­tezione del­l’am­bi­ente che i respon­s­abili del­l’Enel. La pri­ma ha spie­ga­to il ciclo del fito­planc­ton pre­sente da qualche anno nel lago di Ledro e risuc­chi­a­to dal­la con­dot­ta forza­ta che ali­men­ta le tur­bine del­la cen­trale del Ponale. I sec­on­di sono inter­venu­ti sulle carat­ter­is­tiche tec­niche del­l’impianto. Da tut­ti la assi­cu­razione che non si trat­ta di inquina­men­to in sen­so stret­to. Res­ta, come per l’an­abae­na respon­s­abile delle mac­chie fra il ver­done ed il gial­las­tro che com­paiono più avan­ti nel cor­so del­l’es­tate, una pes­si­ma impres­sione nelle migli­a­ia di tur­isti che sbar­cano pro­prio nel pun­to più fla­gel­la­to dalle schiume.

Parole chiave: