Inaugurata la nuova sede delle elementari Il sindaco: «È l’intervento più grande dal 1945». Campanella per 300 con sette giorni di ritardo

La scuola è aperta

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Sono le 9.40 quan­do le porte del­la nuo­va scuo­la ele­mentare del capolu­o­go, in local­ità Por­to Vec­chio, si chi­udono al pub­bli­co e per l’edificio e i suoi cir­ca 300 alun­ni, nonché per il cor­po inseg­nan­ti e ausil­iari, prende uffi­cial­mente il via l’anno sco­las­ti­co 2003–2004: il pri­mo di ques­ta strut­tura che sos­ti­tu­isce la vec­chia scuo­la di piaz­za Fer­di­nan­do di Savoia. Una gior­na­ta lumi­nosa ha fat­to da ide­ale scenografia a questo pri­mo, par­ti­co­lare giorno di scuo­la, inizia­to con il fatidi­co taglio del nas­tro ad opera delle autorità locali anche se, ha pre­cisato il sin­da­co Bruno Dal­la Pel­le­g­ri­na, «l’inaugurazione uffi­ciale ver­rà fat­ta solo tra qualche giorno, in modo da avere con noi i rap­p­re­sen­tan­ti di tut­ti gli enti e le isti­tuzioni che ci han­no aiu­ta­to a con­cretiz­zare quel­lo che per il paese, e non solo per ques­ta ammin­is­trazione, è il prog­et­to più impor­tante. Cre­do, infat­ti, di pot­er affer­mare in tut­ta tran­quil­lità», ha con­tin­u­a­to il sin­da­co, «che si trat­ta dell’opera più sig­ni­fica­ti­va dagli anni del dopoguer­ra ad oggi. Ed è per me moti­vo di grande orgoglio e sod­dis­fazione, ma anche momen­to di grande emozione pot­er inau­gu­rare oggi, qui, questo anno sco­las­ti­co. L’emozione che ritro­vo negli sguar­di dei bam­bi­ni, dei gen­i­tori e dei non­ni, è la migliore con­fer­ma che decidere di far par­tire la nuo­va scuo­la, anche se pos­tic­i­pan­do l’inizio dell’anno sco­las­ti­co di una set­ti­mana, è sta­ta la scelta gius­ta». Dal­la Pel­le­g­ri­na ha poi pre­cisato che i lavori all’area ester­na inizier­an­no «solo dopo il ter­mine dell’anno sco­las­ti­co, in modo da evitare ogni pos­si­bile inter­feren­za, con gli even­tu­ali rischi, tra il cantiere e l’attività didat­ti­ca; e così come è avvenu­to per l’edificio, anche ques­ta parte del com­p­lesso sco­las­ti­co in cui sono pre­visti aree a verde, orti, un pic­co­lo teatro e spazi per l’attività moto­ria, sarà real­iz­za­to sec­on­do le indi­cazioni del­la com­mis­sione edilizia sco­las­ti­ca». Alla stes­sa com­mis­sione sono andati i ringrazi­a­men­ti dell’assessore alla pub­bli­ca istruzione , che li ha este­si «al con­siglio di isti­tu­to, agli inseg­nan­ti, ai bidel­li e al per­son­ale dell’ufficio tec­ni­co del Comune: tut­ti si sono adoperati al mas­si­mo per pot­er con­seg­nare alla cit­tad­i­nan­za e, soprat­tut­to, ai bam­bi­ni questo spazio: è a loro che si è pen­sato in questo peri­o­do di grande attiv­ità, per­ché siamo tut­ti con­vin­ti che gli inves­ti­men­ti migliori sono pro­prio quel­li fat­ti per i più gio­vani». Com­men­ti pos­i­tivi tra i tan­ti gen­i­tori ed entu­si­as­ti­ci tra gli alun­ni, i più impazi­en­ti ad appro­pri­ar­si del nuo­vo edi­fi­cio. «Oggi diven­ta realtà un sog­no che io, altri docen­ti, il nos­tro ex diri­gente Francesco Casali, molti gen­i­tori ed alun­ni atten­de­va­mo da tem­po», ha det­to Bruno Bernar­di­ni, pres­i­dente del­la Com­mis­sione edilizia sco­las­ti­ca, «ora toc­cherà a noi inseg­nan­ti cogliere le oppor­tu­nità che ques­ta mer­av­igliosa strut­tura offre per pro­porre attiv­ità che, pur edu­can­do all’impegno e al sen­so del­la respon­s­abil­ità, fac­ciano amare la scuo­la ai bam­bi­ni e per­me­t­tano ad essi di esprimere tutte le loro poten­zial­ità». Anche Alber­to Muzio, dal pri­mo di set­tem­bre diri­gente sco­las­ti­co di Peschiera, ha volu­to richia­mare al sen­so di respon­s­abil­ità sia gli alun­ni che i docen­ti e i gen­i­tori, invi­tan­do questi ulti­mi a smorzare i toni del­la polem­i­ca sui rien­tri che, ha det­to, «par­ti­ran­no non appe­na pos­si­bile e sec­on­do quan­to pre­vis­to dalle leg­gi scritte». «Occorre sem­pre rifar­si alle leg­gi scritte, che sono una delle mag­giori scop­erte del­la soci­età: i rego­la­men­ti», ha det­to Muzio riv­ol­gen­dosi ai bam­bi­ni, «sono fat­ti per fare star bene, e non il con­trario; i più pic­coli si fac­ciano aiutare dagli alun­ni più gran­di che, quin­di, devono essere di esem­pio. Agli inseg­nan­ti, ma ancor più ai gen­i­tori, ricor­do che il con­fron­to e l’autonomia di cui gode il mon­do del­la scuo­la non devono essere usati come fonte di con­flit­to ben­sì di cresci­ta, da perseguire con l’unico obi­et­ti­vo del bene dei nos­tri ragazzi».

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