Due miliardi per i lavori

La scuola elementare adesso è come nuova

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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

La scuo­la ele­mentare di Toscolano Mader­no si è rifat­ta il look, con una spe­sa di due mil­iar­di, com­pre­si gli arre­di. Ieri mat­ti­na, l’in­au­gu­razione uffi­ciale. Tra gli squil­li del­la ban­da, diret­ta dal mae­stro Wal­ter Rosa, i dis­cor­si delle autorità e i con­tinui sus­sul­ti dei bam­bi­ni, che assomigliano alla super­fi­cie del lago: un istante piat­ta, subito dopo ondosa. «Un edi­fi­cio prezioso da sal­va­guardare, per­chè dovran­no farne uso altre gen­er­azioni», ha det­to il sin­da­co Pao­lo Ele­na. E l’asses­sore regionale Fran­co Nicoli Cris­tiani: «Un’­opera come ques­ta cos­ti­tu­isce il gius­to riconosci­men­to per tutte le tri­bo­lazioni che gli ammin­is­tra­tori devono sop­portare». La diret­trice didat­ti­ca, Luigiana Laf­franchi Ghi­rar­di: «In pas­sato, al mae­stro, bas­ta­vano la lavagna, il ges­so e qualche car­ta geografi­ca. Adesso i tem­pi sono cam­biati. Occor­rono i lab­o­ra­tori di lin­gua, di pit­tura, di infor­mat­i­ca». Alla cer­i­mo­nia sono inter­venu­ti anche l’asses­sore provin­ciale , il coman­dante dei di Salò (Luca Volpi), e il nuo­vo cura­to di Mader­no, il gio­vane don Giuseppe. Appe­na ha pre­so in mano il micro­fono per par­lare, i bam­bi­ni delle prime file, forse inti­mori­ti dal­la tonaca nera, si sono but­tati in ginoc­chio, a mani giunte, pron­ti a recitare un rosario di preghiere. Costru­i­ta nel 1936, dal ’43 al ’45 la scuo­la ha ospi­ta­to il min­is­tero degli Interni del­la Repub­bli­ca sociale di Ben­i­to Mus­soli­ni, con Buf­fari­ni Gui­di (nel­lo scant­i­na­to c’er­a­no gli uffi­ci di Her­bert Kap­pler, il respon­s­abile del­la strage delle Fos­se Ardea­tine, allo­ra uffi­ciale di col­lega­men­to con la Polizia ital­iana). Per qualche anno, nel sem­i­nter­ra­to, han­no trova­to pos­to gli sfol­lati per l’al­lu­vione del Pole­sine (’51), gli stu­den­ti del­l’Avvi­a­men­to pro­fes­sion­ale (’57) e quel­li delle Medie (’63). I lavori di ristrut­turazione sono sta­ti ese­gui­ti dal­la Sit­ta di Verona (prog­et­to del­l’arch. Luciano Gur­reschi, diret­tore l’arch. Mau­ro Boc­chio). Real­iz­za­ti ex novo gli impianti elet­tri­ci, idrauli­ci e il riscal­da­men­to. Costru­ito un ascen­sore (inter­no) e una scala di sicurez­za (ester­na). All’ul­ti­mo piano, denom­i­na­to K2, ecco un’aula spe­ciale e quel­la da dis­eg­no. Rifat­to il sem­i­nter­ra­to, amplian­do la men­sa, ora in gra­do di accogliere 160 bam­bi­ni, il doppio di pri­ma. E creati i locali per il doposcuo­la. In tal modo il cen­tro sociale di via Verde viene defin­i­ti­va­mente sgra­va­to. Acquis­ta­ti poi gli arre­di (banchi, scrivanie, lavagne, arma­di), mod­i­fi­ca­to il viale di acces­so e sis­tem­ato il par­co, all’in­ter­no del quale è sta­ta inau­gu­ra­ta una scul­tura di Bor­nic, l’artista orig­i­nario del Bor­ni­co, una zona di Fasano. Come spie­ga l’asses­sore alla Pub­bli­ca istruzione, Fabio Bel­loni, man­ca solo l’ul­ti­mazione dei lavori all’in­ter­no del­la palestra (adegua­men­to degli spoglia­toi, pavi­men­ti di gom­ma, elim­i­nazione delle infil­trazioni). Le ele­men­tari sono state ospi­tate per un anno nel­l’Is­ti­tu­to Pia­mar­ta, sul lun­go­la­go. Adesso il ritorno a… casa. Il taglio del nas­tro l’ha fat­to il sin­da­co, assieme a Sil­via Flo­ri­oli. La bam­bi­na, scelta attra­ver­so un’es­trazione a sorte, indos­sa­va la fas­cia tri­col­ore, e rap­p­re­sen­ta­va tut­ti gli alun­ni. Com­pre­so Enri­co VIII (per via del­l’età, ogni anno cresce di uno) Frazz­i­ni che, dopo i pas­tic­ci­ni, ha com­in­ci­a­to a smontare il microfono.

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