I lavori di recupero e di ristrutturazione portano alla riscoperta dei simboli della cittadina. Dopo la piazza della Canottieri, splende la Porta del Carmine

La Serenissima torna alla luce

15/07/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

E’ costa­to 60mila euro il restau­ro del­la Por­ta del Carmine a Salò (che con­sente di entrare nel cen­tro stori­co da Nord), real­iz­za­to da Ars con­ser­vazione di Travaglia­to. Sono sta­ti asportati i vec­chi intonaci, fino a riportare a vivo la muratu­ra delle pareti su via Fan­toni e sul­la piaz­za. Si è, quin­di, provve­du­to a ripristinare i bug­nati sulle fac­ciate, e a pulire le porzioni in mar­mo e traverti­no. Da ulti­mo, uno stra­to di intona­co, la sis­temazione dei cop­pi del­la cop­er­tu­ra e l’il­lu­mi­nazione scenografi­ca. sul­la Por­ta, in pietra di Bot­ti­ci­no, 200 cen­timetri x 130, che rap­p­re­sen­ta la Serenis­si­ma (la Repub­bli­ca di Venezia), è tor­na­to dunque a…ruggire. Anner­i­to dal­l’os­si­do di piom­bo, ora ha ripreso lo splen­dore orig­i­nario. Si sta assis­ten­do alla riscop­er­ta dei sim­boli del­la cit­tà lagunare. Il mese scor­so, sem­pre a Salò, era sta­ta inau­gu­ra­ta la piaz­za a fian­co del­la Can­ot­tieri, con la nuo­va colon­na e il leone di San Mar­co, real­iz­za­to in bron­zo dal­lo scul­tore Angi­oli­no Aime. Adesso, il restau­ro del­la Por­ta. Ricor­diamo che, nel 1797, i france­si abbat­terono tut­to ciò che ricor­da­va la Serenis­si­ma. Ven­nero las­ciati solo la stat­ua al Carmine, di cui abbi­amo appe­na par­la­to, e quel­la sot­to il por­ti­co del Palaz­zo comu­nale, pri­va­ta di una gam­ba. A tes­ti­mo­ni­an­za di quel peri­o­do sono rimasti un paio di affres­chi sul­la torre del­l’orolo­gio, un olio su tavola nel Duo­mo (sec­on­da cap­pel­la a sin­is­tra) e un’edi­co­la del 1685–87 in munici­pio, con la cor­nice orna­ta di cav­al­li mari­ni e sirene. Intan­to Bernar­do Berar­dinel­li, ricon­fer­ma­to asses­sore ai lavori pub­bli­ci, ha illus­tra­to gli obi­et­tivi prossi­mi ven­turi. Uno riguarderà pro­prio la zona nord: la creazione di una strut­tura por­tuale in fon­do alla cala­ta del Carmine (lì, in pas­sato, c’era una spi­agget­ta dove i ragazz­i­ni face­vano il bag­no), allo scopo di risol­vere il prob­le­ma delle boe libere. E inoltre: l’al­larga­men­to del­l’at­tuale lun­go­la­go, tra piaz­za del­la Vit­to­ria e le Gazzere, di fronte all’al­ber­go Lep­an­to e al gia­rdi­no del liceo. Dal­la parte oppos­ta, invece, il com­ple­ta­men­to del­la passeg­gia­ta. Già real­iz­za­ta dal Muli­no alla Vela, dovrà essere com­ple­ta­ta, pros­eguen­do fino all’al­tez­za del por­to del­la Sire­na. «Dob­bi­amo con­tin­uare a miglio­rare gli edi­fi­ci pub­bli­ci, per ren­der­li anco­ra più fruibili ai cit­ta­di­ni — spie­ga Berar­dinel­li, nel­la relazione deposi­ta­ta in seg­rete­ria, e con­seg­na­ta ai grup­pi di mino­ran­za -, sen­za dimen­ti­care le opere di manuten­zione stra­or­di­nar­ia e di adegua­men­to dei fab­bri­cati res­i­den­ziali, affi­an­cate da una polit­i­ca di accresci­men­to del pat­ri­mo­nio immo­bil­iare del comune. Per il rilan­cio del cen­tro stori­co, bisogna usare mol­ta atten­zione ai par­ti­co­lari costrut­tivi e ai det­tagli di arredo». A questo propos­i­to, come annun­ci­a­to, il mer­ca­to del saba­to ver­rà sposta­to da piaz­za­le Mar­tiri del­la Lib­ertà (davan­ti all’ex calza­tu­rifi­cio) a via Brunati, Fos­sa, inizio lun­go­la­go. Per la scuo­la si intende com­pletare le aree ester­no del nuo­vo liceo, a Cam­pov­erde; bonifi­care e rifare la cop­er­tu­ra del­la scuo­la media D’An­nun­zio; met­tere a nor­ma gli impianti del­la ele­mentare Oliv­el­li e risis­temare le aree ver­di esterne; arredare gli spazi del­la mater­na. Per la cul­tura: alle­stire la casa del­la cul­tura all’in­ter­no del­l’ex col­le­gio civi­co e pros­eguire l’in­ter­ven­to sul teatro, in modo da ren­dere agi­bile l’in­tera strut­tura. Per lo sport: ulti­mare lo spi­az­zo dinanzi alla palestra di Bar­bara­no e costru­ire l’impianto di illu­mi­nazione nel­la sta­dio Lino Turi­na, uti­liz­za­to dal Salò, neo­pro­mosso in serie D. Tra le opere infra­strut­turali, l’ese­cuzione del­la tan­gen­ziale ester­na da parte del­l’Anas, la bretel­la di col­lega­men­to tra fon­do Zette e via S.Benedetto (così da per­me­t­tere un acces­so più agev­ole da S.Felice e decon­ges­tionare la zona a ridos­so delle spi­agge), la creazione di rondò nei pun­ti più peri­colosi (Montes­sori-Zane e Zane-Leone­sio). Nec­es­sario anche real­iz­zare una rete di deflus­so delle acque pio­vane dal­la zona di Vil­la e Cunet­tone fino a lago, medi­ante una con­dut­tura in parte scop­er­ta e in parte inter­ra­ta.

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