La società di navigazione costretta a chiudere lo scalo veronese di Castelnuovo che serve il parco divertimenti. Il lago continua a calare: ridotta da ieri la portata del Mincio

La siccità colpisce Gardaland

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Salta il pri­mo sca­lo dei bat­tel­li del­la a causa del­la per­du­rante sic­c­ità. Ieri, con uno scarno comu­ni­ca­to, l’azienda di pub­bli­ca ha comu­ni­ca­to che, fino a quan­do non torner­an­no le garanzie per l’attracco dei bat­tel­li, lo sca­lo di Castel­n­uo­vo del Gar­da, che serve soprat­tut­to il par­co di diver­ti­men­ti di , resterà chiu­so. I fon­dali del por­to, ormai ridot­ti a pochi decine di cen­timetri, non con­sentono le manovre in sicurez­za delle moton­avi, il cui pescag­gio varia da mod­el­lo a mod­el­lo. Non par­liamo degli alis­cafi, la cui chiglia può arrivare fino a 4 metri di pro­fon­dità, ma di sem­pli­ci bat­tel­li. Ma qual è la situ­azione nel resto del Gar­da? «Per il momen­to — riferisce a Bres­ciaog­gi l’ingegnere Mar­cel­lo Cop­po­la, diret­tore d’esercizio del­la Nav­i­gar­da — non sono pre­viste inter­ruzioni negli altri por­ti del Bena­co. Tut­to andrà avan­ti come pri­ma. A Moni­ga il fon­dale è a pos­to, così come quel­lo di Sirmione, il cui canale d’accesso è sta­to dra­ga­to anni fa con per­izia e mas­si­ma garanzia. Il record neg­a­ti­vo delle acque del , comunque, rimane quel­lo del 2003, quan­do la sic­c­ità fu così inten­sa che mise a repen­taglio non solo il nos­tro servizio pub­bli­co ma anche la nav­igazione in gen­erale». Già, la nav­igazione da dipor­to. Men­tre i canali in cui tran­si­tano i bat­tel­li e gli alis­cafi del­la Nav­i­gar­da sono rego­lar­mente dra­gati, gli acces­si ai por­ti pub­bli­ci restano in balìa delle escur­sioni dei liv­el­li. Ora, se la sic­c­ità dovesse per­du­rare, anche le imbar­cazioni da dipor­to, in par­ti­co­lare quelle a vela il cui pescag­gio si aggi­ra tra i due e i tre metri, potreb­bero restarsene agli ormeg­gi. E’ già accadu­to due anni fa. Ieri il Con­sorzio del Min­cio, a fronte dei bassi liv­el­li, ha dovu­to ridurre da 70 a 60 metri cubi al sec­on­do il pre­lie­vo di acqua per l’irrigazione. La set­ti­mana prossi­ma, alla , si ter­rà un nuo­vo ver­tice con il pres­i­dente , il respon­s­abile del Con­sorzio irriguo Mas­si­mo Loren­zi, e il diret­tore dell’autorità inter­re­gionale del Po, Lui­gi Mille. Ma più che i ver­ti­ci, ci vor­reb­bero abbon­dan­ti pioggie.