Il livello è di solo 22 centimetri sopra lo zero, ma gli esperti assicurano: «situazione non drammatica»

La siccità ha prosciugato il lago. Dall’acqua emergono rifiuti

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Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

Scherzi del­la natu­ra. Dal­la lagheg­gia­ta del­l’au­tun­no del 2000 alla sic­c­ità dei giorni nos­tri. E le riper­cus­sioni non sono solo pratiche ma anche visive. Bas­ta osser­vare il Gar­da, il lago più grande d’I­talia. Il liv­el­lo delle sue acque si è attes­ta­to ieri mat­ti­na a quo­ta 22 cen­timetri sopra lo zero idro­met­ri­co di Peschiera. In prat­i­ca soltan­to 7 cen­timetri sopra la soglia di mas­si­ma aller­ta. Per car­ità non siamo anco­ra all’al­larme rosso ma sicu­ra­mente l’even­to non è da sot­to­va­l­utare anche poi se gli esper­ti ten­dono a ras­si­cu­rare. «Al momen­to dal­la diga di Salionze fuori­escono quindi­ci metri cubi d’ac­qua al sec­on­do, in prat­i­ca il min­i­mo con­sen­ti­to e pari a quan­ta acqua entra nel Gar­da», affer­ma deciso il geol­o­go e vice pres­i­dente del­la Vin­cen­zo Ces­chi­ni. «Una situ­azione di com­pen­sazione che per­me­t­terà al Benà­co, trat­tan­dosi di fat­to di un vero baci­no arti­fi­ciale di lam­i­nazione, di attes­tar­si defin­i­ti­va­mente sug­li attuali liv­el­li sen­za far reg­is­trare par­ti­co­lari riper­cus­sioni all’e­co­sis­tema. Una sim­i­le sic­c­ità si era ver­i­fi­ca­ta a fine anni Ottan­ta: allo­ra si arrivò addirit­tura a punte di più otto cen­timetri sopra lo zero idro­met­ri­co. Erava­mo però in pri­mav­era e non in pieno inverno».

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