La Società elettrica bresciana - in breve la Seb - è stata senza alcun dubbio uno dei simboli del nascente capitalismo bresciano

La Società elettrica, simbolo del «capitalismo bresciano»

27/01/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

La Soci­età elet­tri­ca bres­ciana — in breve la Seb — è sta­ta sen­za alcun dub­bio uno dei sim­boli del nascente cap­i­tal­is­mo bres­ciano. Cos­ti­tui­ta il 29 mag­gio 1905 sulle ceneri di due imp­rese nate alla fine dell’800 (la Fras­chi­ni, Por­ta & C. e la Soci­età per l’utilizzazione delle forze idrauliche per mez­zo dell’elettricità), la Seb è sta­ta un esem­pio per­fet­to di inte­grazione fra pro­duzione e dis­tribuzione dell’energia. E questo pro­prio nel momen­to del boom del mer­ca­to dell’elettricità. La Seb, sot­to la gui­da di Alber­to Mag­no­cav­al­lo, cav­al­cò pri­ma lo svilup­po dell’illuminazione elet­tri­ca pub­bli­ca, poi, soprat­tut­to, quel­lo del­la rete tramviaria extrau­r­bana nel Bres­ciano. Fu gra­zie ai trasporti che, nei pri­mi vent’anni del ’900, la soci­età si trasfor­mò in una sol­i­da azien­da idroelet­tri­ca, con inter­es­si diver­si­fi­cati e una ric­ca rete di cen­trali. Una cresci­ta impetu­osa che la portò rap­i­da­mente nell’orbita del­la soci­età Edi­son, la quale uti­liz­zò la Seb per la sua espan­sione nel­la Lom­bar­dia ori­en­tale e in Emil­ia. La nazion­al­iz­zazione dell’energia chiuse un capi­to­lo impor­tante dell’industrializzazione bres­ciana. Ora, nel ter­zo mil­len­nio, la rinasci­ta del­la Seb lo ha riaperto.