Il 26 giugno la rievocazione storica della sanguinosa battaglia

La Società Solferino e S. Martino terrà vivo il ricordo di Mazzini

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Di Luca Delpozzo
s.mau.

Pro­muo­vere inizia­tive volte alla conoscen­za di una delle fon­da­men­tali pagine del­la sto­ria patria: il Risorg­i­men­to. Questo l’obiettivo del­la «Soci­età Solferi­no e San Mar­ti­no», ente morale che si impeg­na a man­tenere vivi gli ide­ali di un peri­o­do stori­co così sig­ni­fica­ti­vo a liv­el­lo nazionale ma soprat­tut­to a liv­el­lo locale. Infat­ti, in questo scor­cio di pia­nu­ra Padana incor­ni­ci­a­to dalle colline moreniche sono ben vis­i­bili anco­ra oggi i seg­ni del­la san­guinosa battaglia del 24 giug­no 1859. Mon­u­men­ti, musei, cap­pelle-ossario e anco­ra epi­grafi e palle di can­none con­fic­cate nei muri delle cascine cir­costan­ti: in ogni ango­lo si può trovare trac­cia di quel­la battaglia così feroce. Attual­mente la soci­età con­ta cir­ca 350 soci fra pri­vati, cit­ta­di­ni, asso­ci­azioni ed enti e gestisce gli ingres­si alle strut­ture che con­tano oltre 60mila di vis­i­ta­tori l’anno. «La soci­età si pro­pone come cen­tro propul­sore di inizia­tive cul­tur­ali e di divul­gazione di quei val­ori che fecero la sto­ria del Risorg­i­men­to ital­iano — spie­ga Faus­to Fon­dri­eschi, pres­i­dente dell’ente morale dal 1986 — e il nos­tro obi­et­ti­vo oggi è quel­lo di coni­u­gare l’aspetto stori­co cul­tur­ale ad altri ambiti come il pae­sag­gio, l’ambiente e l’enogastronomia locale. Per questo abbi­amo pen­sato ad una nuo­va inizia­ti­va che abbi­amo volu­to chia­mare «Il Risorg­i­men­to pas­so dopo pas­so»: fino a set­tem­bre ogni sec­on­da e quar­ta domeni­ca di ogni mese ver­ran­no orga­niz­zate alla scop­er­ta dei luoghi e dei per­son­ag­gi che han­no con­tribuito all’unità d’Italia». Durante il tragit­to è inoltre pre­vista una sos­ta ad una delle aziende agri­t­ur­is­tiche locali. Il 26 giug­no sarà invece la vol­ta del con­sue­to appun­ta­men­to con la del­la battaglia. «Quest’anno ci saran­no molte sor­p­rese — dice Maria D’Arconte, orga­niz­za­trice dell’evento — accan­to ai cos­tu­mi d’epoca e all’esibizione dei repar­ti mil­i­tari ci sarà spazio anche per inter­mezzi let­ter­ari, let­ture di poe­sie e musiche del tem­po». In occa­sione invece del 150esimo anniver­sario del­la nasci­ta di Mazz­i­ni l’ente orga­nizzerà per il prossi­mo autun­no un con­veg­no e una mostra, men­tre un bus­to sarà col­lo­ca­to nel­la cap­pel­la del­la torre di San Mar­ti­no, accan­to alle fig­ure storiche del Risorg­i­men­to ital­iano. La Soci­età Solferi­no e San Mar­ti­no ha una lun­ga tradizione alle spalle: è infat­ti atti­va sul ter­ri­to­rio dal lon­tano 1871. 134 anni in cui molte per­sone si sono impeg­nate nelle attiv­ità più varie; la soci­età nacque inizial­mente con l’obiettivo di resti­tuire deg­na sepoltura ai cadu­ti del­la battaglia. Nel cor­so degli anni furono molti i Comu­ni che diedero il pro­prio con­trib­u­to per le opere dell’ente che, in quel peri­o­do, isti­tuì anche una sot­to­scrizione per i fer­i­ti e le famiglie dei cadu­ti. Poi fu la vol­ta del­la restau­razione del­la Roc­ca di Solferi­no, del­la costruzione del­la torre di San Mar­ti­no e dell’apertura dei due musei stori­ci. E così arriv­i­amo ai giorni nos­tri con le nuove inizia­tive appe­na citate. Impeg­no e costan­za che han­no dunque fat­to da filo con­dut­tore nel cor­so degli anni.

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