La solenne commemorazione ad Arco dei legionari cecoslovacchi

24/09/2015 in Attualità
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Di Redazione

Si svolge domeni­ca 27 set­tem­bre la solenne com­mem­o­razione del sac­ri­fi­cio dei quat­tro gio­vani legionari cecoslo­vac­chi gius­tiziati il 22 set­tem­bre 1918 a Pra­bi per aver com­bat­tuto gli aus­troun­gari­ci a fian­co dell’esercito ital­iano, e per­ciò con­siderati dis­er­tori. Per l’Amministrazione comu­nale di Arco saran­no pre­sen­ti il sin­da­co Alessan­dro Bet­ta e la Giun­ta comu­nale. Alla cel­e­brazione è affi­an­ca­ta quest’an­no una mostra dal tito­lo «I legionari cecoslo­vac­chi sul fronte ital­iano nel­la Grande Guer­ra», allesti­ta nel­lo spazio didat­ti­ca (Casa Colli­ni) a Palaz­zo dei Pan­ni, la cui inau­gu­razione si tiene ven­erdì 25 set­tem­bre con inizio alle ore 18. La cit­tad­i­nan­za è invi­ta­ta.

A qua­si un sec­o­lo da quei tragi­ci fat­ti e dal­la fine del­la pri­ma guer­ra mon­di­ale, un moti­vo in più per ricor­dare l’eroico sac­ri­fi­cio e per riflet­tere sug­li orrori del­la guer­ra. Domeni­ca la cer­i­mo­nia di com­mem­o­razione si apre alle ore 9.30 con la visi­ta alla mostra, quin­di alle ore 10.45 il ritro­vo alla chiesa di Sant’Apollinare in local­ità Pra­bi, da dove alle ore 10.55 parte il cor­teo alla vol­ta del mon­u­men­to ai legionari cecoslo­vac­chi; qui alle ore 11 è offi­ci­a­ta la Mes­sa, con la parte­ci­pazione del coro Cas­tel del­la sezione Sat di Arco, del coro Vox Mon­tana e del­la Zušk­a­band di Rimařov; alle ore 11.30 le ono­ranze ai Cadu­ti e il salu­to delle autorità. La cer­i­mo­nia si chi­ude ver­so le ore 13 con un rin­fres­co.

Quest’anno agli even­ti com­mem­o­ra­tivi parte­ci­pa una del­egazione ceca com­pos­ta dall’ambasciatore del­la Repub­bli­ca Ceca in Italia, Petr Buri­anek, dal fun­zionario diplo­mati­co Josef Spanik (del­e­ga­to per­ma­nente per la Repub­bli­ca Ceca alla FAO) e dal vicedi­ret­tore dell’Ufficio vet­erani di guer­ra del Min­is­tero del­la dife­sa ceco, il colon­nel­lo Milan Bachan, oltre che da una nutri­ta rap­p­re­sen­tan­za del­l’As­so­ci­azione Legionari Cecoslo­vac­chi di Pra­ga. Inoltre, il Grup­po di Arco (che da anni si occu­pa del­la cus­to­dia e del­la cura del mon­u­men­to ai legionari cecoslo­vac­chi). Col­lab­o­ra­no il Grup­po ANA di Nago, l’associazione Ami­ci del­la Boemia e del­la Moravia di Ledro, l’associazione Ami­ci di Ledro di Pra­ga, il Museo Ital­iano del­la Guer­ra di Rovere­to.

I fat­ti stori­ci

A par­tire dal 1917 si for­ma a fian­co dell’esercito ital­iano che com­bat­te gli aus­triaci sul fronte trenti­no un cor­po di volon­tari cecoslo­vac­chi, che dis­er­tan­do dalle file dell’esercito aus­tri­a­co si affi­an­cano agli ital­iani riconoscen­do un uni­co ide­ale di indipen­den­za nazionale dall’impero asbur­gi­co. Nel 1918 questi volon­tari si trasfor­mano in un vero e pro­prio eserci­to cecoslo­vac­co in Italia che sul fronte trenti­no è rap­p­re­sen­ta­to dal­la Sec­on­da com­pag­nia “Avio”, che fa parte del 39° Reg­g­i­men­to di infor­mazione cecoslo­vac­co e che è uni­ta al 29 Cor­po d’Armata ital­iano, il quale com­bat­te pro­prio nel­la zona del Gar­da.

Il 21 set­tem­bre 1918, in un’azione mil­itare aus­tri­a­ca pres­so Doss Casi­na, alle pen­di­ci del Monte Altissi­mo, cadono pri­gion­ieri cinque legionari cecoslo­vac­chi: trasfer­i­ti not­tetem­po fino a Ceni­ga e dopo un som­mario proces­so come tra­di­tori (dis­er­tori dell’esercito aus­tri­a­co), quat­tro di loro sono impic­cati: Serek, Novack, Svo­bo­da e Schlegel. Il luo­go dell’impiccagione è trova­to a Pra­bi, pro­prio dove sorge il mon­u­men­to, con gli stes­si ulivi ora pre­sen­ti a tes­ti­mo­ni­are l’accaduto.

L’episodio non è l’unico di col­lab­o­razione mil­itare itao-cecoslo­vac­ca: pochi mesi pri­ma (il 5 luglio 1918) fu impic­ca­to a Riva del Gar­da Alois Storch, uffi­ciale dell’esercito aus­tri­a­co pas­sato nelle file di quel­lo ital­iano e autore di una azione di sab­o­tag­gio pro­prio sulle rive del lago insieme ad un con­nazionale (Fran­tisek Smar­da, anch’egli cat­tura­to ma con­dan­na­to al carcere) e ad alcu­ni sol­dati ital­iani, che perirono nell’azione.

Ogni anno l’Amministrazione comu­nale di Arco ospi­ta una del­egazione uffi­ciale del­la Repub­bli­ca Ceca il 22 set­tem­bre ovvero la pri­ma domeni­ca suc­ces­si­va, per ricor­dare la vicen­da arcense e tut­ti i Legionari Cecoslo­vac­chi cadu­ti sul Doss Alto. La cer­i­mo­nia, che prevede, oltre alla com­mem­o­razione, altri momen­ti di appro­fondi­men­to e di visi­ta a luoghi di inter­esse ed è orga­niz­za­ta dal Comune in sin­er­gia e col­lab­o­razione con il Grup­po Alpi­ni di Arco e con altre orga­niz­zazioni locali.

La mostra

Desiderosi di lib­ertà e di indipen­den­za del­la loro ter­ra, allo­ra sot­to il dominio aus­troun­gari­co, durante il pri­mo con­flit­to mon­di­ale molti sol­dati di orig­ine cecoslo­vac­ca, per ottenere l’aiuto per la creazione di uno Sta­to indipen­dente, for­marono unità mil­i­tari volon­tarie com­bat­ten­ti a fian­co delle forze dell’Intesa, chia­mate Legioni Cecoslo­vac­che. Una di queste, for­ma­ta da dis­er­tori e pri­gion­ieri cecoslo­vac­chi, venne cos­ti­tui­ta anche in Italia, dove parte­cipò alla Battaglia del Sol­stizio (sul fronte del Piave) del 1918 e sul Doss Alto sopra l’abi­ta­to di Nago, com­bat­ten­do val­orosa­mente e con­tribuen­do notevol­mente alla vit­to­ria Ital­iana.

Con­siderati dagli aus­triaci come tra­di­tori del­l’Im­pero, molti di questi sol­dati, cadu­ti in pri­gio­nia aus­tri­a­ca, ven­nero som­mari­a­mente gius­tiziati, spes­so sen­za gius­to proces­so, come ricor­dano in Trenti­no i mon­u­men­ti ad Arco, a Riva del Gar­da e a Pieve di Bono. Per com­mem­o­rare il loro ricor­do l’am­bas­ci­a­ta del­la Repub­bli­ca Ceca di Roma e l’as­so­ci­azione cul­tur­ale ami­ci del­la Boemia e del­la Moravia di Ledro, ded­i­ca a questi com­bat­ten­ti una mostra fotografi­ca con foto del peri­o­do, raf­fig­u­ran­ti i campi di pri­gio­nia ital­iani, il reclu­ta­men­to e scene di vita del fronte. La mostra, già ospi­ta­ta in valle di Ledro nel­la chiesa del colle-ossario San­to Ste­fano a Bezzec­ca, ad Arco rimar­rà fino al 4 otto­bre.

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