In 370 chilometri quadrati si nascondono scafi inabissati e forse anche qualche sorpresa. Al largo di Limone un secolo e mezzo fa affondò il «Sesia». E poi le bombe Usa

Là sotto le galee veneziane e altri «tesori»

Di Luca Delpozzo
b.f.

Il Gar­da è vas­to e mis­te­rioso e, nei suoi 370 chilometri qua­drati, nasconde di tut­to. Qual­cosa di impor­tante pare sia sta­to indi­vid­u­a­to, ma si attende l’au­tor­iz­zazione del­la Sovrin­ten­den­za per­ché si pos­sa pro­cedere anche solo a divul­gar­ne la notizia. Si par­la di relit­ti inte­gri di galee veneziane che risal­go­no a fine Sei­cen­to e che cos­ti­tuireb­bero un’au­t­en­ti­ca miniera di infor­mazioni per ricer­ca­tori ed esperti.Per ora però si è rel­e­gati o qua­si al ter­reno delle con­get­ture e non res­ta che pazientare. Sul fon­do del lago giace anco­ra il Sesia, al largo di Limone. Affondò qua­si un sec­o­lo e mez­zo fa. E l’ac­qua cus­todisce tut­to­ra le bombe scar­i­cate dagli amer­i­cani pochi anni orsono, al largo del­la cos­ta vene­ta: sono state indi­vid­u­ate dal­la Gen­darme­ria francese, ma mai recuperate.Non man­ca il mate­ri­ale bel­li­co che risale alla sec­on­da guer­ra mon­di­ale: dal mez­zo anfibio cer­ca­to un anno fa dagli amer­i­cani nel­la parte set­ten­tri­onale del lago (anche Mod­i­na parte­cipò al lavoro) a due minus­coli som­mergi­bili. Nul­la, per ora, è sta­to ripor­ta­to in super­fi­cie. In propos­i­to, c’è chi non crede alla ver­sione uffi­ciale, che vuole che il recu­pero del relit­to deb­ba avvenire per dare sepoltura alla quindic­i­na di mil­i­tari che con­tene­va. Forse, si mormo­ra, potrebbe rac­chi­ud­ere, assieme alle povere salme, qualche doc­u­men­to prove­niente nien­te­meno che da Vil­la Fel­trinel­li di Gargnano, che nel 1944-’45 ospi­ta­va Mussolini.E i mis­teri si infit­tis­cono pro­prio quan­do si par­la del peri­o­do del­la Repub­bli­ca Sociale Ital­iana e delle «casse» che sareb­bero state fat­te costru­ire dal Duce. Ven­nero cer­cate negli anni Ottan­ta e pare­va fos­sero state indi­vid­u­ate nel 1993. Tv e gior­nal­isti di mez­zo mon­do rag­giun­sero il Gar­da. Pre­sente a Gargnano anche la nipote di Mus­soli­ni, Alessan­dra, accom­pa­g­na­ta da Ignazio La Rus­sa. Ma si trat­ta­va solo di esplo­si­vo, con­tenu­to in 4 casse, che venne fat­to bril­lare sul­la spi­ag­gia di Vil­la di Gargnano.Altre ricerche sono state effet­tuate al largo di S. Gia­co­mo, a Nord di Gargnano, alla ricer­ca del vil­lag­gio che sarebbe spro­fonda­to e di cui, in un libro, par­la don Con­for­ti, par­ro­co di Gargnano a fine Otto­cen­to.