Andranno scuramente a far parte della storia lonatese e bresciana i due volumi riguardanti “Maguzzano – Storia di un’Abbazia” scritti da Giuseppe Gandini ed editi dalla Grafo per l’Associazione di Studi Storici “Carlo Brusa” di Desenzano del Garda.

La storia dell’Abbazia di Maguzzano raccolta in due volumi

22/12/2000 in Cultura
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Di Luca Delpozzo

Andran­no scu­ra­mente a far parte del­la sto­ria lonatese e bres­ciana i due volu­mi riguardan­ti “Maguz­zano – Sto­ria di un’Abbazia” scrit­ti da Giuseppe Gan­di­ni ed edi­ti dal­la Grafo per l’Associazione di Stu­di Stori­ci “” di Desen­zano del Gar­da. Un opera mil­iare frut­to di anni, cir­ca una venti­na, di stu­di e di ricerche sfo­ciati in un opera sen­za eguali nem­meno in local­ità più gran­di e più bla­sonate del­la la vos­tra – ha sot­to­lin­eato nel cor­so del suo inter­ven­to di pre­sen­tazione don Gio­van­ni Spinel­li, Seg­re­tario del Cen­tro Stori­co Benedet­ti­ni Ital­iani –. Volu­mi impor­tan­tis­si­mi questi che van­no ad aggiunger­si ad altri scrit­ti sul­la sto­ria di con­ven­ti ed abbazie, nel­la mag­gior parte appartenute ai benedet­ti­ni. Non si può scri­vere la sto­ria dei benedet­ti­ni se pri­ma non si scrive la sto­ria di ogni monas­tero spar­so in Italia e nel mon­do – ha pros­e­gui­to don Spinel­li -. Quel­la di Maguz­zano e dell’Abbazia è una sto­ria che si perde lon­tano nei sec­oli e che ha vis­to oltre a dis­truzioni e ricostruzioni, anche momen­ti di par­ti­co­lare inter­esse per la sto­ria eccle­si­as­ti­ca, come la pre­sen­za ed il sog­giorno del car­di­nale mons. Regi­nal­do Pole o, di Mer­lin Cocai, anche se il cui sog­giorno sem­bra essere non cer­to. Ma poi anche la pre­sen­za, tut­to­ra atti­va, del­la Con­gregazione dei Poveri servi del­la Div­ina Provvi­den­za di don, ora San­to, Gio­van­ni Cal­abria. Ma la sto­ria rac­con­ta­ta in questi due volu­mi, il pri­mo qua­si un rac­con­to, un pro­fi­lo stori­co, di facile let­tura e com­pren­sione; il sec­on­do una rac­col­ta di doc­u­men­ti molti dei quali inedi­ti fat­ta negli archivi di mez­za Italia, addirit­tura raf­frontati fra due “repertori”:quello del 1740, con­ser­va­to sped­i­to all’archivio benedet­ti­no cassi­nese di Ognis­san­ti di Man­to­va assieme a 150 pergamene, e quel­lo del 1753 rimas­to a Maguz­zano assieme alle copie delle pergamene e poi trasfer­i­to alla Querini­ana di Bres­cia. In ques­ta “Sto­ria” nul­la è sta­to las­ci­a­to al caso e nul­la all’invenzione . tut­to si basa su lunghe ricerche e con­fron­ti fra questi e quei doc­u­men­ti, la sola bib­li­ografia ne tes­ti­mo­nia l’impegno delle ricerche. A Maguz­zano esiste­vano già dal 1247 i monaci-sin­daci che agi­vano a nome e per con­to del vesco­vo di Verona. Ma Maguz­zano è sta­to anche comune, un “comune spe­ciale. Non vi abbi­amo mai incon­tra­to ilo,riferimento ad un podestà, né ad un gov­er­no delle Arti – scrive Gan­di­ni –. Tro­vi­amo invece, oltre al sin­da­co, reli­gioso o sec­o­lare, il con­sole, i mas­sari, gli esti­ma­tori, i ragionati, il cam­paro”. La pri­ma sedu­ta doc­u­men­ta­ta del Con­siglio Comu­nale por­ta la data del 1628, l’ultima il 19 gen­naio 1721. fra i vari doc­u­men­ti ritrovati e anal­iz­za­ti è sta­to rin­venu­to anche lo stem­ma del Comune di Maguz­zano. Una serie di stu­pende fotografie, di Basilio Rodel­la, com­ple­ta l’opera la cui reperi­bil­ità è pres­so l’associazione Car­lo Brusa di Desen­zano o la Par­roc­chia di Maguz­zano. Non ecces­si­vo il prez­zo di cop­er­ti­na fis­sato in 160 mila lire ridot­to però, fino a dine anno, a 100 mila lire.

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