Gli antichi mobili della Ugo da Como affidati alle cure di un salodiano

La storica fondazione lonatese

14/04/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Lonato

La di Lona­to ha affida­to da quest’anno un incar­i­co uffi­ciale per la manuten­zione dei mobili dell’antica dimo­ra del sen. Ugo da Como. Questi, moren­do nel 1941, las­ciò all’erigenda Fon­dazione le intere sue pro­pri­età tra cui la splen­di­da casa lonatese det­ta del Podestà, com­ple­ta­mente arreda­ta con dip­in­ti, scul­ture, pre­giate sup­pel­let­tili e antichi mobili data­bili a par­tire dal XV sec­o­lo. Così come per ogni nos­tra casa mod­er­na, la manuten­zione ordi­nar­ia appare uno dei pri­mi rime­di per ral­lentare il deper­i­men­to fisi­co degli ingen­ti arre­di rac­colti da Ugo da Como e dal­la moglie Maria Glisen­ti. Al fine di con­ser­vare al meglio i cas­soni, gli sga­bel­li, gli inginoc­chi­a­toi, le cre­den­ze e ogni altro man­u­fat­to costru­ito in leg­no è nec­es­sario nutrire le super­fi­ci con olii che han­no la doppia fun­zione di pulire e ren­dere il mobilio meno allet­tante ai paras­si­ti che avreb­bero la meglio sui pezzi più pre­giati del­la casa-museo. È Andrea Bal­drati di Salò l’esperto che, con la scuo­la di restau­ro dell’associazione La Corte, seguirà una equipe di valen­ti arti­giani chia­mati ad occu­par­si con ocu­la­ta e com­pe­tente atten­zione del­la manuten­zione dei mobili del­la Fon­dazione. Il lavoro prevede il con­trol­lo del­lo sta­to di con­ser­vazione, la sta­bil­ità degli ele­men­ti che com­pon­gono la strut­tura del ric­co mobilio, e vagliare la neces­sità di con­durre restau­ri par­ti­co­lar­mente mirati, quel­li det­ti «di natu­ra stra­or­di­nar­ia». La scuo­la di restau­ro dell’associazione cul­tur­ale La Corte tenu­ta da Andrea Bal­drati è inti­to­la­ta a Luisa Ban­dera, una delle mag­giori conosc­itri­ci del mobile ital­iano, cele­bre per gli accu­ratis­si­mi stu­di edi­ti dal­la casa editrice Goer­lich, poi divenu­ta De Agos­ti­ni. Andrea Bal­drati ha avvi­a­to la col­lab­o­razione con la Fon­dazione Ugo da Como lo scor­so anno, por­tan­do a com­pi­men­to il restau­ro del mobilio del salot­ti­no Glisen­ti, oper­azione che si è fre­gia­ta del patrocinio del­la Soprint­en­den­za ai beni stori­ci e artis­ti­ci per le province di Bres­cia, Cre­mona e Man­to­va. La Casa del podestà a Lona­to possiede un rag­guarde­v­ole insieme di mobili, soprat­tut­to lom­bar­di che aiu­tano a com­pren­dere l’evoluzione del mobile nel tem­po. Indub­bi­a­mente il gus­to otto e nove­cen­tesco di col­orare le super­fi­ci lignee di nero seg­nò gli arre­di che il sen. Ugo da Como scelse per la par­ti­co­laris­si­ma dimo­ra. Il rispet­to di ogni manipo­lazione, dei restau­ri antichi con i quali si mutarono anche gli uti­lizzi dei mobili sono da con­sid­er­ar­si come tes­ti­mo­ni­an­za stor­i­ca di grande val­ore e per tale ragione è fon­da­men­tale rispettare quan­to con­ser­va­to nel­la casa del podestà quale doc­u­men­to raro di un sen­ti­men­to e di una moda dell’abitare oggi estin­to, ma di grande fascino.

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