Dopo il sequestro e la multa di 100 euro al turista che l’aveva pescato, il pesce è stato congelato per essere analizzato. Confortini, ittiologo della Provincia: «La studieremo insieme con gli esperti di altre regioni»

La supertrota è un esemplare unico per il lago

18/07/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo

«Più che una goliar­da­ta, è sta­ta una vera e pro­pria fol­lia: sia pri­ma, quan­do per pren­der­la l’hanno tramor­ti­ta, sia dopo, quan­do per guadag­nar­ci denaro, l’hanno mes­sa in ven­di­ta». L’assessore provin­ciale all’ecologia Camil­lo Pilati fat­i­ca a mascher­are il pro­prio dis­ap­pun­to sul­la vicen­da del­la super tro­ta pesca­ta da un tur­ista olan­dese mart­edì pomerig­gio a e cedu­ta, già il giorno dopo (pare su com­pen­sa di 350 euro) al gestore del ris­torante Alla Log­gia, pron­to a imbal­samar­la per esporla nel pro­prio locale. Sem­bra­va tut­to fat­to — con sod­dis­fazione del tur­ista affarista e del com­pra­tore entu­si­as­ta per esser­si acca­parra­to il tro­feo — ma il prog­et­to è sta­to manda­to a monte l’altra sera quan­do le guardie provin­ciali han­no pri­ma mul­ta­to il pesca­tore per­ché sprovvis­to di licen­za (100 euro) e poi sono andate a ripren­der­si l’eccezionale esem­plare diret­ta­mente al ris­torante. «La vicen­da finisce qui», com­men­ta Pilati, «con la tro­ta seques­tra­ta dagli agen­ti per­ché pesca­ta illeg­git­ti­ma­mente e con la sanzione irro­ga­ta come prevede la legge. Ora il pesce è a dis­po­sizione dei tec­ni­ci del servizio pesca del­la Provin­cia, lo studier­an­no e, vista la sua eccezion­al­ità, ne faran­no ogget­to di ricerche speci­fiche». Pilati insiste nel­la con­dan­na: «I miei tec­ni­ci mi han­no spie­ga­to che la tro­ta non è mor­ta di malat­tia», sot­to­lin­ea, «e che è quin­di sta­ta volu­ta­mente cat­tura­ta. E questo non va accetta­to in gen­erale mai, nel par­ti­co­lare meno anco­ra vis­to che chi­unque pote­va ren­der­si con­to che si trat­ta­va di un esem­plare raro: bisog­na­va subito tele­fonare al nos­tro numero verde 80034000 o avver­tire diret­ta­mente le guardie del Gar­da. Dici­amo così», con­clude l’assessore, «è sta­ta un’inutile bra­va­ta…». Ora toc­ca all’ittiologo del­la Provin­cia, Ivano Con­for­ti­ni, ad occu­par­si del grande pesce. «Si trat­ta di una tro­ta lacus­tre», toglie ogni dub­bio sul­la famiglia di apparte­nen­za, «e non di una tro­ta fario adat­ta­ta. L’eccezionalità sta pro­prio qui: nel peso di 20 chili e 458 gram­mi e nel­la lunghez­za di oltre un metro, dati eccezion­ali mai riscon­trati pri­ma nel­la let­ter­atu­ra sci­en­tifi­ca riguardante il Gar­da. Ora si tro­va nei nos­tri frig­oriferi, è sta­ta con­ge­la­ta e sarà ogget­to di anal­isi par­ti­co­lari mag­a­ri da fare in col­lab­o­razione con alcu­ni col­leghi del Trenti­no e del­la Lom­bar­dia che stan­no facen­do ricerche pro­prio sul­la tro­ta». Con­for­ti­ni è sicuro: «Non capi­ta tut­ti i giorni di avere tra le mani un pesce del genere, aver­lo ven­du­to o imbal­sam­a­to sen­za farne ogget­to di stu­dio sarebbe sta­to un grave errore». (c.f.)