Treni veloci: definito il tracciato Brescia-Verona. Previsti lavori per limitare i disagi al santuario del Frassino

La Tav nel basso lago: il progetto è cosa fatta

10/10/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Adesso c’è anche il parere defin­i­ti­vo del­la . Per la , la lin­ea fer­roviaria ad nel trat­to Peschiera-Verona, è arriva­to il sì al trac­cia­to dal­la giun­ta regionale che, di fat­to, ha fat­to pro­prio il parere favorev­ole prece­den­te­mente espres­so dal pres­i­dente del­la Regione, Gian­car­lo Galan. E questo vuol dire che tut­to il trac­cia­to Bres­cia — Lona­to — Desen­zano — Sirmione e il capolu­o­go scaligero non dovrebbe più incon­trare, a meno di clam­orosi rib­al­toni, osta­coli sul suo cam­mi­no. I prog­et­tisti sono sta­ti però invi­tati da Venezia (sede del­la Regione) a garan­tire la mas­si­ma sal­va­guardia del san­tu­ario del­la , luo­go di fede dove più di ogni altro i supertreni potreb­bero arrecare dan­ni e dis­a­gi. Comunque, se Venezia con i Comu­ni di Verona e di Som­macam­pagna han­no det­to sì, va ricorda­to anche che i Comu­ni di Peschiera, Castel­n­uo­vo e Sona (in prat­i­ca le tre local­ità che sep­a­ra­no il Gar­da a Verona lun­go la statale 11) han­no, invece, espres­so parere decisa­mente neg­a­ti­vo all’­opera. Queste ammin­is­trazioni han­no chiesto, invano, che la lin­ea pas­sasse a sud delle colline moreniche, per evitare ulte­ri­ori dev­as­tazioni alle col­ture e ai vigneti. Pre­oc­cu­pa­to anche il Con­sorzio di Tutela del , la cui pro­duzione, sosten­gono gli esper­ti, potrebbe subire dei con­trac­colpi. In ter­ri­to­rio bres­ciano, invece, Lona­to, Desen­zano e Sirmione non han­no val­u­tazioni par­ti­co­lar­mente critiche da fare. Lona­to per­ché avrà la Tav per gran parte in gal­le­ria, Desen­zano per­ché la nuo­va lin­ea cor­rerà par­al­lela all’at­tuale -Venezia (l’asses­sore ai Lavori pub­bli­ci Bertoni ha, però, dichiara­to che «ver­rà presta­ta mol­ta atten­zione alla tutela delle cascine e dei luoghi risorg­i­men­tali come la Torre di S. Mar­ti­no») e, infine, Sirmione che ver­rà appe­na sfio­ra­ta. Il tal­lone d’Achille di ques­ta Tav nel trat­to tra il bas­so lago e Verona res­ta, comunque, il san­tu­ario del Frassi­no, al con­fine tra la nos­tra provin­cia e quel­la veronese e luo­go di pel­le­gri­nag­gio per molti bres­ciani. Tan­to da indurre i tec­ni­ci region­ali a chiedere il rispet­to di diverse pre­scrizioni. Vedi­amole. Intan­to, dovrà essere garan­ti­ta la con­tin­ua acces­si­bil­ità al san­tu­ario durante le fasi di ese­cuzione dei lavori e che i lavori siano ese­gui­ti recin­tan­do tut­to il cantiere con pan­nel­la­ture «ad alto deco­ro esteti­co». Inoltre, l’estra­dos­so del­la gal­le­ria arti­fi­ciale dovrà essere ricom­pos­to in cor­rispon­den­za del san­tu­ario con l’ese­cuzione di «un pregev­ole recu­pero ambi­en­tale da con­cor­dare con il pri­ore del san­tu­ario». E anco­ra, è sta­to chiesto al min­is­tero delle Infra­strut­ture e alla soci­età prog­et­tista la real­iz­zazione di un parcheg­gio a sud del san­tu­ario più un’al­tra serie di inter­ven­ti per lim­itare, per esem­pio, la creazione di nuovi elet­trodot­ti, per ridurre l’im­pat­to neg­a­ti­vo arreca­to dalle strade di acces­so e, soprat­tut­to, even­tu­ali rischi sui cor­si d’ac­qua e sul nor­male deflus­so delle acque super­fi­ciali. L’opera fer­roviaria avvicin­erà al resto d’Eu­ropa l’I­talia del nord. Per il , zona alta­mente tur­is­ti­ca, e per Verona si trat­ta di un val­ore aggiun­to notev­ole. Anche per ridurre (questo almeno sper­a­no gli esper­ti) il traf­fi­co auto­mo­bilis­ti­co gra­zie alla pre­sen­za di treni super­ve­loci come già avviene in Francia.