L’Alta velocità a Montichiari. La localizzazione della futura stazione ferroviaria infiamma gli animi dei residenti: cresce la rabbia. Il passaggio della linea sconvolgerà la zona. I cittadini: «Vogliamo spiegazioni»

La Tav spaventa la Fascia d’Oro

06/11/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Francesco Di Chiara

Il pas­sag­gio dei super treni del­l’Al­ta capac­ità ha soll­e­va­to il ven­to del­la protes­ta anche nel­l’area del­la Fas­cia d’Oro a Mon­tichiari. Un ven­to che sta sof­fian­do da tem­po in altre zone del­la provin­cia, a com­in­cia­re dall’Ovest bres­ciano, sen­za dimen­ti­care il bas­so Gar­da, sia per la che per la Brebe­mi. Il nodo delle gran­di infra­strut­ture ora è arriva­to al pet­tine anche nel tri­an­go­lo fra Cas­tenedo­lo, Ghe­di e Mon­tichiari. La scelta di local­iz­zare la futu­ra stazione fer­roviaria dell’ fra Cas­tenedo­lo e Mon­tichiari, annun­ci­a­ta a segui­to del­l’in­con­tro a Roma tra Regione e Min­is­tero dei Trasporti, non ha sor­pre­so i mon­te­claren­si, ma solo per­ché la notizia era già sta­ta antic­i­pa­ta da Bres­ciaog­gi la scor­sa set­ti­mana. In occa­sione del Con­siglio comu­nale aper­to con­vo­ca­to dal sin­da­co di Cas­tenedo­lo, Gian­bat­tista Groli, era sta­ta infat­ti illus­tra­to il trac­cia­to del­la lin­ea dei treni veloci che taglierà la Pia­nu­ra padana fra Tori­no e Tri­este. Lun­go il trac­cia­to sono state indi­vid­u­ate solo cinque stazioni. L’unica bres­ciana è appun­to quel­la di Cas­tenedo­lo-Mon­tichiari: il futuro sca­lo del­la Tav sorg­erà infat­ti nel bel mez­zo del con­fine tra i due comu­ni, a due pas­si dall’aeroporto. Alla luce di ques­ta local­iz­zazione, l’Am­min­is­trazione comu­nale di Cas­tenedo­lo si era subito pre­oc­cu­pa­ta per i pos­si­bili prob­le­mi che tale per­cor­so avrebbe soll­e­va­to e la cit­tad­i­nan­za era sta­ta invi­ta­ta al con­siglio comu­nale aper­to del 29 otto­bre, nel quale lo stes­so sin­da­co Groli ave­va spie­ga­to l’im­pat­to del trac­cia­to fer­roviario sul suo ter­ri­to­rio, nom­i­nan­do le varie cascine che sareb­bero state, loro mal­gra­do, inter­es­sate dal tran­si­to dei super treni. Ma se per Cas­tenedo­lo l’im­pat­to e le prob­lem­atiche soll­e­vate sem­bra­no tut­to som­ma­to di bas­so pro­fi­lo — e pro­va ne è il fat­to che durante la riu­nione stes­sa del con­siglio non sono sta­ti ril­e­vati inter­ven­ti crit­i­ci da parte del pub­bli­co -, per Mon­tichiari la ques­tione si sta riv­e­lando molto più sig­ni­fica­ti­va e allar­mante sot­to il pro­fi­lo ter­ri­to­ri­ale. E questo per­ché la nuo­va lin­ea tran­siterà a poche decine di metri dalle case del­la Fas­cia d’Oro, inve­stirà in pieno un’area arti­gianale dove sono sta­ti real­iz­za­ti da poco tem­po alcu­ni capan­noni, e per­chè la gente è già prova­ta da anni di con­viven­za con le dis­cariche. I prob­le­mi non riguardano la nuo­va area indus­tri­ale del­l’ex Vul­ca­nia — la lin­ea tran­siterà a una dis­tan­za di sicurez­za rag­guarde­v­ole — ma sono di por­ta­ta non indif­fer­ente nel­la fas­cia a sud del com­p­lesso indus­tri­ale del­la Ris­to­ra e del Grup­po Sys­tema, a fian­co del­la Goitese. Occorre dire che, quan­to a battaglie per l’ambiente, le per­sone res­i­den­ti alla Fas­cia d’Oro — cir­ca un centi­naio — sono piut­tosto abit­u­ate. Basti pen­sare alla cava Mon­tiri­am e alle polemiche col­le­gate. La rab­bia del­la gente, sopi­ta da anni, sem­bra pronta di nuo­vo ad esplodere. Il nuo­vo «mostro» — come lo ha defini­to il vec­chio agri­coltore Gio­van­ni Benaglio, una delle «vit­time» alla Fas­cia d’Oro — da com­bat­tere è la lin­ea euro­pea del­l’Al­ta capac­ità. «Ven­erdì (domani, ndr.) andremo dal sin­da­co di Mon­tichiari per trasmet­ter­gli il nos­tro malu­more e chiedere delu­ci­dazioni — spie­ga Elvio Trec­ca­ni, uno dei mem­bri del comi­ta­to di quartiere Fas­cia d’Oro -. Per­ché dob­bi­amo conoscere dai gior­nali queste inqui­etan­ti notizie che ci riguardano? Cosa con­ta di fare l’Am­min­is­trazione comu­nale? Se dovre­mo tirar fuori le unghie come una deci­na d’an­ni fa, quan­do il prob­le­ma era la dis­car­i­ca, siamo pron­ti a far­lo». In effet­ti il tran­si­to di 400 treni al giorno — questo il numero dei con­vogli pre­visti a regime — non è un prob­le­ma acus­ti­co e di inquina­men­to da poco, per non dire delle lim­i­tazioni a nuove costruzioni. Domani si incon­tr­eran­no anche i sin­daci di Mon­tichiari e Cas­tenedo­lo per val­utare l’in­tera situ­azione in base ai doc­u­men­ti in loro pos­ses­so, ma anche per­ché il sin­da­co Gianan­to­nio Rosa dovrà rispon­dere ad alcune inter­pel­lanze, pre­viste per il Con­siglio comu­nale a Mon­tichiari il prossi­mo 13 novembre.

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