Chiesta l’edificazione di 120 mila metri cubi sull’area liberata. L’azienda di imbottigliamento in fase di espansione ha individuato alcuni terreni tra Cunettone e Villa

La Tavina sposta l’attività

12/10/2006 in Economia
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Cinque­cen­to appar­ta­men­ti al pos­to dell’attuale sta­bil­i­men­to di Salò. Li ha chi­esti la , inten­zion­a­ta a trasferir­si in un’area verde tra Cunet­tone e Vil­la. L’azienda, che fa capo all’amministratore del­e­ga­to (un nome, un des­ti­no), è conosci­u­ta in tut­to il mon­do. Dopo essere entra­ta nel mer­ca­to Usa (in par­ti­co­lare Flori­da e Cal­i­for­nia), in Africa e in tut­ta Europa, ulti­ma­mente è sbar­ca­ta in Cina. Adesso Fontana, sosten­i­tore di Chic­co Gnut­ti in varie sca­late finanziarie, dispone di un con­gruo gruz­zo­lo, e ha scrit­to al sin­da­co , pro­po­nen­do un’operazione da molti mil­ioni di euro.«Abbiamo la neces­sità – spie­ga l’imprenditore, 60 anni, orig­i­nario di Cam­pi­one — di trasferire l’attività (imbot­tiglia­men­to di acque min­er­ali), oggi local­iz­za­ta in un ambito ter­ri­to­ri­ale adi­a­cente al tes­su­to res­i­den­ziale con­sol­ida­to, nelle imme­di­ate vic­i­nanze del lago, per real­iz­zare un nuo­vo impianto più fun­zionale, con la pos­si­bil­ità di espan­sione in relazione alla cres­cente doman­da di mer­ca­to. I nuovi capan­noni saran­no costru­iti in un altro ambito del ter­ri­to­rio comu­nale, garan­ten­do quin­di il man­ten­i­men­to dei posti di lavoro a Salò. Al tem­po stes­so inten­di­amo pro­muo­vere un proces­so di trasfor­mazione dell’area attuale e degli edi­fi­ci che saran­no ogget­to di dis­mis­sione nel rig­oroso rispet­to delle valen­ze ambi­en­tali e pae­sag­gis­tiche dei luoghi». Da qui la richi­es­ta di «un parere pre­lim­inare al fine di real­iz­zare un com­p­lesso da des­tinare a strut­ture res­i­den­ziali». Il com­par­to-Tavina, a fian­co dell’inizio del­la sali­ta delle Zette e nei pres­si del gas, occu­pa una super­fi­cie di 83 mila metri qua­drati, di cui 17 mila cop­er­ti e 2 mila che potran­no esser­lo in futuro, sec­on­do le indi­cazioni del Piano rego­la­tore in vig­ore. Come dire: 25.654 mq. lor­di di pavi­men­to, di cui 3 mila anco­ra inse­di­a­bili. Vol­ume com­p­lessi­vo: 154 mila metri cubi. Il tut­to ver­rebbe raso al suo­lo, per las­cia­re il pos­to a 120 mila metri cubi res­i­den­ziali. In maniera indica­ti­va: 500 appar­ta­men­ti da 80 mq. cias­cuno. Stan­dard da cedere al munici­pio: 31.800 metri quadri di terreno.Il piano di fat­tibil­ità eco­nom­i­ca, sti­la­to dall’architetto Flavio Mag­giore, spie­ga che al Comune andreb­bero otto mil­ioni e 143 mila euro (644 mila come oneri di urban­iz­zazione pri­maria, 1,340 mila sec­on­daria, 1,194 mila di cos­to costruzione, 4,800 mila il con­trib­u­to aggiun­ti­vo, 165 mila il val­ore attribuito agli 11.025 mq. cedu­ti in più dai pri­vati). Ma all’interno dei 42.825 mq. che diven­ter­an­no pub­bli­ci, la Tavina si impeg­nerebbe a real­iz­zare parcheg­gi, e gia­r­di­ni (val­ore 650 mila euro). Inoltre effettuerebbe il restau­ro del teatro di via S. Bernardi­no, ormai ridot­to a un rud­ere fatis­cente (per una cifra sti­ma­ta in 6 mil­ioni e 139 mila euro). A sal­do il comune ricev­erebbe quin­di un mil­ione e 360 mila euro. Giampiero Cipani ha già dato una rispos­ta favorev­ole. «L’area attual­mente occu­pa­ta dall’impianto di imbot­tiglia­men­to – scrive il sin­da­co — è in prossim­ità del lago, e a ridos­so di ambiti res­i­den­ziali, che male si con­cil­iano con le attiv­ità pro­dut­tive. La ricon­ver­sione dei volu­mi in des­ti­nazioni abi­ta­tive, com­mer­ciali, direzion­ali e/o tur­is­ti­co ricettive appare coer­ente con le tipolo­gie del con­testo e le linee di svilup­po pre­viste. Esp­ri­mo quin­di parere di mas­si­ma favorev­ole alla pro­pos­ta. Dovrà tut­tavia essere val­u­ta­ta conc­re­ta­mente sia la local­iz­zazione, la dimen­sione e l’inserimento del nuo­vo sta­bil­i­men­to (da indi­vid­uare indero­ga­bil­mente sul ter­ri­to­rio comu­nale) che la vol­ume­tria e la tipolo­gia rel­a­tive al com­par­to attuale».Attraverso il geome­tra Dario Alessi, la Tavina ha già com­in­ci­a­to a bloc­care le aree tra Cunet­tone e Vil­la, apparte­nen­ti agli ere­di Fos­sati. La fab­bri­ca si sposterà pro­prio in ques­ta zona.