La società che intende trasferirsi a Villa ha ottenuto dalla Giunta di aumentare la superficie di estrazione

La Tavina stringe i tempi

11/07/2007 in Attualità
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

La ha chiesto e ottenu­to dal Comune di Salò di aumentare la super­fi­cie di estrazione dell’acqua: dagli attuali 69 ettari nel­la zona delle Rive, dove si tro­va lo sta­bil­i­men­to (con­ces­sione rin­no­va­ta nel dicem­bre 2005 dall’ Ammin­is­trazione provin­ciale di Bres­cia per la dura­ta di 30 anni), a 96 ettari, inclu­den­do la grande piana di Pratomag­giore, nel­la frazione di Vil­la, dove la soci­età intende trasferir­si. A dire il vero, si tol­go­no 25 ettari dal­la super­fi­cie vici­no al lago e se ne aggiun­gono una cinquan­ti­na in collina.Il geol­o­go berga­m­as­co C. Bertulet­ti, chiam­a­to dall’azienda, par­la del­la neces­sità di poten­ziare «l’attività estrat­ti­va con con­seguente ristrut­turazione degli impianti, e una even­tuale ricol­lo­cazione. L’area attuale è ristret­ta, ed esclude la pos­si­bil­ità di reperire nuove risorse. Oltre una cer­ta pro­fon­dità, le acque con­fi­nate han­no una com­po­sizione chim­i­ca che ne esclude il loro uti­liz­zo diret­to. Le uniche pos­si­bil­ità per uno svilup­po futuro con­sistono nell’ampliamento del­la con­ces­sione a Villa/Cunettone. La Tavina detiene già il pos­ses­so di un’ampia area all’interno del­la zona pianeg­giante, con­sid­er­a­ta dal­la di ricar­i­ca poten­ziale del­la fal­da acquifera».La Giun­ta comu­nale di Salò (e non il Con­siglio) ha già espres­so parere favorev­ole all’ampliamento, restituen­do la prat­i­ca all’Area ambi­ente di Palaz­zo Bro­let­to, che darà l’assenso definitivo.La notizia ha fat­to storcere la boc­ca al Comi­ta­to per la tutela di Pratomag­giore, che, l’altra sera, ha tenu­to un’assemblea nel salone del­la par­roc­chia di Vil­la. Numerose le con­tes­tazioni. «Salò va a pren­dere l’acqua dal let­to del fiume Chiese, in ter­ri­to­rio di Roè Vol­ciano — ha det­to uno — e c’è il ris­chio che in futuro non basti alle neces­sità del­la popo­lazione, vista la caren­za delle sor­gen­ti. Per­ché il sin­da­co e gli asses­sori deci­dono di con­cedere ai pri­vati la pos­si­bil­ità di prel­e­vare le risorse idriche del­la nos­tra piana, rin­un­cian­do a uti­liz­zarla per la rete pubblica?».«Siamo con­trari al modo di pro­cedere dell’amministrazione comu­nale — dice Fabio Fras­soni, pres­i­dente del Comi­ta­to -, che sta pre­dispo­nen­do un pac­chet­to pre­con­fezion­a­to, sen­za vol­er dis­cutere del­la vicen­da con i cit­ta­di­ni. Abbi­amo chiesto di affrontare l’argomento (la richi­es­ta di sposta­men­to del­la fab­bri­ca a Vil­la, e la trasfor­mazione in res­i­den­ziale del­la vol­ume­tria esistente) in un dis­cor­so com­p­lessi­vo, all’interno dell’esame del Piano di gov­er­no del ter­ri­to­rio, con un ampio dibat­ti­to. E ci viene rispos­to che le pro­ce­dure da seguire saran­no decise al momen­to opportuno».«Il Pgt — ha aggiun­to Anto­nio Bon­tem­pi, un esper­to — deve seguire un iter par­ti­co­lare. Occorre che le scelte siano il frut­to di un’ampia parte­ci­pazione. Il ris­chio è di per­cor­rere una stra­da più sbriga­ti­va: facil­itare l’insediamento indus­tri­ale ricor­ren­do allo sportel­lo uni­co d’impresa, che ammette deroghe alla clas­si­fi­cazione delle aree di Pratomag­giore, ora agricole».«La riperime­trazione dell’area, con un notev­ole ampli­a­men­to del­la super­fi­cie da cui estrarre l’acqua — com­men­ta un altro residente‑, rap­p­re­sen­ta un altro pas­so avan­ti, fat­to alla chetichel­la dal­la Giun­ta comu­nale. Un brut­to seg­nale». Nel mese di set­tem­bre del­lo scor­so anno la Fonte Tavina (la Spa il cui ammin­is­tra­tore del­e­ga­to è ) ha chiesto all’Amministrazione comu­nale di Salò di trasferir­si nel­la splen­di­da piana agri­co­la di Pratomag­giore, frazione di Vil­la, e di trasfor­mare l’attuale vol­ume­tria di 150 mila mc. in 120 mila metri cubi res­i­den­ziali, equiv­alen­ti a cir­ca 500 appar­ta­men­ti da 80 mq. ciascuno.Il piano di fat­tibil­ità eco­nom­i­ca, sti­la­to dall’architetto Flavio Mag­giore, spie­ga che al Munici­pio andreb­bero otto mil­ioni e 143 mila euro, tra oneri di urban­iz­zazione pri­maria, cos­to costruzione e con­trib­u­to aggiun­ti­vo, oltre a un’area di 31.800 mq. Poiché la Tavina si impeg­nerebbe a real­iz­zare parcheg­gi, e gia­r­di­ni (val­ore 650 mila euro) e a restau­rare il fatis­cente teatro di via S.Bernardino, per una cifra sti­ma­ta in 6 mil­ioni e 139 mila euro, il Comune incasserebbe a sal­do un mil­ione e 360 mila euro.

Parole chiave: