Il prof. Baima Bollone ospite dei Lions a Sirmione. Il volto trasfigurato non è il frutto di un artificio o di combustione I pollini scoperti confermano la sua provenienza da Gerusalemme

La tela della Sindone un tesoro autentico

07/05/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
m.to.

Era l’ul­ti­ma pro­va, quel­la deci­si­va, ammes­so che ve ne fos­se sta­to bisog­no, per con­fer­mare l’au­t­en­tic­ità del­l’im­mag­ine umana sul­la Sin­done. Cade così l’pote­si che l’im­mag­ine si sia for­ma­ta per com­bus­tione. Il prof. Pier­lui­gi Baima Bol­lone, mas­si­mo esper­to mon­di­ale del­la Sacra Sin­done, il lenzuo­lo che avrebbe avvolto dopo la morte il cor­po di Gesù, è sod­dis­fat­to per quest’en­nes­i­ma con­fer­ma ai suoi stu­di rica­va­ta dal­la scan­ner­iz­zazione, ovvero dal­la reg­is­trazione su matrice elet­tron­i­ca del retro del­la Sin­done. In poche parole, resta­va anco­ra in pie­di un labile dub­bio: se il cada­v­ere fos­se sta­to espos­to sul davan­ti o sul retro. Con questo risul­ta­to, ha det­to Baima Bol­lone, ospite del Lions Club di Sirmione e del­l’In­cres Onlus, si può verosim­il­mente esclud­ere che l’im­mag­ine del cada­v­ere sul telo pos­sa essere sta­ta ottenu­ta con un arti­fi­cio. Ed esclude anche la pos­si­bil­ità di ritoc­chi avvenu­ti dopo il suo rin­ven­i­men­to. «E poi il sangue — ha det­to anco­ra lo scien­zi­a­to — non emerge dal­l’al­tro lato, quel­lo esam­i­na­to con lo scan­ner. Sul­la Sin­done sono state poi trovate trac­ce di polli­ni di tre piante che fior­iscono soltan­to in una ristret­ta area geografi­ca: quel­la attorno a Gerusalemme. E anco­ra — ha pros­e­gui­to Baima Bol­lone — gli arche­olo­gi tes­sili han­no potu­to dimostrare he il telo appartene­va a un tipo di tes­su­to pro­prio del­l’e­poca e lavo­ra­to soltan­to con un tipo di telaio esistente nel­la Valle del Gior­dano». Attra­ver­so l’il­lus­trazione di fotogram­mi, lo stu­dioso tori­nese ha indi­ca­to, con dovizia di par­ti­co­lari, la lun­ga sequela di ele­men­ti che cos­ti­tu­is­cono l’asse por­tante del­l’au­t­en­tic­ità del­la Sin­done. Per esem­pio, la colatu­ra del sangue, la posizione delle ferite mor­tali causate dal­l’in­chio­datu­ra delle mani e dei pie­di di Gesù: tutte immag­i­ni che poi, dal Medio­e­vo in avan­ti, appaiono su dip­in­ti e su mosaici, qua­si che alcu­ni artisti sapessero del­l’e­sisten­za del sacro lenzuo­lo por­ta­to sicu­ra­mente dai Tem­plari dal­la Palesti­na. Infine, sul lenzuo­lo sono state trovate anche trac­ce di due mon­e­tine del­l’e­poca di Tiberio, imper­a­tore romano nel cui peri­o­do venne cro­ci­fis­so Cristo: recano la data del­l’an­no 16 del­l’Im­pero di Tiberio, che cor­risponde grosso modo al 30 d.C. anno in cui cioè gli stori­ci han­no fis­sato la morte di Gesù, nonchè la data: 7 aprile. Baima Bol­lone, 64 anni, ordi­nario di Med­i­c­i­na Legale all’ di Tori­no, è autore di 130 pub­bli­cazioni sci­en­ti­fiche e di 18 lib­ri tradot­ti in numerose lingue. E’ sta­to invi­ta­to a Sirmione dal pres­i­dente del Lions Club, Cresci­ni, e dal prof. Gian Car­lo Quaglia, pres­i­dente del­l’In­cres Onlus di Desen­zano, asso­ci­azione che ha in prog­et­to man­i­fes­tazioni culturali.

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