Il quadro «La lezione della nonna» prestato per una mostra

La tela di Lega in Giappone «testimonial» di Pinocchio

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

«La lezione del­la non­na», il cele­bre quadro di Sil­ve­stro Lega, dona­to nel 1898 al comune aril­i­cense dal­la regi­na Margheri­ta, si tro­va in Giap­pone, dove resterà sino a mar­zo 2005: la tela è sta­ta infat­ti richi­es­ta dal min­is­tero per i Beni e le Attiv­ità cul­tur­ali, Soprint­en­den­za spe­ciale per il Polo muse­ale fiorenti­no, per far parte delle opere del­la mostra «Pinoc­chio: dal­la nasci­ta al pre­sente». «La lezione del­la non­na» è sta­ta con­ces­sa, nel 2000, in presti­to tem­po­ra­neo dal comune alla Gal­le­ria di Palaz­zo For­ti: l’inizia­ti­va era sta­ta pro­mossa dal sin­da­co dopo vani ten­ta­tivi di trovare una col­lo­cazione nel ter­ri­to­rio comu­nale tale da garan­tire la sicurez­za del­la tela. Sei i musei di altret­tante cit­tà nip­poniche che ospit­er­an­no, sino al 13 mar­zo del prossi­mo anno, la mostra che si pre­figge di far conoscere Pinoc­chio in una ter­ra, il Giap­pone, dove il cele­bre per­son­ag­gio è noto uni­ca­mente nel­la ver­sione amer­i­cana di Walt Dis­ney. «E’ la pri­ma vol­ta che una mostra por­ta in Giap­pone il rac­con­to del­la cul­tura toscana del­l’Ot­to­cen­to, peri­o­do in cui vide luce la creazione del cele­bre libro», scrive in una nota l’uf­fi­cio tur­is­mo del comune di Peschiera del Gar­da. La mostra prevede un’ampia sezione di dip­in­ti, la mag­gior parte dei quali presta­ti dal­la Gal­le­ria d’arte mod­er­na di Firen­ze, con vedute toscane e di vita domes­ti­ca: una scelta che pun­ta a illus­trare il luo­go da cui orig­inò l’idea di Pinoc­chio. E pro­prio per la sua ambi­en­tazione domes­ti­ca il quadro, dip­in­to da Lega tra il 1880 e il 1881, è sta­to scel­to dal comi­ta­to sci­en­tifi­co del­l’even­to. «Una notizia che sus­ci­ta sen­ti­men­ti pos­i­tivi ma anche un po’ di ram­mari­co», dice Gior­gio Resi­dori, pres­i­dente del­l’as­so­ci­azione cul­tur­ale Sala stor­i­ca e che da sin­da­co diede parere favorev­ole all’e­s­po­sizione del­la «Lezione» in una mostra svoltasi a Lione. «Ricor­do che all’e­poca assi­cu­ram­mo la tela per una som­ma di cir­ca 700 mil­ioni; si trat­ta decisa­mente di un’­opera impor­tante, soprat­tut­to per il nos­tro comune. E se da un lato la sua pre­sen­za in even­ti di questo richi­amo inter­nazionale ci grat­i­fi­ca», sot­to­lin­ea Resi­dori, «dal­l’al­tro rat­trista il dover con­statare che un cap­ola­voro di tale por­ta­ta non pos­sa essere fruito soprat­tut­to da chi lo ha rice­vu­to in dono, e cioè i cit­ta­di­ni di Peschiera. Un episo­dio che, anco­ra una vol­ta, sot­to­lin­ea in neg­a­ti­vo l’assen­za di un di ques­ta cit­tà, così ric­ca di sto­ria». Un’opin­ione con­di­visa da Umber­to Chin­car­i­ni, che durante il suo sec­on­do manda­to decise la ces­sione in presti­to tem­po­ra­neo a Palaz­zo For­ti. «Si era trat­ta­to di una scelta obbli­ga­ta: il quadro giace­va nel caveau di una ban­ca e non si era trova­ta alcu­na disponi­bil­ità, da parte di enti o isti­tuzioni sua pri­vate che pub­bliche, a col­lab­o­rare per trovare la gius­ta col­lo­cazione per il dip­in­to». «Dip­in­to il cui val­ore viene rib­a­di­to da ques­ta inizia­ti­va e la cosa non può che far­ci piacere; res­ta, però», rib­adisce il sen­a­tore del­la Lega Nord, «l’in­ter­rog­a­ti­vo sulle tante ric­chezze che la sto­ria ha con­seg­na­to alla nos­tra cit­tad­i­na: noi tut­ti dob­bi­amo ren­der­ci con­to del­la grande for­tu­na che abbi­amo, e impeg­nar­ci per­ché vengano val­oriz­zate e conosciute in tut­to il mondo».

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