Epicentro fra Anfo e Capovalle. La scossa avvertita anche sul lago di Garda. Il movimento tellurico è stato d’intensità nettamente inferiore a quello del 24 novembre. Non si registrano danni nè feriti

La terra è ritornata a tremare

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Di Luca Delpozzo
n.s.

La ter­ra è tor­na­ta a tremare. Dal Gar­da alla Valsab­bia una scos­sa di ter­re­mo­to ha mes­so i «bri­v­i­di» al sot­to­suo­lo e alle popo­lazioni già col­pite dal sis­ma del 24 novem­bre. Rispet­to a quel­la scos­sa l’entità del movi­men­to tel­luri­co avvenu­to alle 19.29 di ieri è sta­to decisa­mente minore: gli esper­ti dell’Istituto di Geofisi­ca par­lano di una forza di mag­ni­tu­do 2.7, pari al sec­on­do-ter­zo gra­do del­la scala Mer­cal­li. Quar­an­taquat­tro giorni fa i sis­mo­grafi reg­is­trarono un mag­ni­tu­do del 5,2. Medes­i­mo invece, ma . spie­gano gli esper­ti — non pote­va essere diver­sa­mente, l’epicentro del ter­re­mo­to pos­to a cir­ca sei chilometri da Anfo , con Capo­valle il paese più vici­no alla fonte del sis­ma. La scos­sa di natu­ra ondu­la­to­ria è sta­ta avver­ti­ta dis­tin­ta­mente anche a Vobarno e Toscolano Mad­er no , Gar­done Riv­iera , Gar gnano , Idro , Tre­vi­so Bre sciano e Valvesti­no . L’onda tel­luri­ca si è esauri­ta nel cor­to rag­gio tan­to da essere appe­na per­cepi­ta a Salò , Barghe e Lavenone . In base alle ver­i­fiche com­piute dal­la Sala oper­a­ti­va del Dipar­ti­men­to del­la il movi­men­to sus­sul­to­rio non ha provo­ca­to dan­ni. Even­to «pre­vis­to». Il nuo­vo movi­men­to era sta­to in lin­ea di mas­si­ma pre­vis­to dagli esper­ti: si trat­ta di ass­es­ta­men­to che non super­a­no qua­si mai il ter­zo gra­do del­la scala Richter. Altre scosse era­no state avver­tite in prece­den­za il 26 novem­bre (mag­ni­tu­do 2,7), il giorno suc­ces­si­vo (2,5). Tremori di ass­es­ta­men­to insom­ma e non pro­l­o­go di un sis­ma più vio­len­to. Le reazioni. Nononos­tante la bas­sa inten­sità del movi­men­to tel­luri­co non sono man­cati momen­ti di appren­sione fra gli abi­tan­ti dei pae­si di Gar­da e Valsab­bia, una pau­ra accen­tu­a­ta dal ricor­do del 24 novem­bre. Il nas­tro del­la pau­ra si è improvvisa­mente riav­volto alle 19,30. Il cen­trali­no dei Vig­ili del fuo­co di Salò, Vestone e Bres­cia è sta­to pre­so d’assalto dagli ex-sfol­lati, per­sone rien­trate da poco nelle abitazioni che temevano che la nuo­va scos­sa potesse peg­gio­rare le lesioni provo­cate il 24 novem­bre. Qual­cuno, cre­den­do che il movi­men­to tel­luri­co fos­se il pro­l­o­go a una scos­sa più forte ha volu­to essere tran­quil­liz­za­to tele­fo­nan­do diret­ta­mente alla Prefet­tura. Ma a Salò come in tut­to il resto del­la zona col­pi­ta dal ter­re­mo­to, nè i Vig­ili del fuo­co nè la polizia locale ha dovu­to uscire per effet­tuare sopral­lu­oghi o inter­ven­ti di soc­cor­so. A Capo­valle, Anfo e Gar­done alcune per­sone, soprat­tut­to quelle degli allog­gi ai piani alti degli edi­fi­ci, sono scese in stra­da. Ma la cen­trale oper­a­ti­va del 118 di Bres­cia non ha reg­is­tra­to mal­ori per il pan­i­co anche se l’ansia ha tur­ba­to la ser­a­ta di molte per­sone che ave­vano negli occhi il ricor­do del sis­ma del 24 novem­bre quan­do a pochi sec­on­di dal­la mez­zan­otte quan­do la ter­ra ave­va inizia­to a tremare. La pau­ra, allo­ra, ave­va fat­to river­sare nelle strade migli­a­ia di cit­ta­di­ni. Il ter­re­mo­to, del resto era sta­to avver­ti­to in tut­ta la provin­cia toc­can­do anche il Nord Italia, da Piemonte al Vene­to e all’Alto Adi­ge. Solo il giorno suc­ces­si­vo, le comu­nità si resero con­to del­la por­ta­ta dei dan­ni pari a 200 mil­ioni provo­cati da una scos­sa, dell’intensità pari all’ottavo gra­do del­la scala Mercalli.

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