Solo un mese fa un’altra scossa. Timori tra la popolazione e c’è stato anche chi è sceso per strada

La terra trema ancora. Boato all’alba sul Garda

15/07/2008 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

di La ter­ra trema anco­ra a cav­al­lo tra Gar­da e Valle Sab­bia; la sec­on­da vol­ta nel giro di un mese, e sta­vol­ta con scos­soni che han­no sveg­lia­to di sopras­salto un bel po’ di per­sone. Ieri mat­ti­na, alle 5.51’40”, i sis­mo­grafi dell’Istituto nazionale di geofisi­ca e vul­canolo­gia han­no reg­is­tra­to una scos­sa di ter­re­mo­to di mag­ni­tu­do 3,5 del­la scala Richter, alla pro­fon­dità di due chilometri e 200 metri. L’epicentro: 45,677 lat­i­tu­dine nord e 10,557 lon­gi­tu­dine est. Le local­ità inter­es­sate: San Felice, Salò, Gar­done, Toscolano, Gargnano Valvesti­no, Capo­valle, Idro, Vobarno e Roè Volciano.Nessun dan­no agli immo­bili o alle per­sone, non sono cadu­ti comigno­li, dai tet­ti non si è stac­ca­to nes­sun cor­ni­cione. Ma tut­ti, risveg­liati con un sob­bal­zo, han­no prova­to un grosso spaven­to. La scos­sa, dura­ta pochi sec­on­di, è sta­ta avver­ti­ta in maniera net­ta. Qual­cuno si è driz­za­to sul let­to, altri (pochi, in ver­ità) han­no prefer­i­to scen­dere in stra­da, in atte­sa del peggio.«Io – dirà più tar­di una sig­no­ra — ten­go una valiget­ta appog­gia­ta alla parete del­la cam­era, con gli indu­men­ti stret­ta­mente nec­es­sari. Dopo la brut­ta espe­rien­za di quat­tro anni fa, meglio essere pron­ti a ogni eve­nien­za. Sta­vol­ta mio figlio mi ha sveg­li­a­ta, ma, dopo avere trat­tenu­to il respiro per qualche istante, non ci è sem­bra­to il caso di dram­ma­tiz­zare». Ricor­diamo che il 24 novem­bre 2004 la mag­ni­tu­do fu di 5,2.Lo scor­so 17 giug­no (mart­edì, alle 20.22’) e qualche ora dopo (alle 2.10’ del­la notte) ci furono due scosse: la pri­ma di entità 2,8, la sec­on­da di 2,6. Con­sid­er­a­to che ieri si sono rag­giun­ti i 3,5, chiedi­amo al geol­o­go Piero Fiac­caven­to se non ci sia da temere il peg­gio. «No, nes­suna pau­ra – risponde l’esperto, che invi­ta alla tran­quil­lità -. Si trat­ta di una cosa nor­male in una zona atti­va. Nel 2008, tra l’Emilia e la pia­nu­ra Padana, abbi­amo reg­is­tra­to 13 ter­re­moti, tra il 2,3 e il 3,5. E sem­pre ieri ce ne sono sta­ti in Sicil­ia, a Milaz­zo (2,7), e in Lig­uria (2,5). Bisogna man­tenere la cal­ma, e con­vi­vere con ques­ta situ­azione. Con­siglio la gente di scen­dere in stra­da, e di fer­mar­si in mez­zo a una piaz­za, evi­tan­do di met­ter­si trop­po vici­no alle abitazioni». Fiac­caven­to spie­ga che esistono due faglie: una scende dalle Giu­di­carie lun­go la Valle Sab­bia; l’altra, dal pas­so del Balli­no, si col­le­ga con quel­la del Sar­ca, e arri­va davan­ti a Toscolano Mader­no, dove si divide (una pun­ta ver­so il gol­fo di Salò, le altre ver­so l’isola Cavaz­za e Maner­ba). «La spon­da veronese del Gar­da spinge sot­to la bres­ciana, e ques­ta, a sua vol­ta, si accav­al­la sopra – con­clude il geol­o­go-. Così le frat­ture trasver­sali provo­cano vibrazioni. Ma non è il caso di temere. La ter­ra è sem­pre in movi­men­to».