La riflessione per immagini dei due pozzolenghesi sulla Casa di riposo di Solferino

La terza età di Pironi e Petrò

28/12/2008 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
S.S.

Alla Casa di Riposo di Solferi­no è sta­to pre­sen­ta­to un lavoro fotografi­co inti­to­la­to «Terza Età — La come niti­da rif­les­sione», rac­colto in una pic­co­la pub­bli­cazione. Gli autori sono Dario Pironi, fotografo pro­fes­sion­ista, e Fed­eri­co Petrò, gio­vane appas­sion­a­to di fotografia, entram­bi bres­ciani di Pozzolengo.L’ idea è nata a Dario Pironi, che spes­so col­lab­o­ra con l’ ammin­is­trazione comu­nale di Solferi­no, paese man­to­vano, ma vici­no a Poz­zolen­go. Dopo aver fre­quen­ta­to alcune volte la Casa di Riposo ed essendo spes­so in con­tat­to con l’ ammin­is­trazione comu­nale ha pro­pos­to agli ammin­is­tra­tori di fare un lavoro sug­li anziani del­la Casa di Riposo. L’ idea è sta­ta accol­ta dal­la sig­no­ra Orazia Mascagna, sin­da­co di Solferi­no. Il pri­mo cit­tadi­no scrive ai solfer­i­ne­si: «L’ ammin­is­trazione comu­nale vi invia per le feste un opus­co­lo con delle foto sig­ni­fica­tive. Sono ded­i­cate a uno dei tesori più preziosi che la nos­tra comu­nità possiede: gli anziani. Sono col­oro che han­no vis­su­to, lavo­ra­to e affronta­to le fatiche del vivere pri­ma di noi. Noi tut­ti dob­bi­amo tenere in grande con­sid­er­azione queste per­sone, la loro espe­rien­za, la loro saggez­za e i loro con­sigli. Ascoltar­li può essere un modo intel­li­gente per ringraziar­li e per far­gli sapere che sono un bene a cui tut­ti noi siamo affezionati e soprat­tut­to, che sono «per­sone» anco­ra utili». Con­cetti rib­a­di­ti da Dario Pironi agli anziani pre­sen­ti all’incontro e al sin­da­co Orazia Mascagna. Bel­la anche la pre­fazione di Basilio Rodel­la che scrive: «Età…forse terza, forse quar­ta… o pri­ma, che impor­ta? Che impor­ta poi l’ età del cor­po, del­lo spir­i­to, del­la mente … del­la sper­an­za. Sper­an­za di vita». «La fotografia come niti­da rif­les­sione» è uno spi­raglio su un mon­do dove pen­sieri, rughe, affet­ti, sper­anze, sguar­di e… ricor­di si incro­ciano. Il lavoro di Dario e Fed­eri­co ci antic­i­pa il nos­tro futuro; se avre­mo la for­tu­na di vivere a lun­go».

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