Il comitato presieduto da Malfer chiede al Comune di acquistarla e ristrutturarla

La torre di Caneve ormai è ridotta ad un rudere cadente

09/09/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
cad.

«La sec­o­lare torre è diven­ta­ta un rud­ere cadente e, tra l’in­sen­si­bil­ità del­l’ente pub­bli­co, si sta sgre­tolan­do. E’ ormai ques­tione di poco tem­po, poi, inesora­bil­mente, sarà un ammas­so di pietre». E’ Sil­vio Malfer, pres­i­dente del comi­ta­to di quartiere spon­ta­neo di Can­eve a lan­cia­re l’al­larme, anzi a ripeter­lo, per ques­ta tes­ti­mo­ni­an­za del pas­sato pos­ta nel­la cam­pagna nelle vic­i­nanze del­la frazione. «Non ho avu­to la pos­si­bil­ità di appren­dere notizie storiche sul­la torre di orig­ine rinasci­men­tale con prob­a­bili col­lega­men­ti ai con­ti d’Ar­co — com­men­ta Malfer — ma, a det­ta di diver­si abi­tan­ti del­la zona, va sal­va­guar­da­ta per l’o­rig­i­nal­ità e la vetustà. Se restau­ra­ta, potrà diventare un’at­trazione inseren­dola nel pro­gram­ma, già avvi­a­to, di rilan­cia­re tur­is­ti­ca­mente Arco all’in­seg­na del­la sto­ria locale. Lo con­fer­ma l’i­nat­te­so affol­la­men­to che sta aven­do il castel­lo, anche se ridot­to allo «scheletro». Per Malfer esistono altri ele­men­ti. L’abi­ta­to di Can­eve, con notevoli tes­ti­mo­ni­anze di epoca rinasci­men­tali e con la chieset­ta di S.Rocco con affres­chi di scuo­la del Man­teg­na, è una meta fre­quen­ta­ta di vis­i­ta­tori. «Il pro­pri­etario del­la diroc­ca­ta costruzione è dis­pos­to a ced­er­la assieme al ter­reno d’ac­ces­so. Alcu­ni anni fa la giun­ta comu­nale mise a bilan­cio, se non erro, una deci­na di mil­ioni per avviare l’«operazione torre». Poi nul­la. E’ ben vero che tem­po fa con l’asses­sore Ste­fano Bres­ciani ave­vo accom­pa­g­na­to un diri­gente dei beni cul­tur­ali del­la Provin­cia in sopral­lu­o­go di quel che rimane del­la torre. L’es­per­to ritenne ecces­sivi i costi per sis­temare le «quat­tro mura». Bisogna ver­i­fi­care in quale con­testo l’es­bor­so avver­rà. No nel­l’ot­ti­ca provin­ciale dove ben altre sono le pri­or­ità. Si «se la spe­sa vale la can­dela», ossia se ver­rà rip­a­ga­ta dal pre­vis­to richi­amo turistico».