I tecnici di Ankara sono tra i migliori al mondo e riescono a simulare anche condizioni meteo estreme. Una burrasca aveva danneggiato alcune barche che erano ormeggiate

La Turchia per salvare il porto

19/06/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Luca Belligoli

Durante le ultime bur­rasche alcune imbar­cazioni ormeg­giate a Navene han­no subito dan­ni. «Nul­la di grave», assi­cu­ra Mar­co Car­let­to con­sigliere del­la soci­età che gestisce la nuo­va mari­na di Navene cos­ti­tui­ta al 51 per cen­to dal Comune di Mal­ce­sine e al 49 per cen­to dal­la Fraglia vela Mal­ce­sine. «Questi fat­ti comunque ci spro­nano ancor più a puntare sul­la qual­ità e sul­la fun­zion­al­ità del por­to». Per scon­giu­rare peri­coli e assi­cu­rare un futuro sicuro e pros­pero alla nuo­va mari­na di Navene è sta­ta affi­da­ta la super­vi­sione del­la prog­et­tazione e del­la costruzione del nuo­vo por­to a uno stu­dio tec­ni­co tur­co. «Il nos­tro scopo è quel­lo di met­tere in fun­zione una strut­tura por­tuale d’eccellenza», spie­ga Mar­co Car­let­to, «per questo abbi­amo volu­to tute­lar­ci già in fase con­trat­tuale con la dit­ta che ha in appal­to i lavori. Ad Ankara in Turchia opera un cen­tro di ricer­ca spe­cial­iz­za­to nel­la costruzione di por­ti che è tra i migliori al mon­do». «Quei tec­ni­ci», pros­egue Car­let­to, «sono in gra­do di sim­u­la­re anche con­dizioni metere­o­logiche estreme con mod­el­li­ni in scala e poi di con­statarne le con­seguen­ze. Ciò ci ha per­me­s­so anche di ver­i­fi­care che alcu­ni para­metri nel­la pri­ma fase di costruzione del nuo­vo por­to non era­no sta­ti rispet­tati e quin­di siamo inter­venu­ti appor­tan­do le nec­es­sarie miglior­ie. A chi acquista i posti bar­ca vogliamo offrire tutte le garanzie pos­si­bili. Non pos­si­amo per­me­t­ter­ci di sbagliare, anche per­ché sti­amo operan­do in regime di project financ­ing il che pre­sup­pone che buona parte delle risorse finanziarie si reperiscano sul mer­ca­to, ovvero venden­do i posti bar­ca». La pro­ce­du­ra di costruzione prevede in ogni fase uno stu­dio di fat­tibil­ità, cui segue una ver­i­fi­ca sim­u­la­ta in vas­ca. E solo se in segui­to alle rel­a­tive ver­i­fiche il risul­ta­to è pos­i­ti­vo si con­cretiz­zano i lavori. «Abbi­amo avu­to qualche prob­le­ma nell’ancoraggio dei pon­toni gal­leg­gianti del pen­nel­lo nord per­ché quan­do sono sta­ti effet­tuati il liv­el­lo dell’acqua del lago era trop­po bas­sa», spie­ga Lui­gi Bre­sao­la con­sigliere del­la soci­età di ges­tione del­la nuo­vo por­to di Navene per con­to del­l’Am­min­is­trazione comu­nale. «Nel­la boc­ca di por­to sud invece si è dovu­to pro­cedere alla mod­i­fi­ca del pro­fi­lo del pen­nel­lo», con­tin­ua Bre­sao­la. «Ora però la situ­azione è sta­ta nor­mal­iz­za­ta e i lavori stan­no proce­den­do sec­on­do quan­to pre­vis­to dal capi­to­la­to. Il nuo­vo por­to per il Comune di Mal­ce­sine è un’importante risor­sa che qual­i­ficherà ancor più l’offerta tur­is­ti­ca. Non solo. Svol­gerà anche un impor­tante ruo­lo a servizio del­la nos­tra comu­nità. Gli spazi in cui sarà col­lo­ca­ta la nuo­va sede del­la Fraglia vela sono poli­valen­ti e si prester­an­no ad usi diver­si». «Tra qualche giorno si inizier­an­no a montare i sup­por­ti lamel­lari che soster­an­no la cop­er­tu­ra dell’edificio cen­trale», dice Gian­ni Tes­ta pres­i­dente del­la Fraglia vela Mal­ce­sine. «Intan­to è ter­mi­na­ta la costruzione dei garage e sta pros­eguen­do a pieno rit­mo quel­la del por­to. Il nos­tro pri­mo test lo avre­mo tra qualche set­ti­mana, dal 3 al 10 luglio, quan­do ospiter­e­mo il Cam­pi­ona­to del mon­do H Boat. La ven­di­ta dei posti bar­ca, che com­p­lessi­va­mente sono 180, sta andan­do piut­tosto bene. Sono andati a ruba quel­li che abbi­amo offer­to ai soci sosten­i­tori con la for­mu­la dieci anni più due, 35 in tut­to. Com­p­lessi­va­mente ne sono sta­ti asseg­nati sino­ra 110. Entro l’autunno con­ti­amo di com­pletare l’opera». Il prog­et­to del­la nuo­va sede del­la Fraglia, inti­to­la­ta a Simone Lom­bar­di, prevede che sarà col­lo­ca­ta sot­to una verdeg­giante e sin­u­osa col­li­na a ridos­so del lago. La super­fi­cie cop­er­ta è di 1.147 metri qua­drati, la vol­ume­tria com­p­lessi­va di 2.671 metri cubi e l’altezza mas­si­ma del­la costruzione è di 4 metri e mez­zo. I mate­ri­ali uti­liz­za­ti sono leg­no, pietra e vetro. Sot­to la col­li­na erbosa, che sarà sostenu­ta da archi­travi in leg­no, tro­ver­an­no pos­to gli spoglia­toi e i servizi (maschili e fem­minili), i locali per i comi­tati di rega­ta, gli uffi­ci, l’abitazione del cus­tode, la sale riu­nioni e quel­la polifun­zionale, il bar e il ris­torante, una grande hall vetra­ta con vista a lago, la sede delle altre asso­ci­azioni sportive, la sala stam­pa, oltre ai mag­a­zz­i­ni e ad altri locali di servizio. Com­pleter­an­no le dotazioni una gru e tre scivoli per l’alaggio delle imbar­cazioni, due gran­di piaz­za­li per tenere in sec­ca le barche. I parcheg­gi per gli autove­icoli sono a due piani (1.844 metri qua­drati la super­fi­cie cop­er­ta). È pre­vista anche la costruzione di un pas­sag­gio pedonale lun­go la lin­ea di cos­ta e la piantu­mazione su tut­ta la super­fi­cie del lot­to (oltre 11mila metri qua­drati) di cipres­si, lec­ci e ulivi.