La vita del burattino di Ivano Rota

07/08/2017 in Attualità
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Di Luigi Del Pozzo

I suoi burat­ti­ni sono tut­ti di leg­no, scol­pi­ti e dip­in­ti da lui stes­so, di gran­di dimen­sioni sec­on­do la tradizione berga­m­as­ca. E Tru­ci­o­lo, gar­zone di bot­te­ga nato nel 2000, adot­ta­to da Can­tù come burat­ti­no del­la cit­tà, è oggi l’in­ter­prete delle sto­rie e delle leggende del­la Bri­an­za e del lago di Como. Ivano Rota, burat­ti­naio, scul­tore, pit­tore e scrit­tore, con­duce mart­edì 8 agos­to all’ex casa Colli­ni (accan­to a Palaz­zo dei Pan­ni) ad Arco il lab­o­ra­to­rio-dimostrazione per gio­vani e adul­ti «La vita del burat­ti­no», in cui riper­corre tutte le fasi del­la nasci­ta di un burat­ti­no, dal­la costruzione all’an­i­mazione. Dalle 9.30 alle 14.30; parte­ci­pazione lib­era su iscrizione (tel. 329 2119161).

Il lab­o­ra­to­rio è aper­to a tut­ti, pen­sato in par­ti­co­lare per inseg­nan­ti e gen­i­tori, oper­a­tori ed edu­ca­tori sociali.

Ivano Rota

Nei prim­is­si­mi anni Novan­ta la pas­sione di Ivano Rota per il teatro e la scul­tura tro­va una pri­ma for­ma conc­re­ta nel teatro di figu­ra, in par­ti­co­lare nel teatro dei burat­ti­ni, con la nasci­ta del­la com­pag­nia “Teatro dei burat­ti­ni di Ivano Rota”, che parte­ci­pa ai mag­giori fes­ti­val e rasseg­ne d’I­talia. Il pri­mo per­son­ag­gio inven­ta­to da Rota, Gnoc­co, deve il nome al bernoc­co­lo che por­ta in tes­ta, per il quale è da tut­ti can­zona­to. Gnoc­co è un diver­so che, in una soci­età che tende sem­pre più a uni­for­mare gli indi­vidui, vuole urlare la sua diver­sità, tan­to che ce l’ha scol­pi­ta addirit­tura nel… leg­no. Le maschere, fin dal suo pri­mo esor­dio come burat­ti­naio, sono una pre­sen­za costante negli spet­ta­coli di Ivano Rota, che ver­so la fine degli anni Novan­ta decide di creare un pro­prio per­son­ag­gio più vici­no anco­ra al suo pen­siero, e soprat­tut­to in gra­do di ripren­dere le tradizioni del­la pro­pria ter­ra: la Bri­an­za.

È così che nel gen­naio del 2000 viene alla luce Tru­ci­o­lo, eroe popo­lare, per­son­ag­gio emblem­ati­co di ques­ta ter­ra: il faleg­name. È il gar­zone di bot­te­ga che tut­ti pos­sono riconoscere, per­ché a Can­tù come in Bri­an­za tut­ti han­no avu­to un papà, un fratel­lo o uno zio faleg­name. L’unico sfor­zo che occorre fare per com­pren­der­lo, è asso­cia­re l’idea dell’eroe con quel­la del faleg­name. I faleg­na­mi del­la Bri­an­za sono sta­ti i veri eroi, quel­li che han­no trasfor­ma­to un mon­do fat­to di sten­ti e pri­vazioni, quel­lo del­la realtà con­tad­i­na del­la mez­zadria dell’Ottocento, in una soci­età ric­ca ed effi­ciente. Oggi Tru­ci­o­lo, le cui avven­ture sono sem­pre più numerose e diverse, è conosci­u­to da ogni bam­bi­no del­la cit­tà di Can­tù, per i quali non è un burat­ti­no di leg­no ma un per­son­ag­gio vivo che par­la e li fa sor­rid­ere.

Negli anni, a Ivano Rota si sono affi­an­cati in barac­ca pri­ma la moglie Clau­dia, poi i figli Ste­fano e Mad­dale­na, quin­di anche la più pic­co­la, Ele­na. Poi i prog­et­ti si sono ampliati e dif­feren­ziati, e si sono aggiun­ti Mon­i­ca Can­ce­li­er, Fab­rizio Bif­fi e Simona Gal­li. Più avan­ti la spal­la di Ivano Rota è diven­ta­to Nino Franchi, che lo ha aiu­ta­to anche nel­la costruzione di numerose attrez­za­ture di sce­na. Le musiche di tut­ti i suoi spet­ta­coli sono di Michele De Duon­ni. Nel 2002 è nata l’associazione cul­tur­ale “Teste di leg­no per il mon­do”, un grup­po di ami­ci aman­ti del teatro e dei burat­ti­ni, del­la quale Ivano Rota è pres­i­dente. Dal 2006 è socio Uni­ma, l’U­nione inter­nazionale del­la mar­i­onet­ta.

 

L’O­ra dei burat­ti­ni
Dai burat­ti­ni alle mar­i­onette, dal teatro di stra­da a quel­lo di figu­ra, il tut­to con alcune delle com­pag­nie più impor­tan­ti d’I­talia e con burat­ti­nai che han­no fat­to la sto­ria e altri, molto gio­vani, che la stan­no inizian­do. In più, novità quest’an­no, uno spet­ta­co­lo di teatro dis­eg­na­to. «L’O­ra dei burat­ti­ni» sostiene e val­oriz­za un’arte anti­ca e affasci­nante, fat­ta di sapien­za e man­u­al­ità, di pas­sione , lon­tana dal­l’odier­na tec­nolo­gia ma anco­ra in gra­do di entu­si­as­mare i più pic­coli e i loro gen­i­tori. Ogni anno, infat­ti, il fes­ti­val richia­ma un pub­bli­co foltissi­mo di bam­bi­ni e di gen­i­tori, in media 150 a spet­ta­co­lo, con punte supe­ri­ori a 300. Gli spet­ta­coli si svol­go­no nelle piazze, nei parchi, nei cor­tili delle scuole e in riva al lago, come tradizione affi­an­cati dai lab­o­ra­tori per bam­bi­ni e da un lab­o­ra­to­rio per gio­vani e adul­ti. Tutte le pro­poste sono a ingres­so gra­tu­ito e si svol­go­no anche in caso di piog­gia, in una sede alter­na­ti­va.

La rasseg­na, pro­mossa dalle Ammin­is­trazioni comu­nali di Arco, Riva del Gar­da e Nago-Tor­bole, è cura­ta dal­l’as­so­ci­azione teatrale Iri­de e ha il patrocinio di Uni­ma (Unione inter­nazionale del­la mar­i­onet­ta) e di Unicef (Unit­ed nations inter­na­tion­al chil­dren’s emer­gency fund). «L’Óra dei burat­ti­ni» rac­coglie fon­di per l’ Unicef, des­ti­nati al prog­et­to “Emer­gen­za Italia”, inizia­ti­va di sosteg­no ai bam­bi­ni migranti, soli e in peri­co­lo. Col­lab­o­ra­no le asso­ci­azioni Gio­vani Arco, Grup­po Inizia­tive Varone, Viviri­one e Pro San­t’A­lessan­dro.

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