Il livello sui 130 centimetri non è da allarme ma l’amministrazione si trova a fare i conti con diversi danni. Tra i problemi principali la necessità di rifare in parte la posa di tubi sul lungolago a nord di Castelletto

L’acqua alta del lagoerode spiagge e muri

28/02/2009 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

’onda alta del Gar­da sta ero­den­do le spi­agge e sta dan­neg­gian­do i muret­ti di pro­tezione, oltre ai fran­gi-onda, in diver­si trat­ti delle passeggiate.Non si trat­ta di una vera emer­gen­za, per­ché il liv­el­lo aggior­na­to a ieri mat­ti­na è di 130,60 cen­timetri sopra lo zero idromeri­co di Peschiera e quin­di sot­to alla soglia di atten­zione dei 140, ma comunque i dan­ni si com­in­ciano a contare.Poco a nord di Castel­let­to all’altezza del biv­io per salire a Marni­ga, le spi­agge si sono in alcu­ni casi dimez­zate di larghez­za. La causa è il forte moto ondoso spin­to dal ven­to costante. Più di tut­ti è forse il Pelèr, che sof­fia ogni mat­ti­na da nord a sud. Dove pri­ma c’era spi­ag­gia, una sor­ta di risac­ca sim­i­le a quel­la mari­na ha las­ci­a­to cumuli di ghi­a­ia o, diret­ta­mente, ha rov­ina­to le mura­ture a pro­tezione del col­let­tore o del­la passeggiata.Ciò avviene in vari pun­ti del capolu­o­go ma, con mag­giore evi­den­za, subito a nord di Castel­let­to. Si con­tano ero­sioni, pic­coli smot­ta­men­ti dei mas­si, escav­azioni da sot­to e da dietro dei fran­gi-onda non cemen­tati, dove l’acqua si insinua.«In effet­ti», ha ammes­so l’assessore ai lavori pub­bli­ci, Davide Benedet­ti, «l’onda alta sta cre­an­do seri prob­le­mi, specie nei pun­ti in cui non si trovano muratu­ra o fran­gi-flut­ti fis­sati al suo­lo. Il ven­to e l’acqua han­no cre­ato dan­ni ai lavori di posa delle tuba­ture che dovran­no con­tenere i fili elet­tri­ci nel trat­to di spi­ag­gia a nord dell’abitato di Castel­let­to, dove si sta­va proce­den­do con la mes­sa in sicurez­za del­la spi­ag­gia». In quel trat­to oggi molto è da rifare.«Ci siamo già atti­vati», ha det­to il sin­da­co, Gia­co­mo Simonel­li, «e abbi­amo chiesto alla di fare un deciso inter­ven­to per­ché il Con­sorzio del Min­cio, l’Agenzia per il Po e l’ si accordi­no per aumentare il deflus­so dell’acqua ver­so le cam­pagne del mantovano».«Lo sciogli­men­to delle nevi e una pri­mav­era piovosa potreb­bero ulte­ri­or­mente com­pro­met­tere la situ­azione. Solo un liv­el­lo del Gar­da più bas­so può lim­itare o far ces­sare l’ulteriore aggravio dei danni».«Il Po, in questi giorni di bel tem­po, può tran­quil­la­mente smaltire le ecce­den­ze che sono pari a 30- 50 cen­timetri», chi­ude Simonelli.Nei giorni scor­si la rispos­ta dal­la Comu­nità del Gar­da non si è fat­ta atten­dere e il pres­i­dente Aventi­no Frau ha scrit­to: «Ci erava­mo atti­vati anche pri­ma del­la let­tera del comune di Bren­zone e, dopo quel­la, abbi­amo ulte­ri­or­mente sol­lecita­to le autorità».Così, dal­la diga a sud del Gar­da, «dal 23 feb­braio e epr alcu­ni giorni sono defluiti non più 30 ma 70 metri cubi d’acqua al sec­on­do». Anco­ra Frau: «Alla fine di mar­zo, comunque, si ter­rà un con­veg­no, orga­niz­za­to dal nos­tro Ente, che affron­terà pro­prio i prob­le­mi dei liv­el­li del Garda».Da anni si par­la di mod­i­fi­care le regole gra­zie alle quali si decide di aumentare o diminuire i liv­el­li del lago di Garda.Di fat­to, oggi i comu­ni riv­ieraschi sono sem­pli­ci spet­ta­tori di quan­to accade in casa loro, men­tre la rego­lazione dei rubi­net­ti, nel vero sen­so del ter­mine, è decisa dall’ Agen­zia inter­re­gionale per il fiume Po. Che però ha sede a Man­to­va e non ha la percezione esat­ta di quan­to stia acca­den­do sul lago di Gar­da. Per questo moti­vo i liv­el­li ven­gono rego­lati spes­so in base soprat­tut­to alle esi­gen­ze irrigue delle cam­pagne del man­to­vano, più che rifer­en­dosi agli inter­es­si dei pae­si che si affac­ciano sul­la riv­iera del lago di Gar­da.