Il bilancio delle analisi dell’Asl Balneabile l’intero litorale bresciano. Fa eccezione S. Giulia

L’acqua del lago? Gode ottima salute

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Chi­ude in bellez­za la sta­gione bal­n­eare del lago di Gar­da. Non cer­to per l’an­da­men­to tur­is­ti­co, quan­to per la qual­ità delle sue acque mai mes­sa in dis­cus­sione, né mai sce­sa al di sot­to del­la soglia di crit­ic­ità. Un 2004, insom­ma, da incor­ni­cia­re. E’ di ieri uno degli ulti­mi bol­let­ti­ni diram­a­to dal­la Seg­rete­ria Ambi­en­tale cos­ti­tui­ta pres­so la con cui viene resa nota la con­sue­ta situ­azione delle acque di bal­neazione del­l’in­tero baci­no del Gar­da, dunque com­pren­si­va anche delle sponde trenti­na e vene­ta. Ebbene, una sola la spi­ag­gia risul­ta­ta vieta­ta ai bag­ni: la loc. Ser­mana di Peschiera. Tutte le altre, ovvero 123 dis­tribuite fra le tre province, sono per­fet­ta­mente bal­ne­abili. L’u­ni­ca eccezione è la spi­ag­gia di San­ta Giu­lia a Padenghe che è sta­ta preclusa ai bag­ni per tut­ta la sta­gione con decre­to del­la risalente all’inizio del­l’an­no, per effet­to degli esi­ti analiti­ci del 2003. Tut­to il 2004, comunque, è sta­to seg­na­to da un eccel­lente anda­men­to del­la bal­ne­abil­ità. Solo in un paio di occa­sioni, due o più spi­agge sono risul­tate tabù. La spon­da che ha fat­to reg­is­trare il miglior pri­ma­to è sta­ta cer­ta­mente quel­la bres­ciana. L’in­tero litorale, con 52 local­ità, si è pre­sen­ta­to, infat­ti, pres­soc­chè bal­ne­abile da mar­zo a set­tem­bre. Eppure, i para­metri fis­sati dal­la nos­tra nor­ma­ti­va sono molto più rigi­di di quel­li adot­tati negli altri Pae­si dell’ UE. Un esem­pio? Per far scattare un divi­eto, i col­ifor­mi fecali totali su 100/ml in Italia devono essere 2000, men­tre in un altro Paese europeo ne occor­rono 10.000, i col­ifor­mi fecali/100 ml devono essere 100 con­tro 2.000 e così via. Il record di quest’an­no era sta­to già rag­giun­to nel 2002 e bis­sato lo scor­so anno, pur in pre­sen­za del­l’ec­cezionale sic­c­ità che fat­to pian­gere gli agri­coltori per le pesan­ti riper­cus­sioni sui rac­colti. Quest’an­no, poi, non si sono lamen­tati casi di «grat­taro­la» e di insor­gen­za di der­mati­ti, oppure di svilup­po abnorme di erbe macrof­ite, una specie di «mucil­lagine» garde­sana che ave­va desta­to pre­oc­cu­pazione e scate­na­to inter­rog­a­tivi. Da notare, inoltre, che Sirmione per il ter­zo anno con­sec­u­ti­vo si è mer­i­tata­mente guadag­na­to la euro­pea, un sim­bo­lo di garanzia ambi­en­tale che può benis­si­mo essere issato sul resto del lago di Gar­da, almeno sot­to il pro­fi­lo del­lo sta­to di salute delle sue acque. A deter­minare ques­ta situ­azione sono sta­ti almeno due fat­tori: la con­tin­ua cam­pagna di sen­si­bi­liz­zazione e la costante atten­zione attuate negli anni dal­la Comu­nità del Gar­da, e il com­ple­ta­men­to delle reti fog­nar­ie dei Comu­ni riv­ieraschi. Qual­cuno, un po’ impru­den­te­mente e affret­tata­mente, ave­va fat­to salire sul ban­co degli impu­tati anni addi­etro i moto­scafi, quali respon­s­abili del­l’in­quina­men­to che il Gar­da man­i­fes­ta­va allo­ra. Un’ac­cusa che, invece, si è riv­e­la­ta infon­da­ta. Piut­tosto, i prin­ci­pali indiziati era­no, e restano, gli scoli e gli scarichi abu­sivi che ver­sano a lago sostanze inquinan­ti di ogni genere da ogni parte del­l’en­troter­ra e l’assen­za di una coscien­za ambi­en­tal­ista in molti tur­isti «mor­di e fuggi».

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