Gli abitanti avevano segnalato l’uscita di sedimenti dal rubinetto. Lo confermano le analisi dell’Ulss 22 e gli esperti di Ags

L’acqua di Pacengo è perfetta

30/06/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
(s.b.)

Le pre­oc­cu­pazioni del­la popo­lazione di Pacen­go intorno all’acqua pota­bile ero­ga­ta dall’acquedotto comu­nale e dall’Ags sono infon­date: l’acqua è per­fet­ta­mente pota­bile. Lo assi­cu­ra il dot­tor Gio­van­ni San­dri, respon­s­abile del servizio igiene pub­bli­ca dell’Ulss 22, al ter­mine degli esa­mi su tut­ta la rete idrica.Spiega: «Non vi è nes­sun tipo di impli­cazione sul­la salute umana a fronte dei sed­i­men­ti di fer­ro rin­venu­ti nel­la tuba­ture dell’acquedotto a Pacen­go: queste sostanze non sono dis­ci­olte nell’acqua ma fuori­escono con essa al momen­to dell’utilizzo. Si trat­ta delle tuba­ture in fer­ro, vetuste fin che si vuole, ma non mal­sane. La pre­sen­za in forte per­centuale di cal­care non provo­ca cal­colosi». Si trat­ta di un’acqua dura, che aiu­ta a pre­venire l’osteoporosi.Anche l’Ags con­fer­ma la qual­ità dell’acqua di Pacen­go. «Abbi­amo anal­iz­za­to i cam­pi­oni for­niti­ci da alcu­ni cit­ta­di­ni di Pacen­go», spie­ga l’ingegnere Pao­lo Varot­to, «e assi­curo che i sed­i­men­ti rin­venu­ti sono fiso­logi­ci e non han­no impli­cazioni per la salute. Il fenom­e­no si è evi­den­zi­a­to, a Pacen­go, per­ché l’acqua ero­ga­ta fino a poche set­ti­mane fa proveni­va dal poz­zo di Ca’ Erminia e per cadu­ta, in zona Le Tende, trasci­na­va data la forte pen­den­za alcu­ni pic­col­is­si­mi sed­i­men­ti di fer­ro pre­sen­ti nelle tuba­ture. Adesso con la chiusura di ques­ta rete e la mes­sa in fun­zione del nuo­vo poz­zo in local­ità Le Greghe, vici­no agli impianti sportivi, l’acqua è puris­si­ma, viva, sana, di otti­ma qual­ità. E’ sta­to effet­tua­to lo spur­go in zona Gas­co e la rete dis­trib­u­ti­va idri­ca è per­fet­ta». «Del resto», con­tin­ua Varot­to, «anche quan­do chi­u­di­amo l’impianto di casa per un’assenza e al ritorno lo riapri­amo, i pri­mi flut­ti dan­no un’acqua col­or marrone».