L’Asl informa che scendono da 18 a 13

L’acqua è più pulita Spiagge fuori legge in diminuzione

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Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

Sta già miglio­ran­do la bal­ne­abil­ità del . Ad appe­na sei giorni dal­l’ul­ti­mo dis­as­troso bol­let­ti­no dif­fu­so dal­l’Asl di Bres­cia, in cui ben 18 spi­agge sulle 52 era­no risul­tate fuori nor­ma, ieri la stes­sa Asl con un’in­soli­ta rapid­ità ha comu­ni­ca­to la nuo­va situ­azione: il numero delle spi­agge vietate è sce­so a 13 (di cui due precluse dal­l’inizio del­la sta­gione). Queste le non bal­ne­abili: lido di Lona­to; S.Giulia, Por­to Garu­ti e S. Cas­siano (Padenghe); Madon­na del­la Neve (Moni­ga); Cimitero e Rive Gran­di (Salò); Cas­inò e Fasano (Gar­done); Lido Azzur­ro, Vil­la Adele, Cantieri Gar­da e Reli­gione (Toscolano Mader­no). Tut­to bene, invece, a Sirmione, Desen­zano, Maner­ba, S. Felice, Gargnano, Tig­nale, Tremo­sine e Limone. Pres­soc­chè invari­a­ta la situ­azione anche sul­la cos­ta veronese: proib­ite cinque spi­agge chiuse a Peschiera e una spi­ag­gia di Castel­n­uo­vo. Il resto del litorale è, per­tan­to, bal­ne­abile. Tor­na così un pò il sor­riso sul volto degli oper­a­tori tur­is­ti­ci e ammin­is­tra­tori del Gar­da che, dopo le con­seguen­ze del nubifra­gio del 4 agos­to, han­no dovu­to fare i con­ti anche con l’in­quina­men­to delle acque del lago. A scatenare il putife­rio ambi­en­tale sono state le copiose piogge del­l’ul­ti­mo mese che han­no deter­mi­na­to lo sver­sa­men­to nel lago di parte del mate­ri­ale inquinante delle con­dotte fog­nar­ie di alcune local­ità. Un inquina­men­to che, però, non è appar­so alta­mente noci­vo. Tan­to per usare lo stes­so ter­mine del dot­tor Ange­lo Benedet­ti, respon­s­abile del Dis­tret­to San­i­tario di Salò, si è trat­ta­to di «acqua sporca». In caso con­trario, se ci fos­se sta­ta un’al­ta con­cen­trazione bat­ter­i­ca, i col­ife­cali sarab­bero sta­ti in numero ben più ele­va­to di quel­lo invece emer­so dai cam­pi­oni. Tra l’al­tro la leg­is­lazione ital­iana in mate­ria è la più rigi­da in Europa. Quin­di, è bas­ta­to quel poco per far scattare il divi­eto su molte spi­agge. Adesso il ris­chio mag­giore è che, a causa del ripeter­si dei divi­eti, alcune local­ità pos­sano finire nel­l’e­len­co «nero» che a fine sta­gione viene sti­la­to dal­la Regione. E nel 2003 cor­rereb­bero il peri­co­lo di restare chiuse per l’in­tera estate.

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