Ambiente & Risorse. I Lions invitano a considerare con attenzione gli effetti sul territorio. Eccessive competenze non permettono di gestirla in modo efficace

L’acqua ha troppi padroni Meno business, più intelligenza

20/04/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Garda

L’ac­qua, da sem­pre ele­men­to fon­da­men­tale per l’ uomo, è sta­ta al cen­tro di una gior­na­ta di stu­di svol­ta al pala­con­gres­si del cen­tro lacus­tre. Il con­veg­no, orga­niz­za­to dai Lions clubs dis­tret­to 108 Ta/1, ha svis­cer­a­to l’ argo­men­to gra­zie all’ap­por­to di qual­i­fi­cati rela­tori come il pro­fes­sor Lui­gi Da Dep­po, ordi­nario di costruzioni idrauliche del­l’ di Pado­va, l’ingeg­nere Ser­gio Fat­torel­li sem­pre del­l’u­ni­ver­sità del San­to patavi­no e il suo col­le­ga Vin­cen­zo Bixio che ha trat­ta­to il tema del miglio­ra­men­to del­la qual­ità delle acque nelle reti idrauliche. Sot­to la regia di Alfre­do Riondi­no, diri­gente tec­ni­co del Mag­is­tra­to alle acque, gli esper­ti del set­tore han­no pun­ta­to l’at­ten­zione sul ciclo nat­u­rale del­l’ac­qua e gli effet­ti sul­l’am­bi­ente, la dife­sa idrauli­ca dei ter­ri­tori dalle acque di piena, la tutela degli eco­sis­te­mi, il bio­mon­i­tor­ag­gio del­l’am­bi­ente e il suo ripristi­no. Spazio anche al frag­ile equi­lib­rio esistente nel­la lagu­na veneziana e ad alcune forme di aggres­sione ambi­en­tale gra­zie all’in­ter­ven­to di Raf­fael­la Bagarot­to col­lab­o­ra­trice del pro­fes­sore Antoni­no Abra­mi, mag­is­tra­to del­la corte di Appel­lo di Venezia e tito­lare del­la cat­te­dra euro­pea in dirit­to comu­ni­tario del­l’Am­bi­ente all’u­ni­ver­sità di Urbino, pre­sente a Gar­da in qual­ità di rela­tore sul­la tutela degli eco­sis­te­mi e delle aree umide per uno svilup­po sosteni­bile. Moti­vo di questo incon­tro-con­veg­no la sen­si­bi­liz­zazione ver­so una nuo­va cul­tura in favore del­l’ac­qua, per­ché essa non diven­ti un busi­ness o un genere di scam­bio per pochi elet­ti. «I Lions ed i Leo, sem­pre sen­si­bili ai prob­le­mi sociali e por­ta­tori di ineguagli­a­bili val­ori umani e cul­tur­ali, pos­sono assumere la veste di atten­ti e fat­tivi inter­locu­tori delle autorità pre­poste alla ges­tione delle acque sul ter­ri­to­rio», ha sostenu­to l’ingeg­nere Riondi­no. Pos­sono assumere il ruo­lo di spe­ciali «sen­tinelle», guardiani del prezioso liq­ui­do azzur­ro, del­l’Oro blu così chiam­a­to dagli stu­den­ti del liceo sci­en­tifi­co di Cassi­no, che han­no real­iz­za­to un cd rom sulle fonti idriche esisten­ti nel­l’area di Frosi­none. La gior­na­ta di stu­di ha mes­so in luce come gli ital­iani con­sid­eri­no l’ac­qua una risor­sa abbon­dante da gestire indi­vid­ual­mente, sen­za invece con­sid­er­are l’im­por­tan­za del­la razion­al­iz­zazione delle risorse. Esem­pio ecla­tante è lo stes­so baci­no del lago di Gar­da dove una ecces­si­va fram­men­tazione di com­pe­ten­ze ed enti non per­me­tte di gestire in maniera effi­cace ed intel­li­gente l’ac­qua del più grande lago d’I­talia. Il con­veg­no si è con­clu­so con l’ inter­ven­to di padre Liv­io Tes­sari, mis­sion­ario del­l’Or­dine del­la Con­so­la­ta, da sem­pre impeg­na­to nel­l’aiu­to alle popo­lazioni del con­ti­nente africano. Il dis­tret­to Lions 108 TA/1 in chiusura del­la con­feren­za, dopo le relazioni dei pro­fes­sori Camil­lo Dejak, Mar­cel­lo Enrique Con­ti, Cesare Bar­bi­eri, l’ingeg­nere Anto­nio Non­i­no e il dot­tor Lui­gi Rossi­ni, ha pro­pos­to alcune inizia­tive con­sis­ten­ti in con­tribu­ti eco­nomi­ci da devol­vere all’ac­quis­to di una cis­ter­na per l’ac­qua per il cen­tro san­i­tario di Matari in costruzione nel­la dio­ce­si di Wam­ba del­la Repub­bli­ca Demo­c­ra­t­i­ca del Con­go. Inoltre è sta­ta avan­za­ta l’idea di parte­ci­pare al finanzi­a­men­to per la real­iz­zazione di un poz­zo per l’ac­qua con rel­a­tivi acces­sori (pom­pa, grup­po elet­trogeno). Il poz­zo ali­menterà la rete idri­ca di una scuo­la sec­on­daria in Kenia, com­ple­ta di lab­o­ra­tori di chim­i­ca-fisi­ca ed econo­mia domes­ti­ca, per cir­ca 300 ragazze dai dod­i­ci ai ven­tidue anni. Il baci­no d’uten­za è di cir­ca duemi­la chilometri qua­drati. Il prog­et­to del­la scuo­la, pre­sen­ta­to nel 1986, è sta­to approva­to dalle autorità keniote solo il 2 feb­braio 2002.

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