Nel «libro d’oro» della Società della penisola di Catullo anche il tenore Del Monaco e la Vanoni. Da Maria Callas a Mina, fino alle insegnanti, una cura preventiva miracolosa

L’acqua termale risana pure la voce

22/10/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Da Maria Callas a Mina, da Mario Del Mona­co ad Ornel­la Vanoni. Sono solo alcu­ni dei più cele­bri nomi che si pos­sono spul­cia­re dal «libro d’oro» dei per­son­ag­gi che si sono riv­olti alle per miglio­rare la pro­pria voce. L’acqua sal­so­bro­moiod­i­ca è infat­ti par­ti­co­lar­mente indi­ca­ta per elim­inare lo stress dalle corde vocali. Ma sono in pochi forse a sapere che un’altra cat­e­go­ria è sot­to­pos­ta a stress del­la voce. Sono gli inseg­nan­ti, soprat­tut­to quel­li delle scuole ele­men­tari e medie, costret­ti ad alzare la voce troppe volte con i pic­coli più indis­ci­plinati. E fran­ca­mente par­lare per quat­tro o cinque ore di fila, sal­vo qualche breve inter­ruzione, sot­to­pone le corde vocali ad un notev­ole sur­me­nage. Ne han­no par­la­to, in occa­sione di un incon­tro orga­niz­za­to dal­la soci­età ter­male per la stam­pa med­ica, i pro­fes­sori Giuseppe Zam­pano (respon­s­abile del Cen­tro di sor­dità rino­gena) e Gian­lui­gi Bon­set­ti, entram­bi spe­cial­isti in Orl, che han­no dimostra­to come l’acqua di Sirmione sia in gra­do di trattare numerose patolo­gie dell’apparato res­pi­ra­to­rio, in par­ti­co­lare quelle delle corde vocali. E a tes­ti­mo­ni­are le virtù ter­apeu­tiche dell’acqua ter­male sono inter­venu­ti un can­tante liri­co, il bas­so Pao­lo Battaglia, e l’insegnante Antonel­la Soc­ci­ni. L’artista ha con­fer­ma­to la bon­tà delle ter­apie a cui si sot­to­pone per la pro­pria pro­fes­sione. Sul­la stes­sa lunghez­za d’onda la maes­tra, che ha aggiun­to un par­ti­co­lare: «Per man­tenere la nos­tra voce abbi­amo impara­to a model­lar­la, usan­do cioè un tono più bas­so, rius­cen­do ugual­mente a far­ci sen­tire dagli sco­lari». Per entram­bi le corde vocali rap­p­re­sen­tano il «car­bu­rante» del­la loro pro­fes­sione. Il prof. Zam­pano ha spie­ga­to che un prob­le­ma alla voce (rauce­dine o peg­gio) si può risol­vere indi­can­do una «buona pre­ven­zione con una pre­coce diag­nosi, segui­ta da una ter­apia ter­male e con­clusa con una ried­u­cazione logo­pe­di­ca». Si prospet­ta poi la neces­sità di man­tenere in buono sta­to la voce e questo vale soprat­tut­to per un can­tante. Il prof. Bon­set­ti sug­gerisce di miglio­rare le fun­zioni fisi­o­logiche e sot­to­por­si ad una cura per rimuo­vere subito la malat­tia con un trat­ta­men­to ter­male ter­apeu­ti­co e pre­ven­ti­vo. Sui bam­bi­ni, ad esem­pio, il cen­tro di ricer­ca del­la soci­età ter­male sta da tem­po effet­tuan­do un mon­i­tor­ag­gio, allo scopo di rac­cogliere un data­base per capire in quale momen­to sia nec­es­sario inter­venire, e quale sia il tem­po migliore per le cure a Sirmione. Fino ad un decen­nio fa si effet­tua­vano degli screen­ing di mas­sa tra la popo­lazione infan­tile; ma, come ha det­to il pres­i­dente delle Terme Fil­ip­po Fer­né, «oggi diviene tut­to più com­pli­ca­to a causa del coin­vol­gi­men­to di parec­chi sogget­ti isti­tuzion­ali».

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